Il punto sul campionato dopo dieci giornate, di Mirko Galeotti

Se ne è andato poco più di un quarto del campionato e molti dei pronostici sono stati rispettati. Ma vediamo, nel dettaglio, come stanno le squadre della nostra serie A e chi può considerarsi promosso, bocciato o da rivedere.

PROMOSSE:

Juventus – Solo la follia difensiva contro il Genoa non permette ai bianconeri di fare l’en plein di vittorie in questo inizio di stagione. Calendario non impossibile, fatto salvo le visite di Lazio e Napoli, ma la dimostrazione di forza dei bianconeri è stata impressionante. Tra dieci giorni il test verità contro il Milan dell’ex Higuain. Ma c’è CR7 e tanto basta a considerarla, più che mai, favoritissima.

Napoli – Grande con le piccole, in difficoltà nei top match (sconfitte a Genova e Torino, pareggio in casa con la Roma). Ancelotti razionalizza il sarrismo e i partenopei si pongono ancora come credibile anti-Juve, ma la sensazione rispetto agli scorsi anni non cambia: per reggere il passo dei bianconeri, devono andare sempre a mille. Ci riusciranno?

Inter – L’inizio shock è stato ben assorbito e Spalletti pare aver trovato la quadra, sublimata nella clamorosa prestazione in casa della Lazio. Icardi si risveglia dal letargo in cui pareva piombato ed è tornato decisivo, Brozovic in mediana la fa da padrone e la difesa è ora convincente. I nerazzurri come al solito vanno a folate, ma se il vento resta buono possono fare grandi cose.

Fiorentina – Squadra giovane e frizzante, forse un po’ inesperta ma ha il futuro davanti. La sensazione è che una volta che il trio offensivo Pjaca – Chiesa – Simeone ingranerà le marce alte, a Firenze ci sarà da divertirsi. Per ora vede e provvede San Marco (Benassi) da Modena, al suo miglior inizio di stagione in carriera.

Sampdoria – Del buon inizio di campionato delle genovesi, la sponda blucerchiata è quella che ha convinto maggiormente. Da manuale la vittoria col Napoli, da incorniciare la fase difensiva e la verve di Defrel-Quagliarella. Questa Samp guidata da uno stratega come Giampaolo, può non essere un fuoco di paglia.

Sassuolo – Ultima delle promosse, se non altro per la leggera flessione delle ultime partite dopo l’ottimo inizio che l’ha vista trionfare con l’Inter e tenere testa in trasferta a Juve e Napoli. Delle “piccole” è sicuramente la squadra con più qualità, ma molto dipende dall’umore dei vari Berardi e Boateng. Sarà in ogni caso salvezza più che tranquilla.


DA RIVEDERE:

Lazio – Scalata tra i rimandati unicamente per la pessima partita contro l’Inter, i biancazzurri presentano le stesse linee e idee di gioco della passata stagione, ma senza De Vrij e con Milinkovic-Savic e Luis Alberto ancora in vacanza. Se è vero che è dura confermarsi in Serie A, ad Inzaghino toccherà un miracolo per centrare una nuova qualificazione europea.

Milan – 15 punti in classifica, che potrebbero essere 18 vincendo il recupero col Genoa. E sarebbe bene o male in linea con le previsioni. Il Pipita porta gol ed esperienza, ma l’impressione è che Gattuso non abbia ancora le idee chiare su come questa squadra possa rendere al meglio. Il 4-4-2 porta equilibrio, ma limita la fantasia. A breve ci sarà la Juventus e capiremo il reale valore di questo Diavolo.

Roma – Squadra troppo altalenante quella di Di Francesco, capace di vincere in scioltezza il derby e strappare un punto da Napoli, ma anche di cadere malamente con Bologna e Spal. Nainggolan e Strootman mancano molto e la bella gioventù deve ancora completamente sbocciare. C’è Dzeko e questo è garanzia di gol e competitività.

Genoa – E’ sbagliato pensare che dei 14 punti in classifica, almeno la metà sono merito (quasi) esclusivo di Piątek? Probabilmente no. Se poi ci si mette anche Preziosi a cacciare un Ballardini che non stava affatto demeritando, ecco che l’ufficio complicazioni cose semplici può produrre grossi danni. Se il polacco continua a segnare e se il Patron non ci mette troppo del suo, questo Genoa può anche sognare l’Europa.

