La “Festa della Storia” di Bologna: festa della cultura e della città, di Giacomo Bianco

Giunta ormai alla quattordicesima edizione e nata grazie alla grande rete di conoscenze dei docenti Rolando Dondarini e Beatrice Borghi e alla loro capacità di mettere assieme il mondo universitario, dell’associazionismo locale e delle scuole con il più vasto pubblico della cittadinanza bolognese, la Festa della Storia si differenzia dagli altri festival perché ha il merito di coinvolgere, nei numerosi eventi che presenta, tutta la società. Questa grande manifestazione rappresenta “una festa partecipata e condivisa”- così la definisce Filippo Galletti uno degli studiosi che si prodiga per la buona riuscita di questa edizione- “Non siamo solo noi a decidere e a dare le direttive ma tutti possono portare i propri temi”-precisa– “La settimana della storia è stata organizzata con l’obiettivo di portare questa materia fuori dall’Accademia, dall’ambiente universitario, perché siamo fortemente convinti che la storia sia utile solamente se conosciuta e divulgata. Bisogna essere eredi e protagonisti della propria storia e del proprio patrimonio storico-culturale per capire chi siamo e per essere in grado di fare scelte consapevoli per il proprio futuro ma anche per la comunità in cui si vive. Per questo motivo –conclude Galletti– cerchiamo di indirizzarci a quante più persone possibili coniugando la correttezza dal punto di vista storico-scientifico insieme ad una certa capacità divulgativa al fine di rendere l’evento accattivante”.

Il programma della Festa

Ogni anno viene proposto un tema che però, si tiene a precisare, non è vincolante: quello di quest’anno è “Contesti, clima, ambiente e risorse tra storia e futuro”, un tema sempre più pressante e purtroppo sempre più all’ordine del giorno. “I cambiamenti climatici sono sempre stati una costante nella storia della Terra a partire dai tempi più remoti fino a quelli più recenti”– afferma Filippo che ci porta l’esempio più famoso delle invasioni barbariche dovute appunto ad un incrudimento climatico che ha portato allo spostamento verso sud di queste popolazioni migranti e di conseguenza al raggiungimento del confine reno-danubiano che era quello che divideva l’Impero Romano dai barbari.
Ma sono stati i cambiamenti climatici ad avere influito più sulla storia o viceversa? Il giovane studioso pur ammettendo di non essere certo un esperto climatologo ritiene che “nonostante negli ultimi 200 anni l’uomo abbia influito nettamente sui cambiamenti climatici e abbia velocizzato questo processo a causa della rivoluzione industriale e dell’inquinamento, tuttavia questo è un arco di tempo troppo breve e addirittura insignificante se paragonato alla storia della Terra quindi si può affermare che siano stati i cambiamenti climatici ad influire maggiormente sulla storia dell’uomo e non viceversa”.
Ma per ulteriori chiarimenti e fugare ogni dubbio non c’è occasione migliore della grande tavola rotonda sul tema alla quale interverranno i più famosi sismologi tra cui Emanuela Guidaboni e dove sarà presente anche il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare Gian Luca Galletti che si terrà martedì 24 ottobre alle 17:00 presso la Sala Stabat Mater.

Anche se in realtà la Festa è già cominciata da qualche settimana e terminerà a Dicembre, il vero clou sarà nei nove giorni che vanno dal 21 al 29 ottobre. Giorni questi ricchi di congressi, conferenze e tavole rotonde che verranno ospitate principalmente nelle splendide sale dello Stabat Mater dell’Archiginnasio e della Cappella Farnese di Palazzo D’Accursio.
Ci saranno anche molti altri ospiti in questa edizione, a partire da Jared Diamond dell’Università della California, autore del famoso saggio “Armi, acciaio e malattie” che ruota attorno alla domanda che lo studioso si pone circa il motivo per cui certe popolazioni si siano sviluppate più velocemente e quindi hanno prevalso sulle altre. A lui verrà conferito il premio “Il portico d’oro -Jacqes Le Goff” il 10 novembre alle 20:30 durante la conferenza “Il passato e il futuro dell’Europa” che si terrà a Cappella Farnese in Palazzo D’Accursio.

La Sala Stabat Mater gremita durante la Festa dello scorso anno

Il 27 ottobre verrà consegnato un altro importante premio “Novi Cives: costruttori di cittadinanza” istituito per omaggiare le personalità di spicco che si sono impegnate nella lotta per i diritti umani. Il premio verrà conferito dal Centro Internazionale della Didattica della Storia e del Patrimonio dell’Università di Bologna e dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia Romagna al magistrato Silvana Arbia che si è battuta per i diritti dei bambini – sodato in Africa. La premiazione avrà luogo nella Sala Stabat Mater dell’Archiginnasio alle 17:00.
Sabato 28 ottobre sarà invece la giornata del Ministro del M.I.U.R. Valeria Fedeli che parteciperà all’evento di Rolando Dondarini “Italia di cuore: per una educazione della cittadinanza attiva” presso il dipartimento di Scienze dell’Educazione in via Filippo Re, 6 alle 15:00.

