Il Pratello “r’esiste”, di Matteo Scannavini

Torna per il 25 aprile la 12esima edizione di Pratello R’esiste, l’omaggio annuale alla festa della Liberazione organizzato dei residenti dell’omonima via del quartiere Porto-Saragozza. Se davvero onorare il natale della democrazia italiana si riducesse ad un “derby tra comunisti e fascisti”, non ci sarebbe dubbio su quale sia la squadra del Pratello. Sono infatti lampanti gli elementi che segnalano la linea politica dell’evento, dai tanti venditori di Lotta Comunista che affollano la via, alle concitate declamazioni di un presentatore sul palco di piazza S. Rocco: “Viva il Pratello, viva la Liberazione e…” segue invito a Salvini ad andare ad una località poco lusinghiera.

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Il 25 aprile non può e non deve essere banalizzato a così poco, e persino quell’insulto lanciato a gran voce, nei cui contenuti e modi ci si può rispecchiare o meno, rappresenta una di quelle tante libertà conquistate grazie alla Resistenza, il cui ricordo deve tutt’oggi restare un punto fermo del calendario civile.
Pratello R’esiste è una grande celebrazione di strada dell’antifascismo, un tripudio di balli, concerti, cori partigiani, flash-mob, cibo, birra, mostre, laboratori e bancarelle varie. L’evento si estende per 3 giorni su via del Pratello e traverse e consta della partecipazione di più centri sociali locali e associazioni, tra cui Mediterranea Saving Humans e, immancabilmente, ANPI.

Le celebrazioni sono iniziate le sere del 23 e 24 aprile con spettacoli, proiezioni e letture di lettere dei partigiani, per poi entrare nel vivo il 25: la mattinata della Liberazione si è aperta alle 10:30 con la posa della corona ai caduti all’incrocio tra via Pietralata e via del Pratello. A seguire una serie di esibizioni sul palco principale di Piazza S. Rocco, come il coro R’esistente dei bambini e le danze di One Billion Rising, il movimento internazionale contro le violenze e le discriminazioni delle donne. Concerti comprendenti cantautorato, hip hop e rockabilly hanno poi occupato poi il pomeriggio, divenuto sempre più affollato a causa dell’arrivo di chi aveva trascorso la mattinata a Montesole. La discesa del corteo da Marzabotto è stata guidata dai membri del Laboratorio Crash, che hanno annunciano trionfanti la legittimazione della loro futura nuova sede in via Corticella 129, conquistata dopo 2 anni di rischio sfratto. I membri del centro sociale hanno chiuso il loro intervento con la lettura della toccante lettera testamento del “compagno Orso” Lorenzo “Tekoser” Orsetti, il volontario caduto contro l’Isis in difesa dei curdi.

Nel segno della birra e dei balli, e con orari degli eventi molto elastici rispetto al programma, la festa di strada ha proseguito fino alle 19, prima di lasciare il posto ad un abituale serata di via del Pratello. Questa volta però un’ordinanza comunale, al fine di limitare i consumi alcolici, ha imposto la chiusura dei locali alle 23 e il divieto di distribuire bevande da asporto in vetro e lattine.

Pratello R’esiste è divenuto ormai un appuntamento fisso dei festeggiamenti a Bologna della Liberazione e conta un’affluenza nell’ordine delle 10000 persone. Un dato, stando alle stime degli organizzatori, in crescita ogni anno e che anche per la 12esima edizione pare aver centrato l’obiettivo. Nonostante la presenza dei centri sociali faccia presupporre le solite tensioni con l’amministrazione, lo staff si è invece dichiarato soddisfatto del lavoro svolto in coordinazione con il comune.
Eppure tra i pareri dei volontari, mediamente soddisfatti della buona riuscita dell’evento, c’è una dichiarazione sull’affluenza che colpisce particolarmente: “Vorremo che ce ne fossero di meno” ha affermato una signora dello staff, spiegando che se la partecipazione è ancora così alta è perché i tempi impongono “il bisogno di resistere”. In effetti, per quanto resti alquanto improbabile un ritorno al fascismo denunciato da più parti, pare ancora necessario resistere ad un’atmosfera di imbarbarimento che continua a diffondersi nel paese: uno sdoganamento di modi, sempre più spesso tramutati in atti, di percepibile razzismo. Una situazione potenzialmente pericolosa in cui dovrebbe essere impensabile che un politico della visibilità di Salvini, primo ministro de facto, rifiuti, o comunque ponga in secondo piano, la celebrazione della memoria della lotta che ha portato alla nascita del sistema democratico grazie a cui è stato eletto. La sua strategica sfilata di interventi contro la mafia in Sicilia poteva essere fatta in qualunque altro giorno.

Così, anche questa tappa fondamentale del calendario civile, lo strumento di eccellenza per la coesione di una nazione, l’Italia è risultata divisa: il 25 aprile è sembrato veramente un derby. Sembra lontano il domani in cui un evento come Pratello R’esiste non sarà più percepito come atto di Resistenza di un ramo politico scontento, ma come celebrazione collettiva di un popolo che ricorda le origini della propria libertà.

Vox Zerocinquantuno n.33 Maggio 2019

Foto:Matteo Scannavini


Matteo Scannavini, 19 anni. Studente di Informatica Umanistica presso l’Università di Pisa”.

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