Le carceri di Bologna aprono le porte: la cultura come ponte tra cittadini e detenuti, di Chiara Di Tommaso

Tutto si fonda sulla convinzione che “ogni persona può sempre ripartire per realizzare il personale progetto di crescita ed autonomia”. Queste parole descrivono la neonata iniziativa presso l’Istituto Penale Minorenni di via del Pratello, che vedrà presto l’apertura di un ristorante aperto al pubblico nel quale lavoreranno i giovani detenuti. Altrettanto bene queste parole si potrebbero associare ad un altro nuovo progetto partito nel carcere Dozza, dove è stata aperta una sala cinema per i detenuti e i cittadini.

Questi due lodevoli esempi di “ripartenze” sono fioriti nella nostra città grazie all’impegno di associazioni e istituzioni, ed entrambi saranno inaugurati in questi giorni. I due progetti, paralleli ed indipendenti, condividono l’obiettivo di rendere le carceri un luogo non solo di detenzione ma anche di formazione, allontanando il concetto di mera punizione per creare spazi e opportunità di rivalutazione, riscatto e reinserimento nella società per chi ha commesso reati. Allo stesso tempo l’apertura delle mura alla città, permette un vicendevole scambio tra chi è dentro e chi è fuori, offrendo alla cittadinanza tutta occasioni di confronto, scoperta e condivisione.

Ieri, 24 ottobre alle ore 9,30, il Cinema AtmospHera ha inaugurato i suoi 150 posti a sedere con la prima proiezione di un film “Ammore e malavita” dei registi Manetti Bros, presenti in sala per l’occasione. L’associazione che ha portato questo progetto alla realizzazione è Cinevasioni, la quale già da diversi anni lavora all’interno del carcere Dozza organizzando laboratori e festival cinematografici. Il corso di cinema Cinevasioni Scuola che qui si svolge ad esempio, è ancora attivo e quest’anno ha visto aumentare gli iscritti. Il tutto è stato possibile grazie alla Direzione della Casa Circondariale stessa e al contributo del Comune di Bologna, di Rai Cinema, del Gruppo Hera, che ha finanziato la ristrutturazione dello spazio, e di molte altre realtà cittadine. L’obiettivo è quello di lanciare una programmazione regolare, almeno una volta al mese, e di proiettare i film di ultima uscita gratuitamente. L’apertura al pubblico esterno, oltre che ai detenuti, è l’aspetto di maggior valore di questo progetto, in quanto permette di rendere questo posto un cinema “quasi come gli altri”, portando quotidianità, cultura e persone all’interno di un luogo considerato per definizione chiuso e a parte rispetto alla città. Per assistere alle proiezioni sarà necessario prenotare un posto tramite il sito di Cinevasioni, così da permettere al personale della Casa Circondariale di procedere con i permessi.

L’8 Novembre invece è la data programmata per la seconda cena inaugurale della “Brigata del Pratello, Osteria formativa”, che ha già ufficialmente aperto i battenti con la prima cena il 10 Ottobre, a cui hanno partecipato su invito, tra i tanti, il Ministro Bonafede e il Cardinale Matteo Zuppi, sancendo l’inizio di un’esperienza unica per la città e a livello internazionale. Si tratta infatti del primo ristorante aperto in un carcere minorile in Europa, e la sua realizzazione è stata possibile grazie al lavoro congiunto dell’Istituto Penale Minorenni e FOMAL, fondazione no-profit che tra le alte cose si occupa di formazione nell’ambito della ristorazione. L’osteria, situata nel chiostro del carcere in via del Pratello 34, offrirà cene su prenotazione ad offerta libera a partire da Gennaio 2020. Il primo obiettivo, in questo caso, è quello di offrire un’opportunità di crescita e di mettersi alla prova per i giovanissimi detenuti, dando loro la possibilità di imparare e di sperimentare il mondo del lavoro in prima persona. Ogni cena infatti vedrà impegnati 6-8 ragazzi, affiancati da chef ed educatori, nella preparazione dei piatti e nel servizio ai tavoli.

Entrambi questi progetti sono estremamente unici nel loro genere e frutto di incommensurabile lavoro. Ma ancora più importante è il compito di tutti noi cittadini, in quanto queste iniziative prendono significato e possono raggiungere gli obiettivi solo con la partecipazione della cittadinanza stessa. L’idea di aprire le porte delle carceri, per farvi entrare qualcosa di nuovo e di positivo, come il cinema o il buon cibo, dà uno stimolo vitale a chi tra le mura carcerarie deve vivere, e sarà possibile solo se i bolognesi avranno la voglia e forse anche il coraggio, di cambiare le proprie abitudini e superare i propri limiti mentali: vedere il film all’AtmospHera o pranzare alla Brigata del Pratello, saranno scelte che faranno la differenza.

Vox Zerocinquantuno, 25 ottobre 2019

 

Foto: Sara Bocconi

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