L’assassinio di un immortale, Petros Markaris, di Eloisa Grimaldi

Una raccolta di otto racconti, alcuni brevi, altri meno, altri ancora brevissimi, che disegnano l’universo sospeso eppure realissimo di terre meticce e ancora cariche di tensioni sociali e politiche, un triangolo che abbraccia la Grecia, la Germania e la Turchia.
Una serie di indagini poliziesche che diventano pretesto per raccontare l’anima di una terra fatta di strade i cui nomi intessono una mappa, ci raccontano una cultura attraverso l’uso privato e quello comune delle lingue, le ricette culinarie tipiche, le storie semplici del quotidiano vivere e quelle più difficili che emergono da un passato storico ancora pesante.
Racconti diversi eppure legati tra loro dal filo dei nomi che tornano, dalla matrice poliziesca, dal paesaggio greco e dalla cultura turca.

Petros Markaris, con una scrittura chiara e discorsiva, ci porta all’interno delle indagini condotte con una piacevole leggerezza, niente suspense ma piuttosto una matassa che si snoda dolcemente per svelare le verità nascoste che si pongono al lettore senza mai giudizio.
I racconti assomigliano a piccoli quadri, ritagli da un più vasto affresco che possono essere compiuti, ma potrebbero anche continuare.

Il viaggio di questo libro attorno al Mediterraneo comincia in Grecia dove il commissario Charitos indaga sull’omicidio di un letterato, si sposta poi in Germania sulle tracce di un emigrato turco alle prese con infiltrazioni mafiose che si intrecciano a delicate questioni religiose.
Il terzo racconto invece è più lungo, un piccolo gioiello. Si intitola Tre giorni anche se poi è scandito in alto dalle date di quattro giorni che ripercorrono le persecuzioni del 1955 contro i “romei” – i greci della Turchia – delineando con delicatezza gli umori e le contraddizioni di un popolo dalla difficile appartenenza.
Un brevissimo racconto, quasi un inciso, intervalla a metà il libro, uno scorcio che introduce il panorama cinematografico, probabilmente frutto delle esperienze dell’autore come sceneggiatore.
Il libro continua con una storia dolce, sempre sulla scia dell’umano, una storia di persone e di città, di scelte di vita e di desideri che cercano di mettersi d’accordo con il destino e prosegue posando lo sguardo sulla difficile condizione dei migranti, raccontando il coraggio di un prete.
Il penultimo, breve, racconto ci riporta nella Germania del 1944 dove fallisce un attentato ad Hitler e l’ultimo invece riprende le fila del poliziesco che risolve l’omicidio di un regista cinematografico e si interroga su altri tipi di crimini, politici e sociali, che colpiscono gli uomini dall’alto di un invisibile potere economico.

Un libro percorso da una vena autobiografica, capace di raccontare e riflettere in modo leggero su drammi profondi, di restituire i dettagli intimi delle storie senza appesantirle, ma piuttosto attraverso questi dettagli svela la vita che sta dietro ai personaggi, alle città e alle loro comuni vicissitudini.


Eloisa Grimaldi laureata in DAMS, approfondisce il campo degli Studi Interculturali con un Master, appassionata di teatro, musica, umanità e poesia, si occupa di diffusione culturale musicale, sviluppa metodi formativi tramite le arti teatrali e collabora a progetti editoriali di stampo sociale e indipendente.

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