Ogni appassionato di libri vorrebbe vivere “Una vita da libraio”. Di Elisa Benni

Ad un appassionato lettore il mestiere di vendere libri potrebbe apparire un mestiere semplice, per alcuni persino un sogno nel cassetto come fare il bibliotecario, l’editore o, apoteosi delle aspirazioni, lo scrittore. Tutti quelli che amano i libri vorrebbero poter passare la propria vita fra ed in funzione di essi.

In un epoca in cui ogni statistica dice che si legge sempre di meno (in Italia secondo i dati Istat de 2016 solo il 40,5% della popolazione legge almeno un libro allanno ma solo la metà di questi ne hanno letti più di tre), che si legge tutti le stesse cose e che i pochi libri che vengono acquistati li si compra su Amazon o presso i grandi distributori, dove ci sono sempre sconti e non c’è nemmeno la necessità di interagire con altri esseri umani, la figura del libraio assume le sembianze dell’animale mitologico.

Novella chimera, il protagonista di questo romanzo autobiografico decide di condividere coi lettori il proprio diario, le piccole narrazioni giornaliere di ciò che accade nella sua vita inviolabilmente legata a quello che accade nel suo folkloristico paesino e nella sua libreria. A chiosa di ogni giornata troviamo il resoconto del numero dei clienti e delle sterline incassate, dati che ci forniscono una fotografia estremamente obbiettiva dellandamento degli affari. La narrazione sotto forma di diario porta con se qualche ripetizione come le continue citazioni dei viaggi avanti e indietro per andare a prendere o portare la moglie alla stazione ma regala, grazie all’informalità con la quale si presume che un diario dovrebbe essere scritto, una dimensione intima e confidenziale, trasportando il lettore non su un piano tutto suo da spettatore ma direttamente seduto di fianco al caminetto fra il viavai dei clienti.

Shaun Bythell è il proprietario di The Bookshop, una libreria dellusato a Wigtown, al confine fra Scozia e Inghilterra e cerca ogni giorno di mantenerla aperta.

Le tipiche giornate del libraio si dipanano fra il vendere libri e il comprarli.

Da una parte quindi c’è il lavoro in libreria fatto di contatto con i clienti e di ordini ricevuti tramite internet (non sempre soddisfabili perché i libri ordinati non si trovano dove dovrebbero essere per effetto dell’eccentrico metodo di archiviazione utilizzato dalla sua ancor più eccentrica collaboratrice) e dallaltra ci sono le persone che gli quotidianamente gli portano libri da vendere e che contattano il librario per liberarsi anche di intere collezioni di libri, spesso perché il proprietario è in procinto di cambiare casa o perché è passato a miglior vita e i libri fanno parte delle cose che gli eredi devono sgombrare perché sono diventati solo un peso ed un impegno logistico non gradito. Il libraio allora si trova a immaginare che persona fosse la proprietaria di ciascuna collezione perché dai libri che si leggono si può capire molto della psicologia di una persona.

In un’epoca che rotola a valle precipitevolissimevolmente le ore in libreria paiono rallentate. Si ha l’impressione che anche il tempo, come i libri di seconda mano che sono sugli scaffali, abbia diritto ad una seconda possibilità.

La libreria lavora ed è piena di vita nel periodo dellannuale festival letterario cui tutta la comunità si dedica senza risparmiarsi. Negli altri periodi dellanno invece a volte manca anche il riscaldamento perché gli introiti della libreria non consentono di migliorare l’isolamento termico dei locali.

La tristezza viene presto allontanata dalla visione delleccentrica collaboratrice che si presenta in negozio con la sua tipica tuta da sci nera.

Accanto ad alcuni personaggi da calembour troviamo i veri protagonisti delle giornate in libreria: i libri. Libri bizzarri che però vanno via come il pane mentre quelli che sono stati bestsellers nel mondo dell’usato non valgono nulla per colpa delle tirature mastodontiche che ne fanno testi meno rari di un piumino di pioppo a primavera.

E allora scopriamo che i romanzi sui treni vanno per la maggiore, compresa la ristampa dellorario ferroviario Bradshaw del 1895. E conosciamo libri bizzarri come Lo schiavetto tostapane.

Nel corso di tutto il libro, allapertura di ogni nuovo mese di narrazione, veniamo accompagnati da citazioni tratte da Ricordi di libreria, libro in cui George Orwell narra della propria esperienza come libraio. E non è lunico testo che parla di vendita di libri che lautore cita e legge. In definitiva ci troviamo di fronte ad un romanzo che parla di un libraio che legge libri sul fare il libraio.

Vox Zerocinquantuno n.22, Maggio 2018


In copertina foto da illibraio.it

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