Mazareno, la nuova vita delle opere d’arte, di Giacomo Bianco

Bruno Catinella, in arte Mazareno, si affaccia sulla scena artistica siciliana con il suo lavoro visionario, combinando con maestria il nuovo e il passato, il presente-divenire del digitale con la tradizione-immortalità delle rappresentazioni mitiche della cultura mediterranea. Grazie all’uso di sistemi grafici, – compresi glitchs, corruzione dell’immagine- all’utilizzo di celebri rappresentazioni del passato e il sincretismo tra le proprie, eterogenee esperienze artistiche, dalla pittura alla fotografia, compone situazioni diacroniche in opere che vogliono essere appunto senza tempo.

Sicuramente è proprio questo riutilizzo di opere d’arte del passato in un nuovo contesto simbolico-estetico, la parte più interessante del suo credo artistico. “Io vedo nelle opere dei Maestri, i codici ancestrali per la nuova arte, i dettami per trovare la sincronia nel mondo; significanti che veicolano una pluralità di significati” afferma Mazareno “prendo in prestito i capolavori dell’arte, assegno loro una parte nelle mie rappresentazioni, interpretando un ruolo e/o un non-ruolo simbolico giocano nel palcoscenico dell’anima, li maschero per la festa, un alter ego dell’opera che vive il carnevale della fantasia”. Infine scherza il Mazareno, definendo “un’effetto collaterale positivo” l’uso di immagini-simboli subito riconoscibili dal pubblico, poiché invita ad una fruizione più agevole.

Il suo ultimo lavoro, le cui ambientazioni sono liberamente ispirate alle grotte francesi di Lascaux (legame primitivo con l’arte), è diviso in cinque pannelli ed è intitolato Genius loci, “lo spirito del luogo” della mitologia latina. Ogni pannello si fonda sulla rappresentazione di un luogo e uno spirito simbolici. Una sorta di labirinto, un viaggio introspettivo alla ricerca dei propri (e di tutti) spiriti, dove si aspira a trovare la strada per uscirne e tornare alla luce. “Sono cartoline dei miei viaggi, percorro una sorta di pellegrinaggio. In questa opera seguo un sentiero ignoto, confrontandomi con la paure, e raggiungendo le varie tappe acquisisco nuove conoscenze”. Da qui naturale il richiamo a certi miti della tradizione come il mito di Arianna, nonché il riutilizzo di capolavori come la Ninfa dello scorpione di Bartolini, il Cristo velato di Sanmartino, la Sfinge di Moreau… il tutto avvolto in un’atmosfera marcatamente ipogea e oscura/oscena. Infine si trova la via d’uscita nell’amore, l’amore assoluto che vince su ogni cosa, raggiungibile, attraverso le arti e la bellezza; dove le Grazie di Canova ne riecheggiano magistralmente le virtù.

“Genius Loci”

