Alternanza S/L. Il colore dell’odio, di Camilla Albertazzi, Greta Ippoliti e Elisa Rizzioli   

“Chiunque propaganda le immagini o i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco, ovvero delle relative ideologie, anche solo attraverso […] immagini o simboli a essi chiaramente riferiti […], è punito con la reclusione da sei mesi a due anni.” (Legge n.645 del 1952 “Legge Scelba)

 

Da ciò che si evince dalla legge Scelba, risulta poco chiaro come sia stato possibile trasformare un gruppo neofascista, come Forza Nuova, in un partito candidabile alle elezioni dello scorso 4 Marzo.

Forza Nuova è un movimento “nazionalpopolare” che presenta 240 denunce per violenza in soli cinque anni. Questo movimento esistente, sebbene la legge lo proibisca, venne fondato nel 1997 da Massimo Morsello e dal leader attuale Roberto Fiore chiamato il “Fiore Nero”. Come quest’ultimo sia riuscito a fondare un movimento con ideali tanto estremi e sia riuscito ad ottenere l’appoggio di italiani, rimane un mistero. Fiore infatti è considerato un terrorista nero, rimasto impunito. E’ stato condannato per banda armata e associazione sovversiva come il capo di Terza Posizione, un gruppo armato che ha riunito alcuni tra i criminali più violenti della destra.

Nonostante il leader sia stato più volte accusato di crimini, nel 2018 Forza Nuova si presenta alle elezioni con lo slogan “Italia agli Italiani”, probabilmente per mascherare quelle caratteristiche fasciste che non gli avrebbero permesso di ottenere un numero consistente di voti. Né il bombardamento mediatico né il motto patriottico, sono però bastati per fare trionfare il partito alle elezioni. Infatti Forza Nuova fallisce completamente, senza raggiungere l’1%.

All’interno del programma elettorale, i “patrioti” dimostrano come l’odio e il razzismo siano gli strumenti fondamentali per impedire il naufragio di un’Italia ormai senza una guida politica. La loro propaganda mira a colpire immigrati, omosessuali e i cosiddetti comunisti al fine di privarli dei diritti fondamentali che non dovrebbero mai essere messi in discussione. I clandestini, o coloro che commettono reati, devono essere rimpatriati immediatamente poiché l’immigrazione danneggia l’economia e la stabilità italiana. E’ evidente il richiamo a Mussolini, il quale sosteneva che l’immigrazione fosse un male e che “la razza non tradisce la razza”. Ciò significa che è indispensabile proteggere l’italianità a tutti i costi. Allo stesso modo non tollerava neppure l’omosessualità. Decise infatti di istituire vere e proprie squadre anti-gay con il fine ultimo di incastrare quelle persone che avevano gusti sessuali differenti e poterle così condannare.

Foto da gayburg.blogspot.it/

Il fascismo rimane dunque intorno a noi ancora oggi. Si insidia nei gesti più eclatanti fino a manifestarsi nelle sue forme più terrificanti. Si può osservare nel saluto romano come negli slogan di carattere nazionalista che compaiono nelle manifestazioni di estrema destra.

Ma in che secolo ci troviamo esattamente? Nell’Italia del Ventennio Fascista o in quella del 2018?

Il fascismo ha causato dolore, oppressione fisica e psicologica; ha causato morti e feriti per portare avanti una lotta inumana e indecente. Una dittatura che causò 45.000 deportati politici e razziali nei campi di sterminio, 15.000 dei quali non fecero più ritorno, e 700.000 abissini uccisi nel corso della campagna Etiopica e nelle successive “operazioni di polizia” (Da sito di Anpi).

Ci eravamo ripromessi di non dimenticare, di non chiudere gli occhi e di non voltare le spalle alla storia, ai morti. Ci eravamo ripromessi di rispettare il prossimo e di non ritornare su quelle macchie nere mischiate con il sangue che avevano fatto tremare l’Italia. Il Fascismo non doveva tornare forte come prima, eppure stiamo ripercorrendo quegli stessi passi sbagliati e terrificanti.

Forza Nuova non è un partito politico, non rispetta la memoria storica. Come il Fascismo, è solo un crimine.

 

Vox Zerocinquantuno N.24, Luglio 2018


Lavoro svolto lo scorso marzo dalla classe Vc l del Liceo Da Vinci di Casalecchio (Bo).

In copertina foto da

Forza Nuova: Vicenza non è Stalingrado

 

 

Fonti:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(https://www.vvox.it/2014/11/15/forza-nuova-vicenza-non-e-stalingrado/)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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