“Mai Stati Uniti”: nuove polemiche intorno alla storia risorgimentale, Michele Sogari

Le differenze e la conflittualità esistente tra Nord e Sud d’Italia sono, ancora una volta, uscite allo scoperto in seguito alla decisione del Consiglio Regionale di Regione Puglia di approvare, il giorno 4 di luglio del 2017, la mozione presentata dal gruppo di Movimento 5 Stelle sull’istituzione di una “Giornata per la memoria delle vittime meridionali del Risorgimento”. Oltre che in Puglia, la mozione è stata presentata ed approvata anche in Basilicata, presentata in Campania e Sicilia, mentre è stata adottata singolarmente da diversi comuni calabresi.

La data scelta per la celebrazione di questo momento di ricordo è il 13 di Febbraio, giorno della caduta di Gaeta (l’ultima roccaforte del Regno delle due Sicilie) e della deposizione del Re Ferdinando II di Borbone.

Carmine Crocco detto “Donatello”

Questa decisione ha creato una forte ondata di polemiche, a causa della grande varietà di sentimenti contrastanti legati al processo di unificazione dello Stato italiano.
Oltre a questo bisogna considerare anche il rafforzamento delle posizioni di stampo neoborbonico nel Sud Italia, che hanno gettato ombre sempre più oscure sul processo di unificazione considerandolo nient’altro che una guerra non dichiarata del Regno di Sardegna contro il Regno delle due Sicilie: occupazione di una provincia lontana più che unificazione di un Paese, con tutto quello che ne comporta, dall’inasprimento del servizio di leva, passando per aumenti delle tasse e crimini contro la popolazione civile. Infine viene imputato all’esercito piemontese anche di aver perseguito la lotta ai cosiddetti briganti con metodi estremamente violenti e sanguinari.
La figura dei briganti viene, in questa narrazione, rivalutata: non sarebbero infatti dei fuorilegge, ma piuttosto figure di guerriglieri semanticamente affini alle bande partigiane del secondo dopoguerra.
La contrapposizione con la visione “tradizionale” e la retorica ufficiale del processo di unificazione è evidente.

In seguito all’approvazione della Giornata della Memoria molte associazioni di storici ed esperti hanno reagito opponendosi, attraverso comunicati ufficiali. La prima a farlo è stata la Società Italiana per lo Studio della Storia Contemporanea (SISSCO), associazione che raccoglie alcuni dei principali studiosi italiani nel campo come Cristina Accornero, Fulvio Cammarano e Paolo Pombeni. Nel comunicato vengono utilizzate parole molto dure, denunciando come “la mozione si ponga in continuità con un filone culturale di interpretazione del Risorgimento, che negli ultimi anni ha proposto un uso pubblico della storia fortemente strumentale” che “evita il confronto con buona parte della storiografia nazionale e internazionale” rilevando inoltre “come l’iniziativa del Consiglio regionale della Puglia sia stata adottata nella totale esclusione delle istituzioni formative e culturali, in primo luogo quelle universitarie e di ricerca scientifica le quali non sono state audite o coinvolte dai consiglieri”.

Successivamente si sono accodate l’Associazione Italiana di Public History (AIPH), l’Associazione Mazziniana Italiana (AMI) e l’International Gramsci Society Italia (IGS). E’ stata inoltre iniziata una petizione online da Lea Durante, docente all’Università di Bari, per chiedere al presidente Emiliano di interrompere le sue azioni in questo senso. Molte altre associazioni ed enti (tra cui anche l’Istituto Napoletano di Storia Patria) si sono dissociate da questa azione politica.
Diverse sono anche le voci che si sono levate a supporto di questa azione, come quella di Pino Aprile (giornalista e scrittore, consulente di Emiliano in Regione Puglia) o di Giordano Bruno Guerri.

La proposta di questa giornata di commemorazione viene motivata da M5S (nelle parole di Valeria Ciarambino, capogruppo in Regione Campania) con “la volontà […] di riannodare i fili della memoria e fare luce su una pagina ancora controversa e troppo spesso oscurata della nostra storia, della storia d’Italia e della storia delle nostre regioni”. Sicuramente la dichiarazione d’intenti è encomiabile, ma resta comunque il dubbio su come l’istituzione di questa giornata possa adempiere ad un tale compito, soprattutto vedendo la reazione contrariata di tante associazioni di storici ed esperti di storia contemporanea. Dovrebbe essere piuttosto una sistematica e corretta ricerca storica, ben finanziata e organizzata, a poter ristabilire la verità storica del processo unitario che rappresenta  un periodo certamente controverso e complesso.

