Mostra del Cinema di Venezia: passerella di star e cultura fin dagli esordi, di Alessandro Romano

L’ORIGINE
È la sera del 6 agosto 1932 quando sulla terrazza dell’Hotel Excelsor di Venezia viene proiettata la pellicola Il Dottor Jekyll di Rouben Mamoulian che inaugura il più antico e uno dei più prestigiosi festival cinematografici internazionali: la Mostra del Cinema di Venezia.
L’idea nacque dallo scultore Antonio Maraini, che guardando una partita di calcio si domandò come poter coinvolgere un così alto numero di persone anche per una mostra d’arte. Contribuirono alla realizzazione, il conte Giuseppe Volpi, presidente della Biennale e a capo di una serie di hotel di lusso (tra cui ovviamente l’Excelsor), personaggio di spicco anche per il contributo alla bonifica della laguna grazie alla costruzione di Porto Marghera e, Luciano De Feo, segretario generale dell’Istituto internazionale per il cinema educativo, il quale divenne il primo direttore e selezionatore della Mostra.
La prima edizione registrò subito un enorme successo di pubblico, dovuta principalmente al fatto che la passerella, vide sfilare grandi registi del cinema americano, tra i quali Capra, Ford, Whale e star del calibro di Clark Gable e Greta Garbo.
Solo la seconda edizione seguì la cadenza della Biennale, dall’anno successivo (1935), dato l’enorme successo del prime due edizioni, il festival diventa un appuntamento annuale.

EVOLUZIONE E CONTESTAZIONI
Dagli anni del dopoguerra e soprattutto negli anni 50 la mostra raggiunge definitivamente il suo valore internazionale, diventando riferimento nel lancio di tendenze e stili cinematografici, in particolare del cinema giapponese.

Locandina film, foto c1n3.org
Locandina film, foto c1n3.org

L’edizione del 1960 è rimasta invece nella storia come la più contestata in assoluto, a causa della mancata assegnazione del Leone d’oro a Rocco e i suoi fratelli di Luchino Visconti in favore de Il passaggio del Reno di André Cayatte. Il film del regista italiano, incentrato sulle trasformazioni dell’Italia del boom, descriveva le difficoltà d’integrazione da parte delle famiglie meridionali nel processo di migrazione verso il nord. La censura dell’epoca, che non voleva emergessero gli aspetti più drammatici di questo cambiamento, ne ostacolò la corsa verso la vittoria, ma il pubblico manifestò il proprio dissenso fischiando sonoramente durante la premiazione.

Le contestazioni si acuirono verso la fine del decennio in parallelo ai moti sessantottini, con la richiesta di rimozione dello statuto originario: i tre padri fondatori del festival erano infatti persone di spicco legate all’allora governo fascista. Le polemiche sfociarono nell’abolizione dei premi per ben 10 edizioni, dal 69 al 79, nonché alla totale cancellazione del festival nel 1973, 1977 e 1978. In precedenza la manifestazione era stata sospesa soltanto a causa della guerra (dal 42 al 45).

I PREMI
La Mostra ha avuto sempre una connotazione di gara, ad esclusione delle primissime edizioni, in cui i film venivano votati da un referendum indetto fra il pubblico partecipante. Successivamente i premi vennero decretati dalla presidenza della Biennale, in collaborazione con l’Istituto Internazionale per la Cinematografia Educativa e con il parere di alcuni esperti e del pubblico. Nel 1936 venne definitivamente introdotta la Giuria Internazionale.

Fino alla fine della guerra il massimo riconoscimento è stato la Coppa Mussolini e per tutta la durata di questa denominazione il premio ha svolto funzione doppia. La premiazione avveniva infatti in maniera distinta tra film italiani e film stranieri. Con la caduta del fascismo il riconoscimento prende il nome di Gran Premio Internazionale di Venezia, mentre dal 49 al 53 diventa Leone di San Marco, in onore del simbolo della città posto in cima all’omonima colonna. Prende la definitiva denominazione di Leone d’Oro nel 1954.

Dal 1934 si decide di istituire un premio anche alle migliori interpretazioni maschili e femminili, che dall’anno successivo diverrà l’attuale Coppa Volpi. Per quattro edizioni (1993-1996) questo premio è stato assegnato anche agli attori non-protagonisti. Da allora sono 127 gli attori premiati, di cui 17 italiani.
Nel 71 viene invece istituito il Leone d’oro alla carriera, vinto in quell’anno da John Ford, Marcel Carné e Ingmar Bergman.

LA MOSTRA OGGI

Foto repubblica.it
Foto repubblica.it

Nel 37 viene costruito il Palazzo del Cinema, sede attuale del festival, ampliato nel 52 con la costruzione di un avancorpo. Negli anni 2000 si è discusso a lungo del progetto per la realizzazione di un nuovo Palazzo del Cinema, ma l’idea venne definitivamente abbandonata nel 2015.

Le altre sedi del festival sono la Sala Darsena, il Palabiennale e il Palazzo del Casinò. Da quest’anno verrà inaugurata anche la Sala Giardino, ubicata dove avrebbe dovuto ergersi il nuovo Palazzo del Cinema.
La Sala Grande, con i suoi 1032 posti, rimane il luogo principale dello svolgimento della Mostra.

E da quel lontano 1932, sulla passerella, divenuta ormai mitica, continuano a sfilare ogni anno grandi star del cinema internazionale. La Mostra del Cinema di Venezia è uno dei punti di riferimento per il cinema mondiale, soprattutto per quel concerne il lancio di nuovo stili e di nuovi autori, viene considerato uno degli eventi più prestigiosi alla pari dei festival di Cannes e di Berlino, manifestazioni in cui viene dato maggior risalto ad opere originali e dal forte valore contenutistico.

In particolare, uno dei pregi del festival è l’istituzione di diverse sezioni che offrono una grande vetrina anche a film ed autori non in gara. Tra queste, Orizzonti, una delle più importanti, istituita nel 1988, è una rassegna riservata a 18 film con una sub-gara dedicata a cortometraggi della durata massima di 20 minuti, che offre ogni anno la possibilità ad artisti emergenti con idee innovative, di confrontarsi con il pubblico della prestigiosa kermesse lagunare.


Alessandro Romano ha conseguito la laurea in Sociologia presso la Facoltà di “Scienze Politiche” di Bologna. Dopo un breve periodo di lavoro in Irlanda torna in Italia e si laurea al Corso Magistrale di “Scienze del Lavoro” all’Università degli Studi di Milano con la tesi: “Mercato del Lavoro e Immigrazione: un confronto tra Italia e Spagna negli anni della crisi economica globale”.

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