Il caso spotlight. Il giornalismo, quello bello, quello che ci piace, di Fabio Bersani

Il giornalismo d’inchiesta, quello bello, quello delle grandi testate americane, il giornalismo che scopre mostri e stana i fantasmi dall’armadio, in poche parole il giornalismo del Boston Globe e della sua redazione Spotlight.
Il giornalismo ha cambiato forma negli anni ma sicuramente il suo ruolo monitorante alla watchdog non è scomparso. A dimostrazione di quanto detto la troupe d’inchiesta del Globe (la redazione Spotlight), in seguito all’arrivo del nuovo direttore, ( il laico Baron) interpretato dall’assertivo Liev Schreiber, inizia ad indagare su alcuni casi di abusi sessuali da parte di alcuni sacerdoti nell’area di Boston avvenuti negli anni 70.
Dopo “The birdman” Michael Keaton mette a segno un’altra meravigliosa interpretazione, al suo fianco un altro grande attore in spolvero negli ultimi anni, Mark Ruffalo, entrambi assegnati al caso Spotlight insieme ad un ridotto numero di giornalisti che lavorano sull’inchiesta. La redazione Spotlight attraverso un caso difficile ci porta direttamente dentro il giornalismo d’inchiesta, quello che appassiona, quello per cui le testate investono risorse umane e finanziare, il quarto potere che in America ha portato la stampa ad avere un posto autorevole agli occhi del comune cittadino e dell’uomo di strada, una sorta di prolungamento del lungo braccio della giustizia.
Il film, per quanto ricco di dettagli giornalistici, non stanca e non allontana lo spettatore. La calma apparente di una ricerca che sembra produrre pochi frutti e dall’altro la paura da parte di giornalisti – e prima di tutto uomini – che hanno frequentato quegli stessi ambienti clericali per anni, dalla loro gioventù ad oggi e che sperano di vedere vanificate le loro ricerche su un tema così difficile da trattare, soprattutto se vissuto così da vicino.
Il lungometraggio di McCarthy ci accompagna per mano in quello che non è un vero e proprio viaggio nel poco cristallino mondo delle inchieste sugli abusi da parte di membri della santa chiesa, un mondo di cui si è sempre poco inclini a parlare e di cui si sa sempre poco, troppo poco. Un’inchiesta per dare un nome ed un volto agli uomini neri e restituire verità e giustizia a chi è stato indotto con l’inganno ad essere vittima e a non denunciare i propri carnefici. Un’inchiesta per le verità soffocate, una giustizia da carta stampata che riguarda in fondo un po’ tutti noi. Un giornalismo da servizio pubblico, verità difficili da ammettere e tanto pathos sullo sfondo. Questo il lavoro di McCarthy e della redazione Spotlight.

Vox Zerocinquantuno n 10, maggio 2017


Fabio Bersani, 25 anni da San Giorgio Piacentino, laureato in scienze politiche sociali e internazionali all’università di Bologna, attualmente iscritto al corso di specialistica in comunicazione pubblica e d’impresa. Cinefilo, interessato alle dinamiche sociali e politiche presenti nei film.

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