Le lacrime del lago Tai di Qiu Xiaolong. Recensione di Chiara Di Tommaso

È il settimo capitolo della serie di romanzi gialli di Qiu Xialong, celebre scrittore e traduttore nato a Shanghai a metà del secolo scorso e che ha vissuto e lavorato tra gli Stati Uniti e la Cina. Attraverso le sue storie, l’autore racconta il suo paese, posando lo sguardo attento e fedele suoi luoghi in cui è cresciuto, reinventandoli ed interpretandoli. Il protagonista, che funge da filo conduttore delle sue opere, è l’ispettore capo Chen, un personaggio originalissimo, poliziotto intellettuale, romantico, riflessivo, e al tempo stesso brillante, e che ovunque vada si trova a fare i conti con crimini misteriosi da risolvere.

Anche questa volta l’ambientazione è la Cina orientale, la zona circostante Shanghai e l’abilità con cui l’autore dipinge scenari per noi così remoti e magici è disarmante. Attraverso lo sguardo di Chen il lettore viene trasportato in un altro mondo, che sembra lontano non solo nello spazio ma anche nel tempo. Ma in realtà le tematiche affrontate, da questa storia in particolare, sono estremamente attuali e di grande rilevanza internazionale.

Tutto ruota, infatti, attorno al meraviglioso Lago Tai, sul quale sorge la cittadina di Wuxi, che a causa dello sviluppo industriale è diventata un complesso di fabbriche che stanno inquinando terribilmente le acque del lago. La superficie che era un tempo cristallina adesso è di colore verdastro, il pesce freschissimo e famoso per la sua qualità che lì veniva pescato è pregno di sostanze tossiche e anche solo immergere le mani nell’acqua provoca irritazioni alla pelle.

Sulle sponde del lago è situato il Centro per alti quadri del Partito Comunista ed è lì che l’ispettore, grazie alle sue alte conoscenze in politica, è invitato per una vacanza. Un periodo di riposo che presto si trasforma in giornate piene di lavoro per Chen, che viene a sapere dell’omicidio del proprietario di una delle fabbriche più importanti, e inquinanti, della zona. Così mentre si trova un po’ per caso, un po’ per la sua irresistibile curiosità, a condurre segretamente delle indagini parallele a quelle ufficiali per risolvere il delitto, finisce per scoprire molto di più.

Dopo l’incontro con l’affascinante Shanshan, ingegnere che lavora nella fabbrica e ambientalista convinta, l’ispettore non solo si innamora di lei ma si unisce a lei nella battaglia contro l’inquinamento. Ma le loro voci sono isolate, perché gli abitanti e le istituzioni hanno coperto con un velo di silenzio lo scandalo ambientale permettendo implicitamente alle imprese di falsificare i dati ed evitare i controlli.

Nessuno si interessa delle lacrime del lago Tai, né tantomeno di quelle dei suoi abitanti, costretti ad abbandonare la pesca e a condurre la vita in un ambiente malsano. L’atmosfera del romanzo è unica, perché si intrecciano e si fondono il mistero e la tensione del delitto con la passione e la dolcezza della storia tra i due protagonisti. Al tempo stesso l’autore riesce a portare avanti una descrizione e una critica delle condizioni politico-sociali del paese, soffermandosi in particolare sulla questione ambientale, senza rinunciare però all’amore per la sua terra, descrivendo il fascino e l’unicità di quei luoghi.

La Cina è raccontata tra le righe in tutta la sua complessità, diversità e contraddizione: le dinamiche di partito, i giochi di potere, la trasformazione economica, il processo rapidissimo di industrializzazione, da una parte, e dall’altra la cultura, le usanze, la tradizione culinaria, i proverbi, le consuetudini sociali. A tutto questo si aggiunge l’elemento prezioso e caratteristico della poesia cinese: Chen infatti non è solo un abilissimo investigatore, ma anche un instancabile poeta, che cita continuamente versi per spiegarsi e compone lui stesso molte poesie. Sarà proprio la poesia a creare il primo legame tra lui e Shanshan, così come sarà la poesia ad illuminarlo sulla verità che sta cercando. Insomma Xiaolong offre al lettore un quadro completo e ricco di spunti di riflessione, da cui è difficile staccarsi. Chi legge viene infatti, fin dalle prime pagine, coinvolto e trasportato, non solo dal ritmo incalzante della storia ma anche dalla profondità e complessità dei suoi personaggi.

Una proposta nuova ed originale nel panorama letterario che siamo abituati ad avere sotto gli occhi, un punto di vista rivoluzionario ed un’ambientazione alternativa a quelli che solitamente ci capita di incontrare. Una storia ricca di suggestioni, immagini e musica, che ha il grande potere di riuscire ad immergere il lettore in un mondo che non è il suo e non conosce, ma permettendogli subito di sentirsene parte.

Vox Zerocinquantuno 21 marzo 2020

Foto: amazon.it

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