Il mondo magico. Gianni Del Bue da un’idea di Graziano Campanini

Il mondo magico. Gianni Del Bue da un’idea di Graziano Campanini
6 luglio – 30 settembre 2018 Inaugurazione giovedì 5 luglio h 18.00
Bologna, 5 luglio 2018 – Dal 6 luglio al 30 settembre 2018 i Musei Civici d’Arte Antica presentano la mostra personale Il mondo magico dell’artista contemporaneo Gianni Del Bue allestita nel Lapidario del Museo Civico Medievale.

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L’esposizione, nata da un’idea di Graziano Campanini, ospita oltre 30 opere che dialogano con la collezione del museo. Del Bue, che già aveva omaggiato con sue mostre alcune capitali del Rinascimento come Firenze, Urbino e Mantova, ora si intrattiene con Bologna e la sua storia. Il contatto con la città avviene proprio attraverso il Museo Civico Medievale, scrigno autorevole di un’arte con un forte impatto sul cosmico, sulla natura, sul sacro e sull’immaginario. Il magico quotidiano dei lavori di Del Bue richiama lo stesso magico quotidiano di tutte le opere della collezione del museo: lance, scudi, bronzi, sono tutti oggetti di uso comune dell’epoca che, così come i soggetti presenti all’interno delle opere di Del Bue, detengono un fascino magico e seducente.
La mostra è accompagnata da un agile e prezioso catalogo con testi di Graziano Campanini, Francesco Poli, Piero Meldini, con un’introduzione di Massimo Medica.
Graziano Campanini descrive così il lavoro di Gianni del Bue: «Le poesie che Del Bue scrive con i pennelli sono nascoste dietro la realtà di quello che dipinge, dietro a Del Bue, nascosti, ci sono i suoi sentimenti, i nostri sentimenti, che lui sa suscitare e farceli riconoscere. Dietro la bellezza e qualità formale del centauro in moto Ducati che attraversa le colline delle Langhe, magari con un cielo illuminato da un mondo di lucciole, non c’è solo questa bellezza formale ma il vento che arriva sul volto pilota, gli odori della campagna, il fieno tagliato di fresco, l’odore della corteccia dei cipressi, il profumo dei tigli a primavera… il vero profumo dell’amore […]».

Scheda tecnica
Mostra: Il mondo magico. Gianni Del Bue da un’idea di Graziano Campanini
Periodo: 6 luglio – 30 settembre 2018
Inaugurazione: giovedì 5 luglio h 18.00
Sede: Museo Civico Medievale via Manzoni 4 | 40121 Bologna
Orari di apertura: da martedì a domenica: 10.00 – 18.30 chiuso lunedì feriali
Ingresso: intero € 5 | ridotto € 3 | gratuito Card Musei Metropolitani Bologna e ogni prima domenica del mese
Informazioni: Museo Civico Medievale via Manzoni 4 | 40121 Bologna tel. +39 051 2193916 / 2193930 museiarteantica@comune.bologna.it www.museibologna.it/arteantica Facebook: Musei Civici d’Arte Antica Twitter: @MuseiCiviciBolo
Ufficio Stampa Istituzione Bologna Musei: Elisa Maria Cerra – Silvia Tonelli tel. +39 051 6496653 / 6496620 ufficiostampabolognamusei@comune.bologna.it elisamaria.cerra@comune.bologna.it silvia.tonelli@comune.bologna.it

Gianni Del Bue nasce a Reggio Emilia il 27 dicembre 1942. Giovanissimo apprende dal padre quadraturista e maestro di trompe l’oeil, le tecniche pittoriche. Comincia a dipingere per diletto, attratto in particolare dalle pitture di Filippo De Pisis e Giorgio De Chirico tra i moderni e di Paolo Uccello e Piero della Francesca tra gli antichi. L’interesse per quest’ultimo rappresenta una costante nel suo percorso artistico. Più volte si reca a Urbino e dintorni per studiare il grande maestro antico così caro ai moderni. A metà anni ’60, trasferitosi a Torino, Del Bue decide di presentare per la prima volta due sue opere alla Società Promotrice di Belle Arti della città, che destano l’immediato interesse di Aldo Passoni, conservatore del Museo d’Arte Moderna, che lo incoraggia, invitandolo a importanti rassegne. Tra il 1965 e il 1975 l’arte di Del Bue assume un impianto astratto influenzato dall’informale, dalla pop-art, dall’astrattismo geometrico e dal minimalismo. Conosce Emilio Scanavino a Calice Ligure, Gianni Madella e Claudio Olivieri a Milano, Filippo Avalle in Brianza, Pino Mantovani a Torino, mentre il gallerista Giancarlo Salzano comincia a occuparsi del suo lavoro, assieme a quello di Carol Rama, Gino Gorza e Horiki. In seguito, fino a metà anni ‘80, Del Bue realizza grandi quadri il cui supporto è costituito per lo più da un reticolo di tele triangolari cucite insieme e rese impervie da buchi, ricuciture e sfilacciamenti. Su questo fondo policentrico l’artista dipinge una molteplicità di immagini, talvolta sovrapposte prese dal mondo dell’arte e della pubblicità, quasi a sottolineare la funzione mitica e allegorica della figura. Quadri labirintici che ospitano racconti e che richiedono una lunga esecuzione, elogiati dalla critica per gli elementi anticipatori rispetto al nascente fenomeno della transavanguardia, secondo il giudizio di Francesco Poli o del postmoderno, secondo Marco Rosci. Il trasferimento da Torino nelle Langhe cuneesi segna la ricerca di una rinascita connotata da un registro pittorico di maggiore semplicità e con un rapporto più intenso con la natura e le emozioni del vivere. La sua pittura cambia, apparentemente si semplifica, assumendo la forma di un nuovo “realismo magico”. Le colline di langa suggeriscono e rappresentano la ripartizione geometrica sulla tela; il reale entra nel quadro rendendo inutile il ricorso a ulteriori espedienti grafici. L’artista capisce che la contemporaneità dell’opera, il suo parlare di un tempo presente vivo e originale non dipende dal soggetto descritto, ma da questo nuovo linguaggio. Con esso mette a fuoco gli elementi del reale che più lo colpiscono, inserendo qua e là tratti di pura invenzione, illuminando la scena come se fosse in un teatro di posa, e accendendo i molti particolari domestici o i paesaggi di una luce notturna, intima che risplende e irradia “luce catodica, televisiva, dei tempi moderni” recentemente definita dal critico Marzio Dall’Acqua.

COMUNICATO STAMPA
Istituzione Bologna Musei | Museo Civico Medievale


Vox Zerocinquantuno n.24, Luglio 2018

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