La Biblioteca delle donne a Bologna di Francesca Cangini

La Biblioteca Italiana delle Donne nasce alla fine degli anni Settanta da un gruppo di donne, femministe, facenti parte dell’associazione Orlando, il cui nome deriva dall’amonimo libro di Virginia Woolf. Queste donne, attive nella scena femmista politica bolognese e italiana volevano fondare un’istituzione autonoma per promuovere la cultura della differenza tra i generi e la presenza pubblica femminile, hanno quindi raccolto un numero elevato di libri e piano piano dalle loro forze è nata questa biblioteca. Una biblioteca che oggi è considerata la più importante specializzata in cultura femminile, studi di genere e femminismo in Italia. Alla fine degli anni 80 questa biblioteca ha avuto la mansione di biblioteca italiana delle donne, perché in Italia è quella con il maggior numero di libri e riviste. La biblioteca ha una raccolta di 40.000 volumi e di circa 490 testate di riviste, libri di autobiografie femminili, o scritti da donne, oppure sulla tematica femminista e sul divario tra i generi. Possiamo ad esempio imbatterci in opere biografiche o autobiografiche di donne più o meno conosciute, italiane o straniere che hanno cambiato il mondo nel loro piccolo o che sono riuscite a differenziarsi e hanno trovato il coraggio di esprimere la propria voce, da pittrici, a musiciste, a sante, regine, poetesse, donne politiche etc…

(Foto da agendabologna)
(Foto da agendabologna)

Gli ambiti tematici sono vari partendo dal femminismo, alla storia dei movimenti politici delle donne, ai gender, ai diritti, alla cura del corpo, alla sessualità, al lavoro femminile, alla creatività, all’arte, poesia, cinema, filosofia, politica e altri temi. Questa biblioteca raccoglie il suo posseduto attraverso la classificazione decimale di Dewey che divide i libri in dieci macro aree: 000= informatica, informazione, opere generali; cioè filosofia e psicologia; religione; scienze sociali; linguaggio; scienze naturali e matematica; tecnologia e scienze applicate; arti; letteratura e retorica; geografia e storia. In un mondo in cui inevitabilmente giungono alle nostre orecchie distratte violenze costanti che le donne sono costrette a subire, può emergere la domanda di come una biblioteca possa affrontare questo delicatissimo tema. Ovviamente già il fatto di donare alle donne una cultura nuova e diversa, incentrata sul loro essere importanti potrebbe già bastare. Una donna che in un momento di tanto dolore si sente parte di qualcosa, si sente parte di un genere che non è solo nato per subire. Un modo per ritrovare una voce, per ritrovare il diritto di averla. L’associazione Orlando si è per anni occupata di questo tema. Attorno ad essa ruotano tutte le associazioni legate al tema delle donne, tra cui, a Bologna, La Casa delle donne per non subire violenza, ha iniziato la propria attività all’interno di questa biblioteca ed ora può onorevolmente portare il suo nome. Da un certo punto di vista, quindi, questa biblioteca è una sorta di “centro di ricerca”, di “laboratorio”, in cui è possibile “ cercare” chi si è e “ lavorare” per esserlo. Mediamente si organizzano circa 3 incontri a settimana tra presentazioni, dibattiti, convegni, film, mostre, concorsi, spettacoli teatrali e molto altro. E’ possibile consultare un server online attraverso il quale è possibile scambiarsi opinioni e consigli, un portale creato dalle donne e per le donne.

Fin da bambini è importante educare al rispetto dei generi, se ne occupa una parte chiamata “ Biblioteca Sofia”, che propone letture un po’ fuori dal solito, lontane dagli stereotipi della principessa, certamente importanti nella cultura delle fiabe, ma che non possono stare da soli. Si cerca di proporre personaggi “alternativi”, per mostrare ai bambini e ai ragazzi storie di donne che sono riuscite a differenziarsi, come scrittrici, pittrici, scienziate, alcuni più conosciute e altre completamente sconosciute. Per dare ai bambini, e alle bambine un’educazione basata sul rispetto e sul coraggio, di essere ciò vogliono essere da grandi, ma sopratutto esserlo oggi. Opere non soltanto italiane o in traduzione, ma anche in molte e diverse lingue compreso l’arabo, il cinese e lo spagnolo tale da creare un vero e proprio spazio multiculturale. Questa collezione è principalmente frutto di donazioni: sia private da parte di singole donne che hanno voluto lasciare traccia della propria formazione, sia di importanti enti come l’Ente Fiere di Bologna che, in veste di organizzatore dell’annuale Fiera Internazionale del Libro per Ragazzi, ha donato alcune copie di volumi alla biblioteca.

Dunque in un posto come questo c’è solo da imparare, impariamo ad essere chi siamo con onore, e impariamo a rispettare chi sono gli altri, impariamo ad ascoltare e a parlare. E del resto, la Biblioteca Italiana delle Donne vi aspetta, Via del Piombo 5 a Bologna.

Vox Zerocinquantuno n6, Gennaio 2017

 

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