Le Ateniesi, Alessandro Berbero. Di Eloisa Grimaldi

TITOLO: Le Ateniesi

AUTORE: Alessandro Berbero

EDITORE: Mondadori

ANNO:2015

GENERE: Romanzo

Di Eloisa Grimaldi

 

Un romanzo di quelli che si legge in un unico respiro, con il fiato sospeso, parteggiando per i protagonisti, un romanzo vivo, diretto, lontano dai formalismi della solita pagina scritta. La parola diventa qui medium autentico dall’anima teatrale, linguaggio trascritto per allargare le memorie, ma capace di conservare le tracce dell’oralità.
Lo sfondo di riferimento è del resto a più livelli il teatro, già dal titolo si capisce il sottile rimando alla tragedia euripidea “Le Troiane” con cui il testo intesse un continuo gioco di rimandi, recuperandone le tematiche centrali e ridipingendole con i colori del romanzo: la guerra, il ruolo della donna, la violenza e la dignità dell’opporsi.

 

Una lettura a tratti dura, che non risparmia le verità scomode di un tempo passato, ma non troppo: quello della Grecia del V secolo, tempo di guerre che mietono vite e catturano schiavi, che svuotano le città dai giovani e riempiono i mari di navi in battaglia, lasciando le donne sulla terraferma tra le pesanti faccende domestiche e le regole strette di una società al maschile. Tempi passati eppure attualissimi dove la libertà è in bilico e al di sotto della parola democrazia striscia una sibilante violenza sul popolo, in cui l’uguaglianza si destreggia con le differenze economiche e di genere.
Berbero affronta questi temi con una narrazione quasi cinematografica, di quelle che ci pongono davanti ai fatti per come sono e cercano di costruire il quadro spostando l’occhio sui diversi piani narrativi. Quello centrale è la vicenda di Trasillo e Polemone, reduci di guerra dopo la sconfitta contro gli Spartani a Mantinea, ora si sono ridotti a prendere la paga e sopravvivono lavorando la terra in campagna con le figlie, Charis e Glicera. Le fanciulle vorrebbero trovare marito ma i padri tergiversano e pensano piuttosto alla politica, preoccupati che la tirannide dei ricchi stia minacciando la democrazia, così le giovani si accontentano di sognare e maturano le loro fantasie sul figlio del vicino, ricco e sfrontato. Un giorno però le giovani si ribellano alle regole imposte dai padri, sfruttando l’evento in cui tutta la città – padri inclusi- si radunava per la sfida teatrale, Glicera e Charis accettano l’invito a casa del vicino, Cimone. Parallelamente in città Aristofane mette in scena l’ultima sua commedia, dove tutte le donne della Grecia si ribellano in un ironico quanto efficace sciopero che mette in crisi parimenti le diverse fazioni accomunandole sotto un’unica esigenza: quella dell’istinto sessuale.

 

Tra i due piani narrativi la sessualità si mostra nelle sue facce: argomento di scherno ma anche di sofferenza, che si trasforma in brutale gioco di potere e se sul palco è un gioco ironico, tra le mura della casa prende forma un amarissimo contraltare. Un susseguirsi di emozioni catartiche precipitano nel finale e ci si trova liberi, aperti ancora ad un sogno di speranza: che le cose cambino e la guerra, finita, sappia rendere l’utilità di un confronto per amare nuovamente la vita.

 

Vox Zerocinquantuno, n2 Giugno 2016


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