Il mio primo dizionario delle serie tv cult, di Marino e Gotti, recensione di Francesca Colò

Il mondo degli spettatori si divide in due grandi categorie: gli amanti delle serie tv e quelli che alla continuità dei telefilm preferiscono le pellicole.


Se come me fate parte della prima categoria, saprete bene che ci sono telefilm che non potete non aver visto, così come esistono libri che gli amanti del genere non possono non aver letto: Il mio primo dizionario delle serie tv cult. Da Twin Peaks a Big Bang Theory (Beccogiallo), scritto da Matteo Marino e Claudio Gotti, e illustrato dal fumettista Daniel Cuello, fa decisamente parte dei libri da annoverare come indispensabili nella libreria di un Tv Series Addicted.

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È proprio Cuello a darci una prima soffiata sul contenuto del libro già dalla vignetta di copertina, dove troviamo un crogiolo di personaggi ed elementi che rimandano in modo più o meno enigmatico alle serie raccontate all’interno: abbiamo Lost nella figura del gigante buono Hurley, Breaking Bad in quella di un Walter White in tuta da lavoro, Boris nella boccia di vetro che fa bollicine come suo solito, e tanti altri. 

Gli autori ci introducono subito le ragioni delle loro scelte, dettate non solo dal gusto personale, ma anche da quei caratteri di ‘epicità’ che hanno reso alcune serie davvero indimenticabili, segnando epoche e generazioni.

Twin Peaks funge da punto di partenza, rappresentando quello spartiacque per cui il telefilm non è più solo mero intrattenimento, ma arte vera e propria fruibile dallo spettatore direttamente dal divano di casa. Troviamo poi dei veri e propri capolavori della televisione, dai datati Friends e X-Files, ai più recenti Gomorra e True Detective, passando per lo scorbutico Dr.House e la banda della Magliana di Romanzo Criminale

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Così come ogni serie raccontata nel libro ha le sue peculiarità, anche Il mio primo dizionario delle serie tv cult ha una struttura ben precisa. Essendo un dizionario, il lettore non è obbligato a leggerlo dall’inizio alla fine, ma può – per scongiurare definitivamente il rischio di spoiler, che sono comunque adeguatamente segnalati da visibili “spoiler alert” – concentrarsi solo sulla scheda che gli interessa, nella quale il telefilm viene studiato a fondo.
Perché Dawson’s Creek ha avuto così successo tra i giovani dei primi anni Duemila? Come ha fatto Modern Family a cambiare il mondo delle sit-com? A queste e altre domande si trova risposta leggendo i diversi capitoli, che partono dall’origine e arrivano ad analizzare personaggi, ideatori, l’elemento che crea quella ‘dipendenza’ – che Marino e Gotto chiamano ser(i)endipità – e anche il cosiddetto ‘salto dello squalo’, il punto di non ritorno nel quale la serie inizia a perdere colpi e un certo numero di spettatori.

Anche se Il mio primo dizionario delle serie tv cult ha compiuto da poco un anno, ha tutte le carte in regola per diventare un must da possedere a tutti i costi, da tenere in libreria e sfogliare ogni volta che terminiamo una serie e vogliamo ripercorrerla, oppure vogliamo saperne di più per decidere se imbarcarci in una nuova avventura televisiva. Prestissimo sarà pubblicato il secondo volume che sicuramente è destinato a diventare, come il primo, una lettura indispensabile per ogni ‘drogato’ di serie tv come me!

Vox Zerocinquantuno n.8, marzo 2017


Francesca Colò è laureata in Scienze della Comunicazione Pubblica e Sociale presso l’Università di Bologna. È da sempre interessata alle problematiche di genere e alla condizione femminile. Appassionata di serie tv, cerca spesso di unire l’attenzione verso le donne a quella nei confronti dei mass media e dei loro prodotti.

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