Mobike a Bologna: la rivoluzione delle biciclette, di Chiara Pirani

Una pedalata di vantaggi per vivere meglio e rispettare l’ambiente

Le strade di Bologna si tingono di arancione: è questo il colore di quello che sta ormai diventando il mezzo più agevole e più utilizzato da molti cittadini bolognesi, studenti e non solo. L’uso della Mobike, una bicicletta condivisa, capace di assumere un proprietario momentaneo diverso ogni venti minuti circa, sta prendendo sempre più piede in città, attraverso un sistema semplice e comodissimo da utilizzare.

A partire dal 18 giugno, infatti, la piattaforma di bike-sharing più grande e tecnologicamente avanzata del mondo, nata in Cina nel gennaio 2015, prende piede anche nel capoluogo emiliano. Come funziona? Niente di più facile: basta scaricare l’app Mobike, registrarsi con i propri dati, inserire gli estremi di una carta di credito o di una prepagata e si è pronti per partire. Servirà solo, prima di ogni partenza, scansionare il QR code presente sulla bici prescelta e, da quel momento in poi, si potrà iniziare a pedalare al costo di soli trenta centesimi per ciascun viaggio, con speciali incentivi per chi parcheggia nell’apposito Mobike Hub.

Molteplici i vantaggi che si possono ricavare dall’uso di Mobike: le biciclette arancioni, infatti, permettono di ridurre notevolmente l’impatto ambientale, oltre ad agevolare la diminuzione del traffico, male comune nelle grandi città. Tramite questo, inoltre, risulta facile sfrecciare comodamente tra le vie del centro o nelle zone a traffico limitato a cui non si può accedere in auto, agevolando, in questo modo, anche chi, pur dovendo necessariamente spostarsi in macchina dalle zone periferiche, ha bisogno di raggiungere velocemente il proprio posto di lavoro in centro.

Dove si possono trovare le Mobike? Basta guardarsi intorno per qualche secondo e di sicuro una delle biciclette è lì, a pochi metri di distanza, pronta per essere utilizzata: un altro degli aspetti che caratterizzano il sistema di bike-sharing, infatti, è che non sono necessariamente previsti parcheggi o posti specifici in cui dover lasciare i mezzi al termine del proprio viaggio in città. Il luogo perfetto per lasciare la bici, affinché un altro utente possa utilizzarla per un nuovo percorso, è quello più comodo per chi ha appena raggiunto la meta desiderata, in qualunque momento della giornata e in qualsiasi posto, a patto che non superi il limite prestabilito, fissato inizialmente entro un raggio di tre chilometri dalle Due Torri.

Secondo quanto riportato dal “Corriere di Bologna”, però, a partire dai primi giorni di agosto, l’area di copertura del bike-sharing si è allargata: “Il gestore ha ricompreso nel perimetro del servizio anche le zone di Borgo Panigale, della birra, di Casteldebole e della Dozza”, in maniera conforme alle esigenze riscontrate da parte degli utenti, particolarmente attivi nelle aree appena menzionate.

Una comodità notevole in particolare per gli studenti, spesso costretti a spostarsi in autobus o a piedi: in poche, semplici mosse, il servizio Mobike permette di migliorare la qualità della vita e di ridurre tempi di percorrenza e di attesa, trasformando il percorso casa-università in un gioco da ragazzi, in una passeggiata, nel vero senso della parola. Un buon compromesso, insomma, che fa bene alla salute, all’ambiente e al portafogli.

Da quando ho scaricato Mobike, l’app della bicicletta arancione, ho ridotto di molto i tempi di percorrenza casa-università e anche tornare a casa di sera non rappresenta più un problema. In pochissimo tempo e con il minimo sforzo riesco a raggiungere comodamente l’università e i miei amici nei diversi punti della città, non dovendo più preoccuparmi di essere in ritardo, né di dover tornare a casa a piedi”, racconta una studentessa, da qualche tempo alle prese con l’app.

E un altro dei punti a favore di Mobike è la riduzione dei furti, che purtroppo si registrano spesso quando si parla di biciclette: essendo dotati di antifurto e tracciabili con il Gps, i mezzi non possono essere rubati, né è possibile prenderne i componenti per utilizzarli su altre biciclette. In tal modo, si può anche stare più tranquilli, senza dover a tutti i costi armarsi di lucchetti e pesanti catenacci, senza dover correre il rischio di essere lasciati a piedi.

Iniziativa che sembra essere una vera e propria rivoluzione nell’ambito dei trasporti: ormai è impossibile non riconoscere il cambiamento avvenuto nel paesaggio urbano, punteggiato d’arancione e in costante evoluzione, tra una pedalata e l’altra, dalla Torre degli Asinelli ai viali.

Vox Zerocinquantuno n.26, Settembre 2018

In copertina foto da Corriere di Bologna

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