“L’I Phone di Amélie” di Valeria Tonini, recensione di Chiara Di Tommaso

 

Una giornata intensissima quella che vivono i protagonisti di questo libro e con loro i lettori. In L’iphone di Amélie tutto succede in ventiquattro ore. Il romanzo d’esordio di Valeria Tonini si svolge a Parigi, dove Thomas, architetto di fama mondiale, incontra Amélie, ex compagna di scuola e neoeletta pro-rettrice dell’Università Sainte-Chapelle. Una storia coinvolgente, dal ritmo veloce che segue due piani paralleli: da una parte l’amore tormentato ed etereo tra i due protagonisti, dall’altra la battaglia politica che decidono di portare avanti insieme nel mondo accademico.

Thomas infatti rimane affascinato dai discorsi e dalla determinazione di Amélie, che con le sue idee e competenze ha conquistato una carica prestigiosa sconfiggendo il candidato sostenuto dall’ex rettore e decide di lasciarsi coinvolgere dal sogno della compagna di portare un profondo cambiamento nella sua università, che si sta deteriorando perché retta da una classe dirigente sempre più chiusa e arretrata che da troppo tempo approfitta del potere.

Il simbolo di questo progetto di rinnovamento si concretizza nella nuova Aula Magna che Amélie vorrebbe far costruire, incontrando però molte resistenze e ostacoli. In tutto questo, lo scenario parigino, molto caro alla scrittrice, è parte integrante della storia. I continui riferimenti a luoghi, strade e locali della città danno alla trama degli eventi un senso di autenticità e familiarità. Il loro primo incontro è nel famoso Bar Le Pick Clops, ed è proprio lì che nasce questa alleanza e l’amore tra i due, un amore irreale, controverso, tra due solitudini che cercano in qualche modo di comunicare. Un amore digitale che scorre e cresce attraverso i loro cellulari, scandito da messaggi con puntini di sospensione e punti esclamativi, tutti da interpretare. Un amore intenso, quasi adolescenziale. Un amore che per Thomas diventa subito totalizzante, unica ancora di salvezza per fuggire dal suo malessere di uomo di mezza età che ha raggiunto il massimo successo professionale e si trova annoiato, stanco, senza più stimoli: “Aspettava i messaggi di lei. Forse erano state proprio quelle attese a farlo innamorare in quel modo. Soprattutto per uno come Thomas, che aveva vissuto troppo e non aveva più nulla da aspettare”. Un amore fatto solo di parole che entrano dolcemente, leggerissime, un amore inverosimile ma che presto diventa più vero della vita reale.

“L’espediente del romanzo mi ha permesso di raccontare a tutti i meccanismi di potere che governano il mondo universitario, a Parigi come a Bologna, rendendolo un sistema feudale, medioevale, non libero e che bisogna cambiare.” Così si è espressa la scrittrice, sottolineando il valore di denuncia del suo nuovo libro. Una ambiente che conosce bene e in cui, dichiara, ha vissuto per più di quarant’anni. Valeria Tonini lavora come chirurgo d’urgenza all’Ospedale Universitario Sant’Orsola di Bologna, ha alle spalle migliaia di operazioni e centinaia di pubblicazioni scientifiche, ma la sua passione e determinazione non si sono fermate al mestiere della sua vita. Lanciatasi con coraggio nel mondo della scrittura, con questo debutto letterario ha scoperto, racconta, un nuovo modo per guardarsi dentro e al tempo stesso “riuscire ad avere una comunicazione più ampia, più sincera con gli altri”.

I suoi personaggi si fanno portavoce di molteplici messaggi e riflessioni, come quella che emerge dalla discussione tra Thomas e l’ex rettore riguardo il potere: “A chi affiderebbe la didattica in campo chirurgico? O meglio ancora, a chi affiderebbe il suo corpo? A un brillante chirurgo con una grossa casistica operatoria o a un brillante professore con un alto impact factor?”. Da una parte chi ottiene il potere per l’impegno messo nel suo lavoro e per le sue capacità, dall’altra chi ottiene il potere perché ha perseguito come unico solo obiettivo il potere stesso. Da una parte chi ha costruito grandi opere, palazzi ponti e piazze in tutto il mondo, dall’altra chi ha scritto le stesse pubblicazioni più e più volte cambiandone giusto l’ordine delle parole.

Le grandi contraddizioni del mondo universitario e le grandi contraddizioni dell’amore scorrono fianco a fianco in questa storia, intrecciandosi e sovrapponendosi di continuo. Un romanzo moderno, breve e ricco di spunti che l’autrice dedica ai giovani, in particolare a tutti quelli che “corrono più veloce degli altri” che hanno davvero voglia di fare, di impegnarsi in quello che fanno e che si pongono alti obiettivi: “Continuate, combattete e restate, anche qui, nonostante tutti gli ostacoli, troverete chi riconoscerà il vostro merito”.

Vox Zerocinquantuno n.33 Maggio 2019

Foto: pendragon.it

 

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