Mattoni fantasmi, di Stefania Pianu

 

In Italia sono oltre sei milioni gli edifici inutilizzati o sottoutilizzati. Sono come dei fantasmi che spesso popolano le periferie ma altrettante volte si trovano proprio nel centro città e stanno sotto gli occhi di tutti. In certi casi prendono vita, anima e corpo in altri invece, rimangono semplicemente vuoti e chiusi per un tempo illimitato. Si tratta di immobili pubblici o privati, di ex cliniche o istituiti sanitari, di teatri o cinema, di capannoni o edifici dismessi che ormai abbandonati a se stessi vengono lasciati invecchiare e fatti cadere a pezzi. Come afferma Giovanni Campagnoli nel suo libro “Riusiamo l’Italia”, infatti, “i territori vivono un fenomeno nuovo, quello di trovarsi pieni di vuoti” ed è purtroppo quello che sta accadendo anche in città come Bologna. Dall’analisi fotografata nel web-documentario “Le Altre Case di Bologna” dedicato all’emergenza abitativa, infatti, vien fuori come non molto lontano dalle due torri e dai suoi portici colorati, la città rossa possieda un numero di edifici sfitti o in disuso piuttosto considerevole. A dimostrarlo, anche e soprattutto le molteplici occupazioni abusive a scopo abitativo che negli ultimi anni hanno caratterizzato la città vedendo coinvolti spazi come l’Ex Telecom di via Fioravanti, le Ex Scuole Ferrari di via Toscana o ancora, lo stabile di proprietà dell’Ospedale S.Orsola collocato su via Irnerio.

Villa Salus, in via Malvezza, ex clinica rimasta vuota per anni ora in via di riqualificazione.” (immagini estratte da clip video)

Delle volte però, accade che questi spazi ritrovino la propria identità e la propria ragione d’essere perché inseriti all’interno di progetti di riqualificazione, proprio come è avvenuto nel caso di Villa Salus situata in via Malvezza. Questa infatti, che in passato ha ospitato il fratello di Napoleone Bonaparte divenendo negli anni’50 una prestigiosa struttura ospedaliera a livello mondiale, ha subìto un continuo declino con la morte dell’ortopedico Oscar Scaglietti, dopo la quale nessuno ha più preso in mano le sue sorti. Acquistata nel 2005 dal Comune di Bologna per 5 milioni di euro, dal 2007 ad oggi ha raggiunto il massimo stato di degrado e abbandono venendo occupata impropriamente più volte. Dopo gli innumerevoli progetti presentati e mai portati a termine, oggi finalmente la Villa cambia volto. Il Comune, infatti, ha vinto il bando Urban Innovative Actions promosso dalla Commissione Europea per il quale aveva concorso con una proposta ad alto livello di innovazione sociale. “S.A.L.U.S W Space” il nome del progetto redatto dall’Istituzione per l’inclusione sociale don Paolo Serra Zanetti, dall’Università di Bologna, ASP Bologna e altre sedici realtà del territorio con l’obiettivo di far diventare la vecchia struttura un centro di ospitalità, di lavoro, di welfare interculturale e di benessere per le fasce di popolazione più svantaggiate. Un progetto non solo di riqualifica ma di welfare generativo e interculturale che coinvolgerà migranti e rifugiati restituendo alla società uno spazio vuoto ormai lasciato all’oblio.

Vox Zerocinquantuno n 8, Marzo 2017


 Stefania Pianu, dopo una laurea magistrale in Scienze della Comunicazione all’Università di Bologna ha recentemente iniziato un master in Marketing Management a La Sapienza. Ha a cuore le tematiche sociali, la fotografia e il mare.

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