Ariadna-Atrium Taurorum [Hall of the Bulls] Teseo [Canova 1793], officiante solenne iniziamento, impalpabile come fumo, ci concede l'accesso aldilà dell'altare Osceno. L'eclissi svela debolmente l'asterismo di Taurus. La conquista del fuoco ci rassicura nell'ignoto. Probabilmente la scena in questione vuole sollevare una questione preiniziatica. Evocare lo stato d'ingannevole sicurezza che precede la scoperta di non conoscere. Lo spazio, epigeo, traccia un confine ancora invalicato...
Ariadna-Atrium Taurorum [Hall of the Bulls]
Teseo [Canova 1793], officiante solenne iniziamento, impalpabile come fumo, ci concede l’accesso aldilà dell’altare Osceno. L’eclissi svela debolmente l’asterismo di Taurus. La conquista del fuoco ci rassicura nell’ignoto. Probabilmente la scena in questione vuole sollevare una questione preiniziatica. Evocare lo stato d’ingannevole sicurezza che precede la scoperta di non conoscere. Lo spazio, epigeo, traccia un confine ancora invalicato…
Cassiope-Transitus a latere [Passageway] La Ninfa dello Scorpione [Bartolini 1837ca.] e un'improbabile Vecchia [M. Rosso 1883] suggeriscono una dicotomia temporale, essere e divenire. Corridoio, ipogeo, che inviluppa architetture replicate, in estensione, segmenti, rette. Smarrimento, non possiamo orientarci con gli astri, Cassiope, può solo illuminare il visibile. Leggeri glitchs digitali velano la Ninfa, differenza di fase tra l'immanente e il trascendente. Textures micotiche tingono di mefitico l'atmosfera...
Cassiope-Transitus a latere [Passageway]
La Ninfa dello Scorpione [Bartolini 1837ca.] e un’improbabile Vecchia [M. Rosso 1883] suggeriscono una dicotomia temporale, essere e divenire. Corridoio, ipogeo, che inviluppa architetture replicate, in estensione, segmenti, rette. Smarrimento, non possiamo orientarci con gli astri, Cassiope, può solo illuminare il visibile. Leggeri glitchs digitali velano la Ninfa, differenza di fase tra l’immanente e il trascendente. Textures micotiche tingono di mefitico l’atmosfera…
Euryale-Sidis Hominis Exanimis [The Dead Man's Apses] Nucleo cardio-ipogeo del labirinto. La scena lascia leggere una blanda simmetria, equidistanza tra ingresso e uscita. Possiamo ritornare seguendo il filo di Arianna oppure scrivere la mappa, geometria del percorso. Cristo Velato [Sanmartino 1753] cola, come roccia duttile, alle spalle di Euryale, crocifissa; entrambi stalattitici pendono su sarcofagi stalagmitici. Bivio: ritorno al fenomeno, attraverso la resurrezione; o scoperta del noumeno, attraverso...
Euryale-Sidis Hominis Exanimis [The Dead Man’s Apses]
Nucleo cardio-ipogeo del labirinto. La scena lascia leggere una blanda simmetria, equidistanza tra ingresso e uscita. Possiamo ritornare seguendo il filo di Arianna oppure scrivere la mappa, geometria del percorso. Cristo Velato [Sanmartino 1753] cola, come roccia duttile, alle spalle di Euryale, crocifissa; entrambi stalattitici pendono su sarcofagi stalagmitici. Bivio: ritorno al fenomeno, attraverso la resurrezione; o scoperta del noumeno, attraverso…
Lilith-Puteus Felinorum [The Shaft of Felines] Come Icaro, la Sfinge [Moreau 1864] cieca, tenta la fuga, ma non in rovinoso volo, poiché prigioniera dell'aerodinamica. Eva (dopo il peccato) [Delaplanche 1869], cieca anche lei, si abbandona sul fondo del pozzo. Vibra pesante, incollata al suolo. Caos, ordine di cui non abbiamo comprensione. Elevarsi in altitudine non serve, Babele crolla. La ricerca sembra essere non fisica, metafisica forse? Oppure patafisica? Dal pozzo non si esce...
Lilith-Puteus Felinorum [The Shaft of Felines]
Come Icaro, la Sfinge [Moreau 1864] cieca, tenta la fuga, ma non in rovinoso volo, poiché prigioniera dell’aerodinamica. Eva (dopo il peccato) [Delaplanche 1869], cieca anche lei, si abbandona sul fondo del pozzo. Vibra pesante, incollata al suolo. Caos, ordine di cui non abbiamo comprensione. Elevarsi in altitudine non serve, Babele crolla. La ricerca sembra essere non fisica, metafisica forse? Oppure patafisica? Dal pozzo non si esce…
Astra Instantes-Pinacotheca Picta [Painted Gallery] Le Grazie [Canova 1816] risplendono in iridescenze digitali, incalzate dalla costellazione di Scorpio. Trasfigurazione. Tre gli astri che risaltano: Shaula [cuspide] simboleggia la sfera sessuale, Antares [cuore] la sfera emotiva, infine Dschubba [capo] la sfera contemplativa. Assenza di caratteri osceni. Ciò che prima era Osceno trascende nella bellezza, manifesta erotismo, [(dipinto erotico) Sukenobu 1725ca.]. "Omnia vincit amor", la soluzione...
Astra Instantes-Pinacotheca Picta [Painted Gallery]
Le Grazie [Canova 1816] risplendono in iridescenze digitali, incalzate dalla costellazione di Scorpio. Trasfigurazione. Tre gli astri che risaltano: Shaula [cuspide] simboleggia la sfera sessuale, Antares [cuore] la sfera emotiva, infine Dschubba [capo] la sfera contemplativa. Assenza di caratteri osceni. Ciò che prima era Osceno trascende nella bellezza, manifesta erotismo, [(dipinto erotico) Sukenobu 1725ca.]. “Omnia vincit amor”, la soluzione…

Vox Zerocinquantuno, n 3 Settembre 2016


Bruno Catinella, Mazareno

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mazareno.deviart.com


Giacomo Bianco, laureato in Storia del mondo antico e specializzato in Scienze storiche presso l’Università di Bologna, ha discusso la tesi di laurea in Storia del Risorgimento, tema sul quale ha dedicato e sviluppato la riflessione volta a chiarire le ombre del movimento unificatore italiano, oggetto della maggior parte degli studi successivi.

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