Il “Cinema Ritrovato” a Bologna, di Alessandro Romano

Ogni anno Bologna, per circa 2 mesi trasforma Piazza Maggiore in un grande cinema all’aperto. Grazie all’evento “Sotto le stelle del Cinema”, il pubblico bolognese ha la possibilità scoprire e riscoprire le grandi opere della settima arte proiettati su uno dei più grandi schermi d’Europa.
Una rassegna di 55 serate, in cui, oltre ai film contemporanei di maggiore qualità, vengono proposte le migliori copie e i migliori restauri dei film che hanno fatto la storia del cinema. 
Inaugurata il 19 giugno e conclusasi – come sempre – il giorno di Ferragosto, l’edizione di quest’anno è stata contrassegnata dagli omaggi ad Akira Kurosawa, Ugo Tognazzi e Pietro Germi.

La proiezione delle pellicole più vecchie è affidata alla sezione “Il Cinema Ritrovato”, focus di questo numero di CineVox.
Inaugurata nel 1986, è giunta quest’anno alla sua 31ma edizione. La rassegna dura otto giorni ma la novità del 2017 è stata l’introduzione di un giorno in più dedicato alle repliche, per venire incontro agli appassionati che per motivi di lavoro o di distanza si sono persi alcune proiezioni.
Una selezione di pellicole comprendente un range che va dalla fine dell’800 agli inizi degli anni 2000. Grande importanza è assunta dalla proiezione dei film appartenenti al cinema muto, in cui, il Cinema Ritrovato ha il grande merito – tramite una sorta di spettacolo nello spettacolo – di affidare a dei musicisti, affermati o giovani talenti, il compito di accompagnare i film precedenti all’uscita del sonoro.
L’evento consiste nella proiezione di 400 pellicole, più laboratori, incontri e mostre aperte al pubblico. 
Ospitano la rassegna il cinema Jolly, il cinema Arlecchino, il Lumière, l’Auditorium dei “Laboratori delle Arti UniBo” e ovviamente Piazza Maggiore. Nove giornate fitte di appuntamenti a cominciare dal mattino fino alle proiezioni serali.

La cineteca di Bologna

A fornire le pellicole è la Cineteca di Bologna, una delle più importanti cineteche d’Europa, fondata il 18 maggio del 1962. L’archivio della cineteca comprende oltre 46.000 opere. Ruolo principale dell’ente, oltre alla conservazione, è quella del restauro grazie al laboratorio “L’immagine Ritrovata”, vero e proprio riferimento internazionale per la qualità delle tecniche e la costante ricerca metodologica. Non solo pellicole cinematografiche, la Biblioteca Renzo Renzi ospita oltre 20.000 volumi riguardanti la storia del cinema e, inoltre, la cineteca mette a disposizione del pubblico oltre un milione di fotografie comprendente, oltre alla sezione cinema, una raccolta riguardante la città di Bologna, con immagini realizzate a partire dal 1873. 
Fiore all’occhiello della cineteca è proprio la grande collezione di film muti italiani e dei grandi classici della storia del cinema.

Scena simbolo del film

Per chi conosce il programma di Enrico Ghezzi “Fuori orario”, incentrato principalmente sulla proiezione di film d’essai, ricorderà certamente il famoso tuffo nel fiume presente nella sigla d’apertura (fino a gennaio 2017 l’immagine era accompagnata dalla celebre canzone “Because the night” di Patty Smith). La scena in questione è tratta dal film L’Atlante del 1934 di Jean Vigo, uno dei grandi orgogli di questa edizione de Il Cinema Ritrovato, che insieme ad altre opere come Zero in condotta costituiscono l’omaggio al grande regista francese.
 Un altro omaggio è stato quello per Robert Mitchum, considerato uno dei più grandi attori del suo tempo, con un viso “indurito” da un passato burrascoso e un’anima poetica tali da renderlo uno dei talenti naturali più importanti e affascinanti della storia del cinema americano.
 Altra importante celebrazione è stata quello al regista e attore americano Buster Keaton, con le proiezioni di documenti inediti e di film quali I Vicini (1920), Il Capro Espiatorio (1921) e Io e il Ciclone (1928), curata dal “Progetto Keaton”, nato a Bologna nel 2015.
 Non solo personaggi, è stato celebrato, infatti, anche il 1917, con una serie di film, documentari e film d’animazione sulla rivoluzione russa.
 In ultimo, non possiamo non citare la proiezione de La corazzata Potëmkin, di Sergej Ejzenstejn, con l’esecuzione delle musiche originali di Edmund Meisel ad opera dell’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna. Il caso ha voluto che sia stata proiettata sei giorni prima della morte di Paolo Villagio, che con il suo Il secondo tragico Fantozzi, anche se in maniera divertente e un po’ dissacrante, ha avuto il merito di rendere ancor più celebre quest’opera agli italiani.

Se ci sembrano già lenti i film degli anni 90’ diventa difficile immaginare che possa avere successo una rassegna su film degli anni 30 o addirittura precedenti. Eppure Bologna da trent’anni a questa parte continua a vincere la sua scommessa, riempiendo Piazza Maggiore e gli altri luoghi del Cinema Ritrovato di appassionati, neofiti e curiosi.
Probabilmente la chiave di questo successo risiede nel confrontarsi con queste opere con lo stesso fascino e la stessa consapevolezza della loro importanza – sia per l’affermazione che per la conseguente evoluzione del cinema – con la quale, in letteratura, ci si rivolge ai grandi classici.
 In un cinema che ha nella velocità uno dei suoi fattori principali di evoluzione, Il Cinema Ritrovato offre l’opportunità di rivivere la potenza delle immagini, la genialità dei gesti e riscoprire il fascino della lentezza e dei silenzi.
In un mondo improntato sull’alta velocità, Bologna con i suoi eventi culturali offre momenti e spazi di riflessione e di condivisione delle emozioni.
In un contesto storico che tende a frammentare la società e rendere i rapporti sempre più virtuali – ove le piazze sono sostituite da internet e dai suoi vari social network – abbiamo ancora la possibilità di incontrarci e di gustare insieme gli antichi sapori di un cinema che rischia di andare perduto, e di “ritrovarlo” sotto le stelle del cielo bolognese.

Vox Zerocinquantuno, n 14 settembre 2017


In copertina foto di Lorenzo Burlando da Bologna Welcome

Nel testo foto 1) da Cinequanon

Nel testo foto 2) da

L’ATALANTE (1934), di Jean Vigo


Alessandro Romano ha conseguito la laurea in Sociologia presso la Facoltà di “Scienze Politiche” di Bologna. Dopo un breve periodo di lavoro in Irlanda torna in Italia e si laurea al Corso Magistrale di “Scienze del Lavoro” all’Università degli Studi di Milano con la tesi: “Mercato del Lavoro e Immigrazione: un confronto tra Italia e Spagna negli anni della crisi economica globale”.

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