“L’Onda” di Todd Strasser. Recensione di Erica Stanzani, Aurora Barretta e Cecilia Tolino.

Foto Vox Zerocinquantuno

 

 

 

 

Todd Strasser, scrittore statunitense che nel 1981 pubblica per la prima volta “L’Onda”, racconta nel suo romanzo la storia di un insegnate, Ben Ross, che progetta e attua un esperimento estremamente coinvolgente, tanto per gli studenti quanto per sé stesso, che porterà a conseguenze inaspettate.

Durante il corso di storia, Ross, professore all’avanguardia e molto apprezzato dagli studenti, spiega alla classe la seconda guerra mondiale tramite la visione di un documentario. Increduli e scioccati, gli studenti interrogano il professore su come tutto ciò fosse stato possibile e su come i tedeschi siano rimasti a guardare, spettatori di una tale atrocità.

Queste domande turbano anche Ben Ross, che nonostante lo studio approfondito, comprende che non esistano risposte scritte. Per arrivare ad una conclusione che sia esplicativa per gli studenti, prova così a ricreare una situazione simile a quella sviluppatasi nella Germania nazista. Nasce in questo modo il movimento dell’Onda, i cui punti cardine sono forza, disciplina e comunità. Percepito come un gioco dagli studenti, questo movimento non è altro che l’esecuzione di vari ordini imposti dal professore ed eseguiti passivamente.

All’inizio il risultato è sorprendente, ma con il passare del tempo il gioco diventa realtà, tanto da influenzare il loro pensiero e le loro azioni.

 

Il romanzo è semplice, caratterizzato da una scrittura agevole e lineare. Proprio per questo motivo la lettura è fluida, adatta a tutte le fasce di età. Il linguaggio è familiare, dove prevale l’uso della paratassi. Svolgono un ruolo importante i frequenti dialoghi, i quali tramettono esplicitamente le opinioni dei vari personaggi.

 

Mediante il racconto di un fatto realmente accaduto in una scuola americana nel 1969, Todd Strasser ci dimostra come un avvenimento storico disumano e crudele, apparentemente superato, possa invece verificarsi nuovamente in diverse circostanze.
Il filo conduttore all’interno del romanzo è infatti il ritorno del fascismo, che si manifesta tramite gli atteggiamenti esclusivi e talvolta discriminatori degli studenti e dello stesso professore. Un punto fondamentale messo in luce dall’autore è la più totale fiducia in un leader (Ben Ross), che acquisterà sempre più fama e potere sul gruppo, diventandone paradossalmente succube.
Il fascismo consiste infatti nella formazione di un gruppo unito, mirato inizialmente a raggruppare il maggior numero di persone e il cui obiettivo è quello di creare una vera e propria comunità, nella quale tutti sono uguali e possono esprimere liberamente qualsiasi pensiero. Tuttavia questo esperimento sfocerà nell’intolleranza e nell’emarginazione di alcuni ragazzi per il semplice fatto di essersi rifiutati di aderire ad una delle regole “estreme” dell’Onda.

 

È quindi sbagliato pensare che il fascismo sia morto nel 1945, come dimostrato da Strasser. Il rifiuto del modernismo, ovvero di qualsiasi tipo di progresso; la paura del diverso e quindi la discriminazione verso ideologie e opinioni discrepanti; il disprezzo nei confronti dei più deboli, sono solo alcune delle caratteristiche principali del fenomeno, che purtroppo continuano a manifestarsi tutt’oggi.

Non occorre solamente essere a conoscenza degli avvenimenti del passato per non ripetere gli stessi errori nel futuro, ma individuare le caratteristiche, citate nel libro, all’interno della nostra società e cercare di sopprimerle. In fin dei conti, come suggerito dall’autore de “L’Onda”, la storia non è un gioco.

 

“Se è vero che la storia si ripete, voi dovreste negare ciò che è successo con l’Onda però, se il nostro esperimento ha avuto successo– e penso che vi rendiate conto che è stato così- allora dovreste aver imparato che siamo tutti responsabili delle nostre azioni, e che dobbiamo sempre chiederci cosa stiamo facendo. Per il resto della vostra vita non dovrete mai permettere, per nessuna ragione, che una minoranza possa privarvi dei vostri diritti individuali”.

Vox Zerocinquantuno n.22, Maggio 2018


Erica Stanzani, Aurora Barretta e Cecilia Tolino, studentesse del Liceo Leonardo da Vinci, Casalecchio di Reno (Bologna).

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