Le Sardine tra i monti dell’Appennino, di Chiara Di Tommaso

Difficile immaginare delle sardine a spasso per i monti, eppure l’ultima originale iniziativa del movimento nato a Bologna in vista delle elezioni regionali ha sorpreso tutti proprio riuscendo a realizzare questo buffo paradosso. Il 5 Gennaio gli ideatori della mobilitazione che ha riempito piazze italiane ed estere, ha organizzato una giornata sull’Appennino Bolognese, a cui hanno preso parte circa 300 persone. L’obiettivo della camminata collettiva, come momento di condivisione, riunione e scambio di idee e proposte, è quello di includere e coinvolgere anche gli abitanti dell’entroterra e dei piccoli borghi, ricordando che non esistono solo le grandi città. La carovana è passata per i sentieri nei boschi, fermandosi nei paesini dove è stata accolta, tra canti e striscioni, portando un po’ di allegria e positività a luoghi che sono stati nel tempo abbandonati e rischiano di essere dimenticati e lasciati a loro stessi.

 

L’Appennino e i suoi abitanti infatti, sono parte integrante della nostra regione, e portatori di un valore culturale e naturalistico inestimabile. Per non parlare della storia, di cui sono stati e restano testimoni. Luogo simbolo anche di lotte e ideali politici, in passato costituiva un importante bacino elettorale per i partiti di sinistra. Le ultime elezioni europee invece hanno provato che tutto questo sta cambiando, e sono stati molti i voti per che si sono spostati verso partiti come la Lega. Non è casuale dunque, la scelta delle sardine, movimento nato come antileghista, di recarsi personalmente in questi luoghi, per portare una proposta alternativa. Come ha spiegato il leader Mattia Santori, l’obiettivo è quello di fare partire tutto dalle associazioni locali e dai cittadini stessi che vivono in queste zone. Non si vuole traslare idee e obiettivi, si vuole dare uno stimolo affinché essi rinascano e si costituiscano autonomamente e liberamente. La camminata è stata un esempio, ma saranno le “sardine locali” e tutti coloro che abbracciano questi valori a dover organizzarsi per portarli avanti. Un movimento insomma che si sta dimostrando attento e determinato, che partendo dal basso ha saputo rimanere incollato alla cittadinanza e soprattutto legato al territorio.

Certamente non si può dire siano stati i primi a spostare l’attenzione su un problema che è reale ed attuale per l’Emilia Romagna. Anche i candidati alle elezioni regionali, almeno in fase di campagna elettorale, hanno enumerato tra i tanti punti dei programmi il recupero dell’Appennino. Sia Bonaccini che Salvini, per conto della sua candidata Borgonzoni, hanno fatto da protocollo il tour elettorale nei comuni appenninici. Quest’ultima, inoltre, ha più volte richiamato la questione turismo e la necessità di far rinascere l’Appennino in quest’ottica. Ma al di là delle promesse e dei programmi elettorali, occorre anche verificare ciò che è già in atto, cosa già si sta facendo. La società Bologna Welcome, nata per iniziativa della Camera di commercio in collaborazione con molte altre realtà, associazioni ed istituzioni cittadine, con l’obiettivo di promuovere la città a livello nazionale ed internazionale, ha recentemente lanciato una nuova iniziativa che va proprio in questa direzione. EXTRABO è uno spazio, voluto dal Comune di Bologna, dedicato al “cuore verde” della nostra regione, e ha lo scopo di raccontare e informare cittadini e turisti, conducendoli alla scoperta o riscoperta dell’Appennino, dell’area imolese e della Pianura. Il centro organizza di continuo eventi ed installazioni, laboratori e momenti formativi, così da una parte sensibilizza la cittadinanza su questi temi, dall’altra indirizza i visitatori a recarsi in questi luoghi, così da rivitalizzarli sia socialmente che economicamente. Un esempio insomma che alcuni progetti sono già in pratica, e che si sta lavorando ad un processo di reintegrazione e rivalutazione delle zone al di fuori delle città da tempo.

 

Certo non è mai abbastanza e c’è ancora molto da fare. Per questo è importante e lodevole l’iniziativa delle sardine, che hanno saputo dirottare lo sguardo dei cittadini verso le difficoltà e i tesori di questi luoghi, camminando e dialogando con loro. Per questo è ancora più importante che chi vincerà le elezioni, mantenga l’impegno verso questa terra e i suoi abitanti, accogliendo e rispettando la richiesta d’aiuto e d’attenzione che gli elettori stanno lanciando. Bisogna andare oltre le parole, portando avanti progetti riusciti come EXTRABO e proponendone anche di nuovi. Così che la terra di cui cantava Pascoli “Romagna solatia, dolce paese” dai borghi sparsi, gli olmi, i grilli, le rane nei fossati e gli stagni lustreggianti, non venga mai dimenticata.

Vox Zerocinquantuno, 8 gennaio 2019

 

Foto: Chiara Di Tommaso 

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