Le voci dei Talenti del Festival dell’Er.Go, di Chiara Pirani

A dirlo sono i talenti stessi: il Festival è una delle più belle manifestazioni che l’Er.Go abbia messo in atto.
L’iniziativa, giunta alla sua 5° edizione, è un ottimo modo per creare una rete ampia e coesa tra gli studenti delle varie province dell’Emilia Romagna in cui l’Azienda Regionale per il Diritto agli Studi Superiori opera.
È un evento pensato per permettere a tutti i ragazzi di esprimere i propri talenti, dando loro la possibilità di mettersi in gioco, e di farlo senza sentirsi in competizione con nessuno, ma per il più puro e semplice piacere.  Per dare voce alle passioni e per superare paure e timori attraverso l’attivazione di corsi gratuiti volti a valorizzare l’arte in tutte le sue sfaccettature.

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“Il diritto allo studio di cui ci occupiamo non consiste solo nel dare borse di studio e posti alloggio, ma è anche offrire possibilità di protagonismo e di visibilità”, dice la Dott.ssa Patrizia Mondin, direttrice di Er.Go, “Io sono davvero molto orgogliosa dei miei ragazzi, e quindi credo che sia molto bello creare una comunità studentesca ampia, che coinvolga tutti gli studenti delle varie province, trasformandosi in un’occasione d’incontro e di crescita. Il diritto allo studio può essere declinato in mille modi, ma se lo decliniamo con le ragioni del cuore sicuramente riusciamo a creare delle belle atmosfere come questa.”

Il racconto prosegue dal punto di vista di Giancarlo Baldinotti, dipendente di Er.Go, che sottolinea come l’iniziativa sia tutta dedicata ai ragazzi, senza una vera distanza tra chi insegna e chi partecipa come talento: “I tutor dei vari laboratori che sono stati attivati sono anch’essi degli studenti, non ci sono dei professionisti “senior”, ma dei ragazzi semplicemente un po’ più esperti in materia. Perciò, si crea un clima estremamente familiare, giocoso, amichevole.”
Un evento “artigianale”, che mira a costruire un’atmosfera perfetta per mettersi in gioco: “Ad esempio”, prosegue Baldinotti, “nel laboratorio di teatro non si mettono in scena testi già scritti, ma si chiede ai teatranti di scrivere il proprio testo. Nella danza non c’è una coreografia prestabilita, così come nella pittura e nelle altre arti non c’è una linea da seguire. È tutto all’insegna della spontaneità, senza competizione, né selezione: permettiamo ai ragazzi di esprimersi al meglio, e si tratta di un’iniziativa positiva anche per noi dipendenti, perché partecipiamo con passione a delle attività che ci permettono di uscire dal classico lavoro d’ufficio per entrare direttamente in contatto con i ragazzi. Questo ci ha sicuramente arricchiti.”

Interessante è anche il percorso di crescita dei ragazzi che ora sono diventati insegnanti di alcuni corsi. In particolare, Stefania, studentessa di Lettere Moderne presso l’Università di Bologna e appassionata di ballo, racconta di aver iniziato partecipando al laboratorio di teatro, per poi proporsi come ballerina di pizzica, fino a diventarne insegnante.

“Questa esperienza mi ha sicuramente aiutata a mettermi alla prova. Ho iniziato il corso di pizzica col presupposto di non sapere insegnare agli altri delle cose che effettivamente non erano state insegnate a me in primis, ma questo mi è servito per conoscere persone che erano disposte ad abbandonare le proprie paure e i propri limiti mentali per mettersi in gioco. Preparare una coreografia, cosa che non avevo mai fatto prima del Festival dei Talenti, mi sembrava impensabile, non credevo di farcela. Invece mi ha aiutata molto il fatto che ci siano state persone a spronarmi e a sostenermi in ciò che facevo, invitandomi a provare. Mi hanno permesso di acquistare più fiducia in me stessa, per trasmetterla anche a chi mi era di fronte, che nonostante non avesse alcun tipo di competenza in materia, si è messo in gioco, dando vita a un fantastico spettacolo e dimostrando la propria bravura. Quindi, penso che il Festival dei Talenti sia, sotto ogni punto di vista, un’iniziativa utile per sé stessi e per costruire rapporti con gli altri, per conoscere cose nuove, per mettersi alla prova e per esprimersi al meglio.”

Anche Valeriano, studente di Filosofia presso l’Università di Bologna, che attualmente tiene un corso di fotografia in collaborazione con l’Er.Go, racconta la sua esperienza, dicendo cosa si prova a passare dall’essere “junior” al diventare “master”.

“Penso che il Festival dei Talenti sia una bellissima iniziativa, innanzitutto per il grande potere che ha di unire, di permettere a tutti di mettersi in gioco e di esprimersi al meglio. Nel mio caso, è stata una grandissima soddisfazione quella di trasformare una semplice passione in qualcosa di più importante, permettendomi di diventare tutor di un corso di fotografia. È stata una grande opportunità, e penso che le cose più importanti per me, che ho cercato di fare durante il corso, sono state il cercare di trasmettere la passione, di stimolare la creatività per fare fotografia e di aiutare gli altri ad esprimersi come veri e propri artisti.”

Vox Zerocinquantuno n.35 Luglio 2019

Foto: Nicola La Terra 

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