La biblioteca tra gli ulivi, di Antonella Selva

L’autostrada Casablanca-Beni Mellal sembra costruita solo per noi. Lasciato alle spalle il caos della metropoli, per tre ore puntiamo dritti verso il massiccio del Medio Atlante attraverso campi verdissimi di orzo e grano delimitati da siepi di fichi d’india. La montagna ci viene incontro sempre più imponente sullo sfondo del capoluogo, cittadina dall’aspetto sonnacchioso ma investita negli ultimi anni da una vera furia cementificatrice probabilmente alimentata in buona parte dagli investimenti degli emigranti spinti a rimpatriare a causa della crisi in Europa.
A Beni Mellal lasciamo l’autostrada e pieghiamo a sud per una ventina di kilometri verso Afourer, morbidamente adagiata ai piedi del massiccio. Prima di arrivare in città giriamo a destra per un viottolo sterrato, e una mucca acciambellata all’ombra come un gatto ci fa capire che siamo vicini al nostro obiettivo: il villaggio rurale di Ait Iazza.

L’agglomerato del paese è composto di case sparse contornate da campicelli e ulivi (la specialità della zona) e in questa stagione l’eplosione di primavera è inebriante. Non fatichiamo a individuare la biblioteca, posta proprio all’imbocco del villaggio e ben marcata dall’insegna trilingue, ma certo è curioso che a darci il benvenuto in questo picolo avamposto della Cultura siano per prime alcune galline, un tacchino alquanto tronfio e una pecora!
La biblioteca occupa un piccolo edificio isolato, a un piano,

Foto Antonella Selva

contornato da un cortile erboso chiuso da una rete metallica. All’interno vi sono 3 vani: in quello d’entrata, sul cui muro campeggiano, scritte in arabo, le 3 parole programmatiche “Sviluppo – Natura – Cultura”, sono stati predisposti banchi per ospitare future postazioni telematiche (ma per il momento computer non se ne vedono); a destra si allarga un’ala dotata di lavagna e alfabetieri dove alla mattina si svolgono le lezioni di alfabetizzazione per donne adulte; a sinistra si accede alla terza saletta, quella che materialmente ospita gli armadi dei libri, dove alcuni bambini di 8 – 10 anni stano facendo i compiti sotto la paziente supervisione della nostra amica Jamila Amzil, che ci accoglie con grande affetto.

Jamila è stata la prima presidente della Cooperativa Afourer 

Foto Antonella Selva

(lavorazione delle olive da tavola) e anche della Rete Mediterranea per lo Sviluppo Sostenibile e l’Economia Solidale, che collega associazioni e cooperatve marocchine con le reti dei migranti in Italia (entrambe nate grazie a progetti di cooperazione decentrata partiti dall’Emilia-Romagna). Ma ora lei ha lasciato entrambi gli incarichi per dedicarsi alla sua vera passione: l’insegnamento. Come lei stessa racconta nel bel documentario Eco des Femmes (qui il trailer), realizzato nel quadro dell’omonimo progetto della ong bolognese GVC, Jamila, classe 1963, è stata la prima donna del villaggio a proseguire negli studi fino all’università. Alla morte del marito è tornata al villaggio anche per stare vicino alla madre e da allora si dedica a sostenere e incoraggiare negli studi le donne e i giovani, prodigandosi a titolo volontario nell’alfabetizzazione delle donne adulte e nel sostegno scolastico per gli studenti di tutti i livelli.

Lezioni in biblioteca (foto Antonella Selva)

Poco dopo arrivano i rappresentanti dell’associazione “Ait Iazza per lo sviluppo sostenibile”, che da anni si dedica al miglioramento delle condizioni di vita nel villaggio (il vecchio acquedotto, il primo che ha portato l’acqua potabile nelle case, è opera sua!) ed è la titolare dell’immobile che ospita la biblioteca in virtù di un accordo con la stessa Jamila. Sono anch’essi quasi tutti insegnanti, molto consapevoli della “responsabilità sociale” che comporta l’aver avuto accesso a una buona istruzione in un territorio in cui è un bene estremamente carente. Sono curiosi di conoscere com’è nata l’idea di donare dei libri al loro villaggio: parliamo loro del Prof. Di Marco, della sua famiglia e del loro impegno a sostegno dei/lle migranti a Bologna. Loro ci parlano dell’associazione e delle attiivtà che fanno in biblioteca: in pratica oltre

foto Antonella Selva

all’afabetizzazione per le donne adulte, si fa sostegno scolastico per gli alunni delle scuole primarie e medie, mentre gli studenti delle superiori usano la biblioteca autonomamente come sala studio. Per questo nella loro scelta dei titoli figurano molti testi di scuola di uso comune: è frequente infatti che i ragazzi di camapgna non possiedano i testi scolastici ed ecco che così possono studiarli in biblioteca.

I banchi per le postazioni informatiche ci parlano dei progetti futuri di ampliamento dei servizi: per ora non hanno né computer né connessione, dicono che i ladri hanno rubato i cavi che la società telefonica aveva iniziato a posare per portare finalmente internet nel villaggio – curioso: pare che nessuno abbiano mai sentito parlare del wifi – ma siamo certi che presto verrà il giorno anche per Ait Iazza in cui internet farà il suo ingresso!
L’incontro si conclude con l’immancabile tè con i dolci e le focacce caserecce, portate orgogliosamente da un gruppetto di bambini, molto curiosi di osservare gli stranieri in visita, e con la promessa che le relazioni e la collaborazione tra i territori non si interrompano.

Vox Zerocinquantuno n 8, Marzo 2017

Sopra i ponti costituita da migranti marocchini e coppie miste è attiva da circa 20 anni sui temi della migrazione, del riconoscimento dei propri diritti, dell’accoglienza, del processo educativo dei figli della LINGUA MADRE facendosi promotrice di iniziative regionali e nazionale. In collaborazione con realtà associative italiane e marocchine realizza microprogetti di cooperazione internazionale in paesi meno sviluppati del Marocco, per creare autonomia lavorativa e finanziaria a donne senza alcun reddito.

Roberto Di Marco, militante comunista contro ogni forma di imperialismo.
Notizie sulla sua produzione letteraria e le scelte di vita sui siti :

-ADDII – retididedalus.it

www.retididedalus.it/Archivi/2014/gennaio/PRIMO_PIANO/6_addii.htm
di Francesco Muzzioli . Roberto Di Marco…

-Addio a Roberto Di Marco, componente critico del Gruppo 63 …
www.nadiacavalera.it/blog/2013/addio-a-roberto-di-marco-componente…


Antonella Selva, Associazione sopra i ponti- Bologna, Responsabile area progetti cooperazione internazionale, Fumettista, Studiosa cultura Islamica.

 

 

 

 

 

 

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