Ocean’s 8, quando il fascino del furto si fa donna. Di Fabio Bersani

In questi giorni arriva nei cinema italiani un nuovo capitolo della nota trilogia Ocean’s diretta da Steven Soderbergh: Ocean’s 8.

La pellicola, pur presentando elementi di congiunzione con la nota trilogia, tra cui la presenza di Soderbergh nella produzione e il ruolo principale affidato ad un membro della famiglia Ocean, non ha legami diretti con la trilogia al maschile, rientrando appieno nella categoria degli spin-off. Come anticipato il regista di Atlanta è ancora presente, ma in questo caso passa dalla regia alla produzione, lasciando così il ruolo di regista a Gary Ross.

La nuova pellicola ci fa subito capire come la passione per il furto sia un vizio di famiglia: Debbie Ocean (Sandra Bullock) non fa rimpiangere il carisma e l’astuzia che il fratello, Danny Ocean, nella trilogia precedente ci ha mostrato tra Las Vegas e Roma.

Cast integralmente al femminile, eccezion fatta per l’ispettore dell’assicurazione e per il curatore della mostra, personaggi ai quali non sembra comunque essere riservato un ruolo fortunato.

Buon sangue non mente, ecco infatti che risultano essere molteplici gli aspetti che legano i due fratelli Ocean, dall’esperienza in carcere, passando per l’essere a capo di una banda di gentil ladri/e, per finire, con quella nota romantica del rubare, vera e propria caratteristica dei film Ocean’s.

Lo spin-off riprende la trilogia di Soderbergh e la colora di rosa, un segnale forte nell’epoca dei nuovi movimenti femministi. Il regista non porta al cinema solo una commedia al femminile, ma una vera e propria idea. Ross racconta l’idea di una donna che non ha nessuna intenzione di farsi sottomettere dal sesso maschile, un’idea di donna che si è emancipata ed è pronta a ricoprire qualsiasi ruolo (anche quello meno consono del ladro), un’idea di donna che non si china più di fronte al proprio uomo padrone ma che cerca rivalsa per i soprusi subiti.

Il film si distingue dunque per la forte critica al maschilismo dietro le azioni delle ragazze di Ocean (Debbie), in chiave volutamente ironica e leggera. Lo scenario è quello dell’alta moda, più precisamente una cena di gala, dove la figura della donna passa da oggetto inanimato e bello da guardare a mente e braccio di un ingegnoso piano per rubare un collier di Cartier dal valore di 150 milioni di dollari. Sorprendente il ruolo interpretato dalla sempre affascinante Anne Hathaway, che regala sorprese nel finale, in linea con lo stile della trilogia del produttore.

Cast delle grandi occasioni come già anticipato, oltre alla già citata Hathaway, la banda guidata da Sandra Bullock (Miss Ocean) si compone con i nomi di Cate Blanchett (la Rusty al femminile), Rihanna, Helena Bonham Carter, Mindy Kaling e Sarah Paulson. Di grande spessore anche i diversi camei presenti nel film, Katie Holmes e Dakota Fanning solo per citare due nomi.

Una commedia dal grande charme che vuole mettere al centro di tutto il ruolo che ricopre oggi la donna nella società moderna che non si sente più seconda a nessuno, nemmeno quando si tratta di rubare uno dei diamanti più preziosi del mondo.

Vox Zerocinquantuno n.24, Luglio 2018

In copertina foto da Google


Fabio Bersani, 25 anni da San Giorgio Piacentino, laureato in scienze politiche sociali e internazionali all’università di Bologna, attualmente iscritto al corso di specialistica in comunicazione pubblica e d’impresa. Cinefilo, interessato alle dinamiche sociali e politiche presenti nei film

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