La Cineteca di Bologna omaggia Nolan e il suo ultimo film: Dunkirk, di Alessandro Romano

In occasione dell’ultimo lavoro di Nolan Dunkirk la Cineteca di Bologna ha deciso di ripercorrere la sua carriera ed i film che hanno ispirato la pellicola con una rassegna cinematografica trasmessa al cinema Lumière dal 6 al 30 settembre.
Christopher Edward Nolan nasce a Londra il 30 luglio 1970. S’impone come uno dei registi più importanti degli anni 2000 con lavori che hanno riscosso un enorme successo in tutto il mondo. Il suo cinema si contraddistingue per un uso della fantascienza che tenta di essere “credibile” ed una narrazione intensa che sfocia spesso nel drammatico. Tema ricorrente delle sue pellicole sono le dilatazioni temporali e la circolarità del racconto, con costruzioni della trama che vanno a comporre un puzzle il cui finale, solitamente, si riconcilia con le sequenze iniziali del film.

I suoi film
Il primo film di successo è Memento del 2000. Qui la fantascienza è solo sfiorata, anche se si tratta comunque di un racconto ai limiti del reale: un uomo, affetto da disturbi alla memoria breve, si risveglia ogni giorno senza sapere cosa sia successo il giorno precedente. Ad aiutarlo nella ricostruzione delle sue giornate sono i tatuaggi che ha sul corpo, che lo guideranno fino alla risoluzione e la comprensione del proprio dramma personale.

Nel 2002 dirige Insomnia, unico film in cui non è co-sceneggiatore insieme al fratello Jonathan. Si tratta di un remake di un thriller norvegese che vede nei panni dei protagonisti Al Pacino e Robin Williams.

Nel 2005 esce il primo capitolo della Trilogia del Cavaliere Oscuro (di cui rimandiamo alla recensione di Fabio Bersani), Batman Begins, che ha il merito di dare nuovo lustro a uno dei personaggi più amati e conosciuti del mondo dei fumetti e di “elevare” il genere cinematografico dei supereroi con un film profondo e per certi versi credibile.

Locandina del film in Cineteca (foto G.B.Certa)

Il 2006 è la volta di The Prestige, duello di bravura tra i due protagonisti Christian Bale e Hugh Jackman che a colpi di magia si sfidano per diventare i più grandi illusionisti del mondo. Il finale lascia di stucco e innesca nello spettatore la voglia di rivedere il film sotto una nuova chiave di lettura. Qui il tema fantascientifico è giustificato dalla presenza di Nikola Tesla (interpretato da David Bowie), famoso fisico e ingegnere elettrico serbo, che nel film riesce a realizzare una macchina per il teletrasporto.

Dopo una lunga corte per poterlo avere nei film precedenti riesce finalmente ad ingaggiare Leonardo Di Caprio per il ruolo di protagonista nel film Inception (2008), unico film del genere che possa reggere il paragone con Matrix, dove i protagonisti, grazie all’uso di una tecnologia futuristica, riescono ad entrare nei sogni delle persone e a modificarne credo e convinzioni.

Per ultimo, ricordiamo Interstellar del 2014, protagonista Matthew McConaughey, un’avventura nello spazio: la Terra sta morendo e i protagonisti devono cercare un nuovo mondo abitabile per il genere umano. Tra enormi dilatazioni temporali e una vera e propria Odissea interstellare, il finale verrà di nuovo risolto con un rimando alle prime scene della pellicola.

Dunkirk
E giungiamo quindi all’ultima opera del regista inglese, la prima senza la dimensione fantascientifica. Dunkirk (2017) è infatti un film basato su una vicenda realmente accaduta durante la seconda guerra mondiale, avvenuta sulle coste della cittadina francese (quella che oggi è definita “La battaglia di Dunkerque”). 400.000 soldati delle truppe alleate rimasero bloccati preda dei bombardamenti tedeschi e furono incredibilmente evacuati mediante quello che è ricordato nella storia britannica come il “Miracle of the little ships” (il miracolo delle piccole barche).
Utilizzando solo effetti speciali “pratici” (evitando quindi l’uso dei computer) Dunkirk ha il merito di essere un film estremamente realistico che riesce a trasportare lo spettatore al centro della battaglia e far rivivere le paure e i drammi dei soldati. Incredibili le sequenze dei combattimenti aerei così come le vicende via mare.
Nonostante il film si sleghi dal filone fantascientifico Nolan non rinuncia al proprio stile narrativo, 
giocando sull’intreccio degli eventi attraverso tre linee temporali che si riconciliano solo nel finale.

Film che lo hanno ispirato e omaggio della Cineteca
Christopher Nolan insieme alla British Film Institute ha realizzato una rassegna di film che lo hanno ispirato alla realizzazione di Dunkirk.
La scelta dei titoli è sorprendente, era infatti facile aspettarsi pellicole inerenti a episodi di guerra, mentre invece ritroviamo anche titoli come Speed (del ’94 con Keanu Reevs e Sandra Bullock) e Alien (il film di fantascienza che diede inizio alla famosa e omonima saga con Sigourney Weaver).
 La ragione di queste singolari scelte risiede nel fatto che Nolan si sia approcciato alla realizzazione di questo lavoro non basandosi su film di guerra bensì su film “di sopravvivenza”.
Con “Road to Dunkirk” la Cineteca di Bologna ha proposto una selezione di queste pellicole in una rassegna appositamente denominata “carta bianca a Christopher Nolan”, a sottolineare che la scelta dei titoli è ad opera dello stesso regista.

Locandina del film in Cineteca (foto G.B.Certa)

Di seguito l’elenco di film presentato da Nolan:

Rapacità (Greed, Erich Von Stroheim, 1924)

Aurora (Sunrise, F.W. Murnau, 1927)

Niente di nuovo sul fronte occidentale (All Quiet on Western Front, Lewis Milestone, 1930)

Il prigioniero di Amsterdam (Foreign Correspondent, Alfred Hitchcock, 1940)

Il salario della paura (Le salair de la peur, Henri-Georges Clouzot, 1953)

La battaglia di Algeri (Gillo Pontecorvo, 1966)

La figlia di Ryan (Ryan’s Daugher, David Lean, 1970)

Alien (Ridley Scott, 1979)

Momenti di gloria (Chariots of Fire, Hugh Hudson, 1981)

Speed (Jan de Bont, 1994)

Unstoppable – Fuori controllo (Unstoppable, Tony Scott, 2010)

Vox Zerocinquantuno n 15, ottobre 2017

 

In  copertina: ingresso della Cineteca di Bologna (Foto G.B.Certa Profilo Facebook)


Alessandro Romano ha conseguito la laurea in Sociologia presso la Facoltà di “Scienze Politiche” di Bologna. Dopo un breve periodo di lavoro in Irlanda torna in Italia e si laurea al Corso Magistrale di “Scienze del Lavoro” all’Università degli Studi di Milano con la tesi: “Mercato del Lavoro e Immigrazione: un confronto tra Italia e Spagna negli anni della crisi economica globale”.

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