Le idi di marzo, storie di consulenti politici, di Fabio Bersani

Io sono sposato con la politica”, è la risposta che Stephen Mayers (Ryan Gosling) dà ad un suo collaboratore quando gli viene chiesto quando mai si sarebbe trovato una donna. Una frase secca e diretta, forse anche un po’ banale alle orecchie dei più, ma che ci fa capire molto su questo film e sul mondo della consulenza politica.
Il mondo della politica (quella statunitense in primis) si è dotato da decenni di queste figure: veri e propri staff, che accompagnano il candidato politico fino all’esito delle elezioni. “Le idi di marzo” ci porta dietro la telecamera, dietro i dibattiti televisivi tra politici e le grandi convention, George Clooney ci fa vedere le tecniche e le strategie che servono per vincere le elezioni, quello che serve per salire sul carro dei vincitori.
Il film descrive le primarie del partito democratico statunitense, la vita e il lavoro dell’addetto stampa interpretato da Ryan Gosling. Strategie politiche e vite private si mescolano portando con sé amore e morte. La politica serve il Paese, ma nel privato può essere davvero pericolosa, come ci mostra la stagista interpretata da Evan Rachel Wood.
Il mondo dei consulenti politici viene mostrato sotto tutti i suoi più intimi aspetti, passando per il puro desiderio di asservire la politica con il proprio operato, all’estrema difesa del proprio lavoro sopra tutto e tutti.
Il film mostra inoltre che il rapporto stampa-politica a volte è uno scambio alla pari, a volte invece è sottoposto a dinamiche di potere dove solo uno dei due domina e l’altro subisce i ricatti del primo.
La regia di George Clooney è semplice ma non banale, la pellicola è accompagnata da una calma pacata dall’inizio sino alla fine, i dialoghi sono brevi ma diretti, le ambientazioni sono quasi tutti interni di edifici.
Lo staff presenta oltre ai già citati noti volti hollywoodiani anche la presenza di Giamatti e Seymour Hoffmann che, nei panni dei due consulenti senior, si sfidano a distanza senza esclusioni di colpi.
Un film deciso e non banale, che racconta l’intreccio di alcune vite sullo sfondo della grande macchina politica del Paese, finalmente un film sui retroscena della consulenza politica che non ha paura di mostrarsi per quello che è senza sembrare ipocrita.

Vox Zerocinquantuno n 7, febbraio 2017


Fabio Bersani, 25 anni da San Giorgio Piacentino, laureato in scienze politiche sociali e internazionali all’università di Bologna, attualmente iscritto al corso di specialistica in comunicazione pubblica e d’impresa. Cinefilo, interessato alle dinamiche sociali e politiche presenti nei film.

 

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