Il censimento dei radical chic di Giacomo Papi. Recensione di Maria Laura Giolivo

 

Il professore universitario Giovanni Prospero viene trovato morto nel pianerottolo di casa la mattina seguente la sua partecipazione a un talk show dove durante un dibattito con il Ministro degli Interni per avvalorare la propria tesi si era permesso di citare Spinoza. Immediatamente biasimato* sia dal Ministro degli Interni che dal conduttore, che gli ricorda di essere in una trasmissione televisiva “per famiglie e chi di giorno si spacca la schiena ha diritto di rilassarsi e di non sentirsi inferiore”, il professore Prospero intuisce** subito di aver commesso un errore gravissimo ma ne raggiunge la piena consapevolezza nel momento in cui, dirigendosi verso casa, viene travolto da numerosissimi messaggi minatori del popolo del web. Proprio mentre sta per aprire la porta di casa viene sorpreso e malmenato dai suoi aggressori che lo lasciano agonizzante sul pianerottolo fino a che, all’alba del giorno successivo, il suo cadavere viene ritrovato dalla portinaia dello stabile.

Quello del professor Prospero, risulterà essere il primo di diversi omicidi a danno di numerosi intellettuali Italiani, rei*** di rappresentare un pericolo per per la democrazia, che indurranno il Primo Ministro degli Interni (“perché da quando il governo aveva chiuso i porti e gli aeroporti e messo dazi in entrata e in uscita, la funzione del Primo ministro era stata assorbita da quella del ministro dell’Interno e viceversa”) a istituire uno speciale corpo di polizia con il duplice scopo di tutelare e controllare “tutti coloro che in questo Paese si ostinano a credersi più intelligenti degli altri”. Per fare ciò però si sarebbe quindi dovuto procedere con un censimento dei radical chic**** al fine di redigere un registro di tutti i nominativi degli intellettuali del Paese.

Per un esercizio della democrazia (“governo del popolo”) in senso stretto, inoltre, si rendeva necessaria l’introduzione di provvedimenti per la difesa e la semplificazione della lingua. Con un decreto legge veniva quindi creata la figura del Garante della Semplificazione della Lingua Italianaautorità amministrativa indipendente, dotata di poteri di controllo e indirizzo linguistico

Con estrema ironia e una buona dose di cinismo ne Il censimento dei radical chic Papi riesce a dipingere un affresco quanto mai attuale e drammaticamente realistico della società italiana, troppo spesso impegnata a denigrare e deridere gli esponenti di una cultura che ormai è finita per diventare sinonimo di inutile pomposità.

L’autore esaspera quello che è ormai un sentimento ampiamente diffuso, nella nostra società, di diffidenza nei confronti degli intellettuali, colpevoli di servirsi della cultura in maniera ambigua per ingannare, o quantomeno confondere, il popolo nell’esercizio del proprio potere democratico, fino a giungere al paradosso di esaltare l’ignoranza come garanzia di trasparenza e innocenza.

Lo stile semplice e lineare fa da cornice ad un racconto condito da una satira pungente e sagace che esprime l’assoluto disappunto nei confronti del modo di fare politica dell’attuale classe dirigente. E’ facile infatti riscontrare chiare analogie fra i personaggi del libro e alcuni dei principali esponenti politici italiani: nel libro ogni riferimento a fatti o persone è tutt’altro che casuale.

Nota bene: Il seguente testo è stato sottoposto a revisione da parte del Garante della semplificazione della lingua italiana il quale ha imposto l’aggiunta delle seguenti note:

*biasimato: termine arcaico sostituire con “ripreso
**
intuisce: fuori moda, sostituire con il più attuale “capisce
***
rei: termine arcaico sostituire con “colpevoli
****
radical chic: termine straniero sinonimo di “intellettuale” ma preferibile ad esso perché molto usato dal popolo

Vox Zerocinquantuno n.31, marzo 2019

Vox


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