La libreria dei sogni di Francesca Cangini

Cosa rende la libreria Acqua Alta così straordinaria? Cosa rende quella libreria di Venezia una delle dieci librerie più belle del mondo secondo ciò che dice la Bbc? Cosa rende questa libreria fuori dal comune a parte il fatto che è possibile trovarci di tutto?
Per capirlo è necessario visitarla, ritrovarsi in quel ordine/disordine affascinante, perché come dice Paul Claudel “L’ordine è il piacere della ragione: ma il disordine è la delizia dell’immaginazione.”
Si trova a Venezia, poco lontano da piazza San Marco, in Calle Lunga Santa Maria Formosa, ed è incastonata come una piccola perla preziosa, in mezzo a due edifici.
img_0303Appena entrati, non si può non sentire l’odore del salso proveniente dal canale accanto alla libreria, che rende ancora più forte quell’inconfondibile profumo di vecchi libri dalle pagine ingiallite che aleggia nell’aria, quell’incredibile profumo di carta e magia.
La libreria è priva di ordine, almeno apparentemente.
I libri sono disposti in apparenza in modo del tutto casuale, ammucchiati in pile, stipati sugli scaffali, impilati in equilibrio precario sul pavimento, o alla rinfusa dentro barche, vasche da bagno e gondole così, in caso di acqua alta, i libri saranno al sicuro.

img_0306Avventurarsi in una libreria, ancor meglio se piena di scaffali stracolmi, e libri perfino a terra, ti fa sentire una persona potenzialmente infinita. Come se potessi essere te e allo stesso tempo mille altre persone, con mille diversi nomi, con mille diversi passati; essere lì e poter essere in mille altri posti, e magari parlare mille altre lingue, e conoscere mille altre scorciatoie.
In alcune zone del negozio anche solo muoversi è piuttosto complicato. Qui la carta è la protagonista assoluta, i libri fungono da oggetto di arredamento o come materiale da costruzione.
Non esistono cataloghi digitali, trovare il libro è un’autentica caccia al tesoro, ma è possibile scovare libri introvabili, sulla storia di Venezia, classici in lingua straniera, fumetti, stampe, cartoline, giornali vecchi, libri dell’800 e classici senza tempo.
Perché alla fine ogni lettore esiste per assicurare a un certo libro una piccola immortalità. La lettura è, in tal senso, un rito di rinascita. E alla rinascita di queste centinaia di volumi dedica le proprie cure Luigi Frizzo, colui che nel 2004, dopo anni di viaggi, ha deciso di fermarsi e di costruire una nuova casa. Un “omone” sulla settantina dagli occhi piccoli e azzurri. Sorride ogni volta che entra qualcuno e, quando non siede sullo sgabello vicino alla cassa, cammina tra gli stretti corridoi della libreria, sfiorando con la punta delle dita i suoi libri, quasi volesse accarezzarli, accarezzare le copertine di libri già letti, salutandoli come vecchi, meravigliosi amici.
img_0305Se un cliente con l’espressione dubbiosa di chi non crede sia veramente possibile trovare qualcosa lì dentro, chiede un libro, sfodera un sorriso gentile e annuisce, si dirige con incomprensibile sicurezza verso un punto in quel caos e riemerge con quanto richiesto.
Allora lo guardo e sorrido anche io promettendogli che un giorno ci sarei tornata, lui con aria divertita mi porge il biglietto da visita con numero di telefono e mail rispondendo “Ti aspetto”.
Calle Lunga Santa Maria Formosa, 5176/B segnatevi l’indirizzo, per favore.

Vox Zerocinquantuno n 5 dicembre 2016

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