Il punto sulla seconda giornata di A. Clamorose rimonte 7! Di Mirko Galeotti

Aspetti Cristiano Ronaldo, ma per ora CR7 è l’acronimo di Clamorose Rimonte 7.
Tra il match inaugurale del Bentegodi in cui i campioni d’Italia hanno ribaltato nel finale il Chievo e il Monday night della 2° giornata chiuso con la rimonta romanista griffata Florenzi e Manolas, tante sono state le partite chiuse in rimonta. Ben 7 su 18: specialista il Napoli con due recuperi su altrettante partite giocate.
Vediamo allora lo stato delle nostre squadre, in rigoroso ordine di merito.

Napoli: Due match ostici vinti entrambi ribaltando il risultato. Carletto non ha apportato sostanziali modifiche al gioco di Sarri ma l’assenza di Jorginho pesa nella fluidità della manovra. Ma in più c’è Milik e questo fa tutta la differenza del mondo.

Spal: Che dire? Migliore esordio non poteva essere sognato a Ferrara. Due vittorie in due “derby” e con altrettanti eurogol. Squadra pratica e ben affiata, nella quale spicca l’ottima fase difensiva che la rende l’unica a non aver ancora subito gol. Durerà? Ne dubito, ma intanto gli spallini sognano.

Atalanta: Il comodo pasteggio del Frosinone nel prologo è parso normale, l’autorità mostrata a Roma fino al crollo fisico (e mentale) nel finale è invece un grosso segnale per il futuro. Nonostante le solite dolorose cessioni, Gasp ci sarà anche quest’anno.

Sassuolo: La vittoria sull’Inter è il segno di una squadra ritrovata, come ritrovato è il suo profeta Berardi. Il pareggio acciuffato con le unghie a Cagliari (in 10 uomini) dimostra la stessa caparbietà delle prime stagioni in A. Il bravissimo tecnico De Zerbi può e deve pensare in grande.

Juventus: Punteggio pieno, certo, frutto della grande paura di Verona e della passeggiata con la Lazio. Ma non convince pienamente. Allegri ha una rosa immensa a disposizione e la sensazione è che punti per essere al top a novembre. O prima, se inizierà a girare un certo Cristiano… Resta in ogni caso la favoritissima.

Udinese: Il pareggio in rimonta di Parma e la bella vittoria con la Samp portano fieno in cascina ai bianconeri che tanto hanno cambiato in estate. Velazquez pare però avere le idee molto chiare anche se continuo a nutrire grossi dubbi su questa rosa.

Fiorentina: Un solo match, poco indicativo, nel quale i viola hanno infierito sul cadavere del Chievo. Risultato tennistico a parte si ha l’impressione di una squadra giovane e frizzante, che con un Pjaca in più nel motore può essere la mina vagante del campionato.

Roma: La vittoria d’autorità di Torino, compreso qualche rischio di troppo, è offuscata dalla brutta prova con l’Atalanta, pareggiata più con il cuore che altro. Era davvero necessario vendere tutto il centrocampo? La nota positiva è Kluivert JR: ha le stimmate del grande giocatore e va protetto.

Genoa: Un solo match anche per i rossoblù ma sono già tre punti d’oro contro l’Empoli. In gol i due giovani diavoli Piajtek e Kouamè in un Genoa nel quale Romulo e Criscito portano classe ed esperienza. E Marassi è come sempre da pelle d’oca. Da tenere d’occhio…

Empoli: La squadra di Andreazzoli ha un gioco bello ed arioso, ma non è certo una novità. I difetti sono la gioventù e l’essere un po’ troppo “leggerina”. L’inizio è confortante e la vittoria casalinga col Cagliari è oro colato.

Torino: Calendario terribile per i granata, prima sconfitti a domicilio dalla Roma, quindi a Milano ad inguaiare Spalletti. Mazzarri è un vecchio volpone e la squadra allestita da Cairo, per una volta meno tirchio del solito, può fare molto bene.

Milan: Poco valutabile per la sola partita giocata, per di più a Napoli e persa nel finale dopo aver condotto per metà gara. Gattuso ha ancora un cantiere aperto e dovrà trovare la quadra giusta, ma la rosa è da Champions.

Sampdoria: Anche per i blucerchiati una sola partita, nella brutta sconfitta di Udine. Ma devono l’attacco potenzialmente atomico carburare (Defrel-Quagliarella-Ramirez) e i tanti nuovi trovare una partitura comune.

Lazio: Il calendario non è stato clemente con Simone Inzaghi, presentando in sequenza le prime due dello scorso campionato. Zero punti ma alcuni interessanti spunti, dai quali il tecnico deve ripartire. La squadra è grossomodo la stessa dello scorso anno e tornerà nelle zone alte.

Frosinone: Il massacro di Bergamo era previsto e prevedibile. Meno il buon pareggio casalingo col Bologna. I ciociari aspettano gli attaccanti (Campbell e Ciofani su tutti), che con Perica formano un attacco da media classifica. Per il resto gli inserimenti di Sportiello, Molinaro e Halfredsson elevano la qualità dei gialloblù.

Parma: inizio col botto contro l’Udinese, poi si è spenta la luce. E la sconfitta di Ferrara complica i piani di D’aversa, che ora dovrà ospitare la Juve. La sensazione è che molto dipenderà da Inglese: se ben integrato in squadra sarà sicura la salvezza dei ducali.

Cagliari: La sconfitta di Empoli fa male, ma mai quanto il pareggio al 100° minuto di domenica. Pavoletti è una certezza in una squadra zeppa di colpi (Barella) ed esperienza (Srna), ma la fase difensiva di Maran ancora latita.

Bologna: Inizio molto deludente per i bolognesi, malgrado soprattutto un calendario più che favorevole e non sfruttato. E ora iniziano le partite toste. Palacio serve come il pane e si attende la sveglia dei vari Dzemaili, Falcinelli e Pulgar: coloro che dovrebbero fare la differenza e che invece sembrano ancora in vacanza.

Chievo: La bella impressione fatta contro la Juve, al colpetto della quale cade solo nel recupero, svanisce dopo il set preso a Firenze. Per una serie di ben note ragioni i clivensi faticheranno a salvarsi e non basterà aggrapparsi alle invenzioni di Giaccherini.

Inter: Inizio da incubo per Spalletti, affossato dal Sassuolo e raggiunto dal Toro dopo il doppio vantaggio. La rosa sprizza qualità ovunque, senza poi dimenticare che è ancora ai box un certo Nainggolan. Urge però un cambio di rotta immediato perché Napoli e Juve sono già distanti 5 punti e il pubblico fischia.

 

In copertina foto dawww.ilromanista.eu


Mirko Galeotti, calciologo, calciofilo e calciografo. Appassionato di storia e statistica del calcio, ricerca una visione ragionata del pallone e in antitesi agli strilli moderni.

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