Il caso Moro. Viaggio attraverso il Moro che non conoscevamo di Fabio Bersani

Il caso Moro di Ferrara è il viaggio di un uomo visto al microscopio, il racconto dettagliato dei giorni della prigionia di AldoMoro. Le inquadrature sono per lo più in ambienti interni, stanze che rappresentano gabbie mentali come quella in cui l’esponente della DC era ostaggio, o come la stanza del salone della sua casa dove viene raccontato il dolore di una famiglia, per arrivare alle stanze parlamentari e ai tavoli di consultazione degli alti funzionari di Stato.

La pellicola è una dolorosa ricostruzione di quello che è ancora oggi un caso italiano con molte ombre, forse troppe. Un fantastico Gian Maria Volontè veste i panni del Presidente del Consiglio e segretario della Democrazia Cristiana , un’interpretazione che restituisce la tempra e l’orgoglio dell’esponente politico, costretto per 55 giorni a vivere in prigionia aspettando il processo delle BR, la cui sentenza è ormai nota a tutti.

Il regista si concentra sul linguaggio dei brigatisti, evidenzia il loro concetto di giustizia sociale e di processo allo Stato, allo stesso modo passa al setaccio anche il linguaggio di Moro, dolce e amorevole con la sua famiglia e tremendamente realista con i brigatisti, ma sempre sincero ed intellettualmente onesto, tanto da convincere quasi la maggioranza dei sequestratori a concedergli la grazia, senza però riuscire nel suo intento.

Il film mette in evidenza alcune tematiche che spesso nella Repubblica Italiana sono state molto discusse, come la legittimità dello Stato e il concetto di ordine sociale. Racconta la storia di uno Paese complesso, figlio delle ideologie, di grandi dibattiti politici e di scontri esterni, e pone in risalto perfettamente il clima presente di quegli anni .

Ferrara compie una splendida ricostruzione del “caso Moro”, un finto film-doc attento ai dialoghi, a metà tra documentario e poliziesco italiano anni 70, un film che parla prima di tutto del dramma di una famiglia che si vede abbandonata dallo Stato.

Le lettere, le foto con dietro il poster delle Brigate Rosse, l’incontro con don Stefani, l’amicizia col Papa, ricostruiscono la vita di quello che oggi è ricordato, forse troppo poco, come il martire di una Repubblica che grazie al suo sacrificio legittimerà la lotta dello Stato al terrorismo italiano di quegli anni.

Vox Zerocinquantuno n.6, Gennaio 2017


Fabio Bersani, 25 anni da San Giorgio Piacentino, laureato in scienze politiche sociali e internazionali all’università di Bologna, attualmente iscritto al corso di specialistica in comunicazione pubblica e d’impresa. Cinefilo, interessato alle dinamiche sociali e politiche presenti nei film.

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