Dedicare un giorno ai vinti del Risorgimento sembra quindi più un’azione di propaganda piuttosto che un effettivo tentativo di chiarire la storia dell’Unità, e strizza l’occhio a livello simbolico (la scelta del giorno e la scelta di presentare la mozione solo nelle regioni del Sud Italia piuttosto che in tutte le regioni della penisola) alla propaganda “neoborbonica”. In questo modo il sospetto che la causa di questa scelta sia legata al tentativo di guadagnare voti in Sud Italia ha ben ragione di esistere.
Il rischio che si corre è quello di mettere in campo non soltanto un’azione inutile, ma addirittura dannosa per il ristabilimento di quella verità storica che, a parole, interessa a tutti.

Vox Zerocinquantuno n 14, settembre 2017


FONTI:
– Intervista a Giordano Bruno Guerri: https://www.pressreader.com/italy/corriere-del-mezzogiorno-puglia/20170721/281492161375096

– Articolo di Giacomo Bianco: http://www.istitutoeuroarabo.it/DM/pontelandolfo-1861-memoria-di-un-eccidio-intorno-al-brigantaggio-e-allannessione/

– Comunicato del Consiglio Regionale Pugliese: http://www.consiglio.puglia.it/dettaglio/contenuto/47642/Caduti-del-Risorgimento-italiano–il-M5S-chiede-l-istituzione-di-una-giornata-della-memoria

– Opinione di Alessandro Laterza (Corriere): http://www.corriere.it/opinioni/17_agosto_06/non-ha-senso-giornata-78dcd7c8-7a0b-11e7-9488-fb4c3ebc9cd4_amp.html

– Saverio Russo, sulla questione politica di partiti senza guida (Corriere del Mezzogiorno): http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/bari/politica/17_luglio_25/giorno-memoria-neoborbonica-partiti-ormai-senza-piu-saperi-f2c8a41c-7110-11e7-a9c2-27f83044ecce.shtml

– Nota di Valeria Ciarambino (consigliere M5S in Regione Campania): http://napoli.repubblica.it/cronaca/2017/08/04/news/vittime_dell_unita_d_italia_conoscere_fa_bene_al_paese-172366513/

– Corriere del Mezzogiorno: http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/bari/arte_e_cultura/17_luglio_25/tre-no-giorno-memoria-cf60ec6a-7146-11e7-a9c2-27f83044ecce.shtml

– Posizione di Pino Aprile: https://alganews.wordpress.com/2017/04/10/i-cinquestelle-e-il-loro-giorno-della-memoria-al-sud/

– Posizione del SISSCO: http://www.sissco.it/articoli/sulla-giornata-della-memoria-per-le-vittime-meridionali-dellunita-ditalia/

– Posizione di IGS: https://www.facebook.com/InternationalGramsciSocietyItaliaIgsItalia/posts/1417929671616293

– Posizione si IndyGesto:
http://www.indygesto.it/index.php/component/k2/item/351-vittime-del-risorgimento

– Articolo su Il Mattino, intervista a Mario Martone: http://www.ilmattino.it/cultura/libri/sud_storia_ma_la_memoria_del_risorgimento_non_e_una_sola-2615058.html


Michele Sogari è uno studente di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Bologna. Le sue aree di interesse riguardano lo studio del mercato del lavoro e delle condizioni di vita dei lavoratori, nonché lo studio delle disposizioni politiche che regolano questi ambiti.

(89)

Share

1 thought on ““Mai Stati Uniti”: nuove polemiche intorno alla storia risorgimentale, Michele Sogari”

  1. Una “Giornata per la memoria delle vittime meridionali del Risorgimento”.sarebbe figlia solo di una sconfinata ignoranza e di una grande confusione di idee. Ricordiamo qualche fatto, Alla repressione del brigantaggio in Basilicata partecipò, almeno per la seconda metà del 1861, la “Brigata Sicilia” i cui effettivi non venivano esattamente dalla Val d’Ossola. Ebbe dei morti, uccise alcuni componenti delle bande: quali considerare “meridionali” ? Buona parte della repressione fu opera della guardia Nazionale, formata da campani in Campania, da pugliesi in Puglia, da calabresi in Calabria: negli scontri ebbe molti caduti, ancor di più ne ebbero gli avversari. Chi sono qui le “vittime” ? Potrei continuare: ma probabilmente non ne vale la pena.

Lascia un commento