Alla fine della nostra intervista abbiamo ipotizzato insieme a Filippo, e grazie al gentile e prezioso intervento dei professori Dondarini e Borghi, un menù personalizzato per ogni categoria di pubblico che sappiamo seguire ogni anno la Festa. Infatti non solo gli accademici o gli studenti a caccia di crediti per i propri piani di studio partecipano alle conferenze, ma anche tantissimi cittadini non necessariamente studiosi o facenti parte del mondo universitario.
Eventi che interessaranno principalemente gli “accademici” potrebbero essere la tavola rotonda “Storia e scienze della terra. Le scale del tempo umano, storico e geologico e i rischi futuri”, già accennato prima, con l’intervento del ministro Galletti in Sala Stabat Mater del 24 ottobre alle ore 17:00 o  “Nel cuore della distruzione e della costruzione: beni archeologici e architettonici in Siria e in Emilia Romagna” che si svolgerà sempre nella stessa sala il 25 ottobre alle 15:30 alla quale interverranno tra i tanti Ettore Janulardo e Rita Zanotto e varrà premiato Andrea Emiliani con “Il Portico d’oro -Jacques Le Goff” per il “Patrimonio”. Infine uno degli eventi più interessanti sarà quello del 27 ottobre: “Visitandum est. Scoprire e percorrere nuovi paesaggi nel tardo medioevo” con gli interventi di Beatrice Borghi, Serena Mazzi, Attilio Brilli, Ilaria Sabbatini, Laura Galoppini e Fiorella Dallari, alle 9:30 sempre alla Sala Stabat Mater.

Cappella Farnese durante una conferenza dello scorso anno

Per quanto riguarda i ragazzi delle scuole medie e superiori senza alcun dubbio si rimanda all’evento organizzato da Mario Pinotti e Marco Guidi in collaborazione con l’Istituto Parri di Bologna in programma mercoledì 25 ottobre alla gettonata Sala Stabat alle 9:00. I più giovani avranno l’opportunità di rivolgersi alla cittadinanza e ai loro coetanei in “Quando gli studenti sono i ricercatori. Le emergenze della globalizzazione e le risposte della comunità bolognese”.

Cosa potrebbe invece attirare l’attenzione del cittadino bolognese “non accademico” più dello sport e nello specifico più dei due simboli sportivi della città come la Virtus e il Bologna F.C.? Davvero nulla ed infatti ci viene fatto notare come la Festa abbia dedicato una giornata intera allo sport, giovedì 26 ottobre, restando fedele al suo motto che “tutto fa Storia”: anche lo sport fa storia, la musica fa storia, il cibo fa storia. Il primo evento“La grande illusione: il Bologna e la coppa del 1937” è alle 9:30 e racconta la vittoria della Coppa delle Esposizioni di Parigi da parte del Bologna nel lontano e ricco di eventi 1937. Tre a zero in finale contro il Chelsea e la squadra emiliana diventa la prima compagine italiana ad aggiudicarsi una competizione europea. Interverranno Claudio Fenucci e Luca Alessandrini.
L’altro è in programma nella stessa sala alle 16:00 e sarà una conferenza del presiedente della Virtus Alberto Bucci: “Fuori tempo”.

Come abbiamo appena detto, anche il cibo fa storia e in occasione del sessantesimo anniversario della Granarolo, verrà proposta una tavola rotonda dal titolo “La Festa del latte. In occasione dei 60 anni di Granarolo”. Trattandosi di una grande azienda molto inserita nel tessuto bolognese anche questo naturalmente fa parte di quegli eventi utili a coinvolgere una grossa fetta di cittadinanza. Originale sarà l’approccio scelto che farà da filo conduttore a tutti gli interventi: far dialogare la storia della grande azienda con la storia d’Italia e d’Europa cercando di capire quali siano stati i momenti di continuità o di discontinuità tra le due cose e…tutto a ritmo di musica. Infatti si tratterà allo stesso tempo della storia della musica, di come l’Italia sulle note musicali stava cambiando e così anche la Granarolo stessa. Interverranno tra gli altri Luca Alessandrini, alcuni dirigenti dell’azienda e gli studenti dell’Istituto Alberghiero Bartolomeo Sappi di Castel San Pietro Terme che parleranno delle proprie ricerche sui prodotti caseari della zona; è prevista per lunedì 23 ottobre dalle 9:30 in Sala Stabat ed è coordinata dallo stesso Filippo Galletti e da Antonio Marson Franchini.

Il passamano dei bambini

Infine per famiglie e bambini l’appuntamento prescelto è stato all’unanimità il passamano delle tegole della solidarietà e delle bandiere del mondo, lungo il portico di San Luca che inaugura la settimana della Festa. Il ritrovo sarà come ogni anno in via Saragozza-Meloncello, sabato mattina 21 ottobre alle 9:30.

A Bologna la storia non è solo magistra vitae ma per nove giorni l’anno rappresenta anche e soprattutto il catalizzatore di tutte le attività culturali, un vero e proprio collante sociale che riesce a mettere assieme i diversi protagonisti del panorama culturale bolognese. Insomma una Festa nel vero senso della parola che edizione dopo edizione continua a registrare sempre più presenze e apprezzamenti. Ed il fatto che altre città la prendano come esempio è ragione di vanto non solo per i suoi “padri fondatori” ma anche per tutti quelli che lavorano dietro le quinte per la sua buona riuscita.

Vox Zerocinquantuno n 15, ottobre 2017

 

 


Giacomo Bianco, laureato in Storia del mondo antico e specializzato in Scienze storiche presso l’Università di Bologna, ha discusso la tesi di laurea in Storia del Risorgimento, tema sul quale ha dedicato e sviluppato la riflessione volta a chiarire le ombre del movimento unificatore italiano, oggetto della maggior parte degli studi successivi.

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