Torino – Squadra indecifrabile alla vigilia e resta tale dopo 10 partite. Belotti soffre di una crisi che pare senza fine e tutto il Toro ne risente. A Mazzarri serve più che mai il Gallo per evitare che questo campionato cada nell’anonimato.

Cagliari – Tutto su Pavoletti e Barella. Sono loro che possono infiammare il Sant’Elia e spostare gli equilibri di una squadra in eterno bilico tra rischio retrocessione e una salvezza tranquilla. Al momento il trend è in linea con le attese.

Parma – I crociati sono tornati e hanno tutti i mezzi per poter fare decisamente bene in questo campionato. Gli infortuni stanno un po’ frenando una squadra che aveva trovato la giusta dimensione, ma soprattutto l’assenza di Inglese sta molto pensando in questo periodo di flessione.

SPAL– La squadra più altalenante di questo inizio di stagione, capace di sbancare Roma e poi subito dopo prenderne 3 in casa dal Frosinone. 4 vittorie e 6 sconfitte sono, numeri alla mano, meglio di 10 pareggi, ma la banda di Semplici deve ritrovare quella compattezza difensiva che ha portato alla salvezza lo scorso anno e a tre vittorie su quattro partite in questo inizio di stagione.

BOCCIATE:

Atalanta – Delle medio-grandi, quella ampiamente più deludente. Le ultime due larghe vittorie riportano un po’ di sereno, ma il Gasp ha una bella gatta da pelare nel trovare il bandolo della matassa di una squadra che da due stagioni annusa l’aria di vertice o ora, dopo l’ennesima epurazione estiva, si trova a sgomitare nei bassifondi.

Udinese – Che fosse una stagione di sofferenza era risaputo e non doveva ingannare il buon inizio di stagione. La rosa a disposizione di Julio Velázquez è modesta e non possono bastare gli sporadici lampi di De Paul e Lasagna per pensare ad una salvezza tranquilla.

Bologna – Oggi sarebbe salva al pelo, ma la rosa a disposizione di Inzaghi ha la qualità per emergere. Due soli acuti (con Roma e Udinese) e qualche brutta caduta di troppo. I rossoblù devono ripartire dagli ultimi due pareggi e da quel Santander che si sta dimostrando il vero trascinatore in campo, in un attacco che però oggi è il peggiore della Serie A assieme alla SPAL ed al derelitto Chievo.

Empoli – Basta un bel gioco armonioso e votato all’offesa per salvarsi? E’ la scommessa di Andreazzoli e di tutta Empoli, la squadra nettamente più divertente di tutta la zona bassa della classifica. Il fatto di non aver mutato atteggiamento nemmeno al cospetto dei campioni d’Italia, in una partita persa forse immeritatamente, fa sperare per il futuro.

Frosinone – I quattro punti nelle ultime due partite rendono giustizia ad una squadra che dal cappotto preso contro la Roma ha raccolto meno di quanto meritato. Il ritorno dell’uomo simbolo Daniel Ciofani è stato uno stimolo per tutti ed il 3 a 0 in casa della SPAL vale tanto in ottica scontro diretto. Resta candidata alla B, ma i segnali di risveglio fanno ben sperare.

Chievo – Ultima doveva essere, ultima è e, temo, ultima sarà anche a fine stagione. La brutta sensazione è che i clivensi siano già rassegnati ad una B inevitabile: una sorta di Benevento 2.0 con la differenza che i campani hanno lottato in ogni partita oltre i propri limiti, i gialloblu nemmeno questo. A queste condizioni, era meglio una B in estate, con annessa nuova programmazione piuttosto che questa lenta e inesorabile agonia.

Vox Zerocinquantuno n.28, novembre 2018


Mirko Galeotti, calciologo, calciofilo e calciografo. Appassionato di storia e statistica del calcio, ricerca una visione ragionata del pallone e in antitesi agli strilli moderni.

In copertina foto da: primaonline.it

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