Lying in Between Hellas 2016: la crisi umanitaria Greca alla Fondazione Fotografica Modena, di Simone Barbieri

La crisi migratoria che sta coinvolgendo da troppo tempo le coste del continente europeo è una realtà che non può essere sottovalutata facilmente neanche dai più indifferenti, tanto più da chi la sta vivendo in prima persona. La Fondazione Fotografica Modena – una realtà di importanza nazionale per la comunicazione mediante immagini e per le collezioni fotografiche sia internazionali che nazionali – ha voluto indagare, attraverso una “missione” sotto forma di progetto fotografico, la situazione di stallo e di abbandono che si è venuta a creare sulle isole dell’arcipelago greco. La nazione ellenica, già sconvolta dalla crisi economica recente, è stata infatti ulteriormente colpita dal processo migratorio proveniente dalle vicine coste della Turchia, che ha condotto sulla penisola un numero significativo di profughi.

La mostra, intitolata “Lying in Between”, allestista presso la sede della Fondazione Fotografica situata al Foro Boario di Modena dal 15 settembre 2016 al 8 Gennaio 2017, ha coinvolto al suo interno sette fotografi italiani: Antonio Biasiucci, Antonio Fortugno, Angelo Iannone, Filippo Luini, Francesco Mammarella, Simone Mizzotti e Francesco Radino. Propri del loro stile lavorativo, i sette professionisti hanno interpretato la realtà dei migranti che, una volta giunti sulle coste greche, sono stati abbandonati dalle istituzioni, dopo aver lasciato tutto ciò che avevano, per un viaggio che li avrebbe portati ad una meta ignota, senza nessuna certezza, ma con la speranza di poter rimanere vivi, scappando dal proprio paese sconvolto dalla guerra.

Simone Mizzotti, Camp Inn*** #1, Hara Hotel, C-Print, 50×60 cm

L’aspetto concettuale, al di là di quello formale delle opere esposte, è evidente una volta entrati all’interno del lungo corridoio che compone il museo della Fondazione Fotografica: alle pareti laterali sono esposte le varie fotografie che compongono il progetto e le sensazioni scaturite dal lavoro eseguito dai sette fotografi. Ognuno di loro, infatti, ha scelto le immagini più eclatanti e significative dell’esperienza effettuata da maggio a giugno 2016 sulle isole greche (specificatamente: Chios, Kos, Samos, Aghatonisi, Kalimnos, Pserimos, Simi, Idomenis e Lesbos) in modo da comporre un’opera che evidenzi un tipo di linguaggio fotografico volto a far concepire la crisi umanitaria e sociale che si sta verificando sulle isole greche. Il progetto fotografico, che è stato il primo condotto dalla Fondazione all’estero, è stato concepito dal comitato scientifico dell’organizzazione modenese e, in fase di esecuzione, ha coinvolto i social media, dove le opere dei fotografi venivano pubblicate in tempo reale.

Lo scopo del progetto è stato quindi quello di far comprendere allo spettatore, attraverso l’utilizzo del potente linguaggio delle immagini e secondo lo stile dell’autore, le sensazioni e le emozioni provate da lui stesso di fronte alla situazione di abbandono dei migranti approdati sulle isole della Grecia. Questi ultimi, che in molte occasioni hanno superato il numero di abitanti dell’isola di arrivo, hanno talvolta subìto discriminazioni da parte della popolazione ma, in molti casi invece hanno ricevuto anche aiuto e conforto. La situazione che si è venuta a creare in Grecia nell’ultimo periodo e il progetto avviato dalla Fondazione hanno portato ad un’ indagine, svolta dagli autori, sul significato delle parole “unione”, “vicinanza” e “accoglienza”, su cui il continente europeo dovrebbe basare i propri ideali.

Fotografie concettualmente intense, quindi, quelle messe in mostra a Modena, che sono state in grado di far cogliere ai visitatori il senso di smarrimento provato dai migranti e il caos, l’abbandono e la crisi del vivere civile occidentale causata dall’arrivo dei profughi del Medio Oriente che, seppur molto vicino a noi, vivono in una situazione di violenza che li costringe ad approdare, dopo estenuanti viaggi per mare, su coste sconosciute.

Postazione UNHCR al porto.

Parallelamente alle fotografie esposte, la “missione” della Fondazione Fotografica ha coinvolto anche un’istallazione video a tre canali, denominata Hellas, ed eseguita da Andrea Cossu, Daniele Ferrero, Mara Mariani e il direttore della Fondazione Filippo Maggia. Il video non presenta una sceneggiatura costituita a priori, ma ha l’intento di far scorrere immagini riprese dalle telecamere inquadranti il territorio, le persone, gli sbarchi e ogni aspetto della situazione verificatesi in Grecia in modo quasi casuale, cogliendo la realtà dei fatti.

La tragica situazione greca è stata quindi rappresentata al meglio alla Fondazione Fotografica di Modena e, all’uscita della mostra, ci si è domandati la motivazione di tale situazione. Le sensazioni provate sono emerse grazie al potente linguaggio fotografico il quale, attraverso l’opera degli autori, è stato in grado di far concepire l’abbandono e la situazione di smarrimento che si sta verificando sulle isole greche e che sta coinvolgendo, non dimentichiamolo, vite e persone.

Filippo Luini, nato nel 1982 e residente a Milano, nel progetto “The young man say hello” ha voluto raccontare il viaggio affrontato da ragazzi afghani dal paese natio alle coste del Mar Mediterraneo, con l’aiuto dei pochi oggetti posseduti al momento della partenza fino al loro sbarco che li vede ora ospitati al centro di accoglienza “Pipka” sull’isola di Lero. L’artista ha ripercorso quindi le fasi della migrazione, coinvolgendo i ragazzi e inscenando quasi una performance teatrale.

Francesco Mammarella, abruzzese di nascita ma residente a Bologna, ha voluto concentrare la sua opera sul problema della marginazione del diverso, del nuovo e dello sconosciuto, racchiuso all’interno di spazi delimitati, controllati e filmati da telecamere di sicurezza, proprio come avviene nelle strade di ogni città.

Simone Mizzotti, nato nel 1983 a Crema, concentra la sua missione fotografica sulla situazione temporanea e instabile dei migranti approdati in Grecia. Il territorio viene così modificato, le tettoie diventano luoghi di riparo, le aree adibite a coltivazione sono occupate dalle tende dove abitano persone e i centri di accoglienza non bastano mai per tutti. 

Francesco Radino, nato nel 1947 in provincia di firenze, evidenzia nella mostra come la popolazione greca, nonostante la crisi economica che ha colpito recentemente lo stato, sia stata in grado di accogliere e “soccorrere” i migranti provenienti dalle coste turche, le quali, in fin dei conti, si affacciano sulle stesse acque del Mar Mediterraneo.

Filippo Luini, dalla serie “The young men say hello”, stampa inkjet, 40 x 60 cm

Vox zerocinquantuno n. 7, febbraio 2017


Simone Barbieri appassionato di arte, specialmente musica, fotografia e letteratura; diplomato in un Istituto Tecnico Commerciale, studente Dams a Bologna.
Scrittore e fotografo per passione, grande lettore e amante del jazz. Suona il basso elettrico da 10 anni, contrabbasso e sassofono da autodidatta.


Lying in Between. Hellas 2016

Modena, Foro Boario, 15 settembre 2016 – 8 gennaio 2017

FONDAZIONE FOTOGRAFIA MODENA

via Emilia Centro 283, 41121 Modena

tel. 059 239888 | fax 059 4270357 |

www.fondazionefotografia.org

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