L’imprenditoria nel cinema: chi parte da zero e diventa colosso mondiale, di Alessandro Romano

In questi anni di precariato e difficoltà economiche in tanti abbiamo pensato alla volontà di cambiare vita, di provare a diventare “padroni di noi stessi”. Aprire un’attività, provare a dare una svolta. Avere un’idea, un’intuizione e provare a seguirla anche senza avere necessariamente manie di ricchezza.
Come nel precedente numero proponiamo tre storie vere, esempi di chi grazie ad un’idea e al duro ha raggiunto il successo mondiale.
Al giorno d’oggi internet invade le nostre vite e crea un paradosso senza precedenti: contribuisce alla distruzione di migliaia di posti di lavoro ma crea al contempo opportunità incredibili di ricchezza e successo personale. Alcuni esempi? Jan Koum, ingegnere presso Yahoo e co-fondatore di Whatsapp che a 37 anni ha venduto la sua piattaforma di messaggistica per 19 miliardi di dollari. Oppure il cinese Jack Ma, ex insegnante di inglese che nel 1999 fonda Alibaba, negozio online del valore di 20 miliaardi di dollari che lo ha reso oggi l’uomo più ricco della Cina.
Il cinema queste storie le racconta, abbiamo già parlato dei film sulla Apple, in cui Steve Jobs e Steve Wozniak partendo da un garage sono diventati leader mondiali nel campo dei personal computer. Oggi parleremo di Mark Zuckerber e della sua creatura: Facebook.

Il film che narra la vera storia della sua creazione è The Social Network del 2010 diretto da David Fincher vincitore di tre premi Oscar (miglior sceneggiatura non originale, miglior colonna sonora e miglior montaggio). Zukcerberg è interpretato da Jesse Eisenberg e nel cast ritroviamo anche Andrew Gaarrfield e Justin Timberlake. Parallelamente alla causa legale intentata al giovane programmatore per l’accusa di plagio, vediamo l’evoluzione del social network più famoso al mondo, dall’ideazione in una stanza di Harvard alla sua diffusione mondiale. 
Quando Facebook viene fondato il 4 febbraio 2004 il suo raggio d’azione si estendeva semplicemente all’università di Harvard. Nel giro di pochi mesi raggiungerà tutte le università degli Stati Uniti e del Canada.
Verrà quotato in borsa il 18 maggio 2012 e il primo giorno riuscirà a vendere16 miliardi di azioni e raggiungere un valore di 104 miliardi, il più alto nella storia di Wall Street per una società da così poco tempo sul mercato.
Nel novembre 2015 superando la quota di 300 miliardi di dollari, Facebook entrerà tra le prime 7 imprese col più alto valore di mercato al mondo.
Oltre ad internet e l’informatica, un grande ambito per la capacità di arricchirsi tanto e rapidamente, è sicuramente costituito dal mondo della finanza. Per questo settore abbiamo scelto The Wolf of Wall Street del 2013, ennesimo fortunato film sfornato dalla ormai consolidata accoppiata Di Caprio – Scorsese. L’attore americano ci regala un’interpretazione memorabile, tre ore di film che lasciano incollati allo schermo pieni di scene divertenti e al limite della realtà. La storia è quella del broker Jordan Belfort, nato nel Bronx e ritenuto oggi uno dei più grandi broker della storia di Wall Street. Diventa ricco con la vendita di penny stock, azioni riguardanti piccole società dalla dubbia prospettiva di crescita. Nel 1998 la sua società la Stratton Oakmont arriva a contare circa 1000 agenti con un fatturato che supera il miliardo di dollari.

Foto da http://www.hollywoodreporter.com
didascalia: Micha

E infine, come non parlare del commercio tradizionale e in particolare delle multinazionali. Il fondatore di Ikea, lo svedese Ingvar Kamprad nato e cresciuto in una fattoria, oggi fattura circa 35 miliardi di euro annui.
Per questo campo abbiamo invece scelto The Founder, film uscito quest’anno (2017) che racconta la storia di McDonald’s, il fast food più famoso del mondo.
Ray Kroc faceva il venditore port-a-porta prima di imbattersi nei fratelli McDonald.
Entrato in società nel 1954, quando McDonald’s era ancora un piccolo chiosco di San Bernardino gestito dai due fratelli Dick e Mac, nel 1970 il fast food registrerà ingressi annuali per 700 milioni di dollari. Oggi McDonald’s fattura 10 miliardi all’anno.

Qualcuno potrà contestare che abbiamo portato esempi negativi, con Zuckemberg poco trasparente sulla legittimità dell’idea di partenza e la gestione delle amicizie. Ray Kroc, tutto concentrato sull’espansione del marchio deteriora i rapporti con i suoi collaboratori e con gli affetti. E Jordan Belfort aggira il sistema truffando migliaia di famiglie. Ma queste storie possono servire da monito, non è necessaria la ricchezza sfrenata, ci si può fermare prima, prima che il successo porti via la nostra umanità o il nostro concetto di lealtà.
Queste persone hanno anche creato diversi posti lavoro e facilitato in qualche modo la nostra vita di tutti i giorni.
Certo, Zuckerberg è un genio informatico, Belfort un mago delle vendite e Krock un instancabile persuasore. Ma il punto è proprio questo: seguire il proprio talento e non fermarsi di fronte alle difficoltà. Un aspetto che hanno in comune questi tre personaggi è infatti proprio quella di avere una tenacia fuori dal comune.

La chiave sta probabilmente nel discorso che vediamo provare a Ray Kroc per la sua visita alla Casa Bianca.
“Una sola parola: perseveranza.
Niente a questo mondo può sostituire la buona e vecchia perseveranza.
Né il talento, che c’è di più comune degli uomini di talento che non hanno successo.
Né il genio, il genio non riconosciuto è ormai un cliché. 
L’istruzione nemmeno, visto che il mondo è pieno di cretini istruiti
Soltanto la perseveranza e la determinazione sono onnipotenti.”

*In copertina una scena del film The Wolf of Wall Street tratta da http://www.businessinsider.com/wolf-of-wall-street-money-came-from-malaysian-state-fund-2016-4

Vox Zerocinquantuno n 11, giugno 2017


Alessandro Romano ha conseguito la laurea in Sociologia presso la Facoltà di “Scienze Politiche” di Bologna. Dopo un breve periodo di lavoro in Irlanda torna in Italia e si laurea al Corso Magistrale di “Scienze del Lavoro” all’Università degli Studi di Milano con la tesi: “Mercato del Lavoro e Immigrazione: un confronto tra Italia e Spagna negli anni della crisi economica globale”.

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