Progetto “GrEAT”: una strada verso la green economy, di Chiara Di Tommaso

“In un’epoca di cambiamenti drastici, quelli che apprendono erediteranno il futuro” scriveva Eric Hoffer, filosofo statunitense. Ed è proprio tra coloro che apprendono, riconoscono ed agiscono in virtù dei cambiamenti che si collocano gli ideatori del progetto GrEAT. Finanziato dalla Commissione europea attraverso i fondi Erasmus+ KA2, il Green Education for Active Talents si propone di intervenire nel sistema scolastico, lavorando con studenti e insegnanti delle superiori, per introdurli nel mondo dell’educazione ambientale e dei green jobs. Il coordinatore dell’iniziativa, partita nel 2017, è stato InEuropa srl di Modena, affiancato dal coordinatore tecnico eco&eco, Economia ed Ecologia, agenzia di Bologna che offre consulenza economica specializzata in sviluppo sostenibile. Tre dei partner internazionali, che sono stati i protagonisti della realizzazione in concreto degli obiettivi e delle attività del programma, sono associazioni competenti in ambito ambientale che si occupano di formazione e sensibilizzazione, quali l’associazione francese 3PA e le due associazioni spagnole Low Carbon Economy Foundation e Somos Europa, che hanno dovuto a loro volta coinvolgere e interagire con le scuole; ad esse si aggiunge come quarto partner diretto la scuola croata CZOO.

Lavorando contemporaneamente con ragazzi, professori e aziende di diversi paesi europei, GrEAT ha voluto connettere tre parti della società ed indurle ad una collaborazione e ad una riflessione comune sull’ecologia e sulla questione ambientale. Insegnanti che abbiano le competenze per spiegare ed approfondire queste tematiche, studenti che abbiano la possibilità e gli strumenti per comprendere questi concetti e per essere guidati nell’orientamento universitario e occupazionale verso ambiti lavorativi verdi, ed infine imprese che siano innovative ed ecologicamente all’avanguardia e che necessitino di personale specializzato in materie ambientali, sono tutti gli elementi essenziali per costruire una efficiente green economy.

Come raccontano le insegnanti croate, che lavorano con ragazzi con disabilità, il progetto nella sua sezione LTTA, Learning Teaching Training Activities, ha permesso loro di entrare in contatto con professori di altre nazionalità e quindi di assimilare nuovi punti di vista e nuove idee, di specializzarsi in argomenti di green economy e di sviluppare un contatto più diretto con i propri studenti. Inoltre gli insegnanti delle varie scuole coinvolte dai partner hanno collaborato per la redazione di materiale didattico sulle tematiche verdi, quali ad esempio gestione delle acque, città intelligenti, trasporti, tutti moduli ora disponibili e fruibili via web da qualunque scuola.

Come raccontano gli studenti di tre classi di un liceo scientifico di Finale Emilia, GrEAT ha organizzato per i ragazzi interviste ad aziende green della zona, per far loro conoscere le possibilità di lavoro nel settore verde, ha condotto workshops a livello internazionale per stimolare il confronto tra studenti di paesi diversi ed infine i ragazzi stessi hanno realizzato dei video per raccontare ciò che avevano imparato e sensibilizzare i compagni di altre classi sulle tematiche ambientali e climatiche. Il lavoro con studenti ed insegnanti ha prodotto anche effetti positivi e modifiche permanenti nelle scuole, con l’idea che anche i piccoli comportamenti possono influire, come l’introduzione di dispenser d’acqua per riempire le borracce al posto della vendita di bottigliette di plastica, la fondazione di organi studenteschi appositi come la Consulta per la sensibilizzazione e corsi pomeridiani di approfondimento sulla raccolta differenziata e altri temi specifici.

La conferenza internazionale che si è svolta a Bologna il 19 Giugno è stata l’incontro conclusivo tra i partecipanti, nonché l’occasione di diffondere e spiegare alla cittadinanza ciò che è stato fatto in questi mesi. Oltre ai racconti e alle impressioni molto positive di chi vi ha partecipato direttamente, sono intervenuti nella presentazione esponenti di altre realtà che si stanno muovendo nella stessa direzione di GrEAT, come il Professor Mazzanti dell’Università di Ferrara che ha annunciato l’introduzione di nuovi corsi di laurea e master improntati sull’ambiente e sull’economia green; come Maina WaGioko, membro della rete Global Action Plan, che si occupa a livello mondiale di ambiente e di educazione comportamentale; come Chiara Cocconi che lavora in un’azienda chimica che vende prodotti sostenibili sia nel loro utilizzo che smaltimento e che dichiara che oggi, finalmente, “l’ambiente” comincia a vendere bene.

Tutti testimoni e pionieri di una nuova strada, quella verde, che può portare oltre che alla salvaguardia dell’ambiente e ad una maggiore qualità della vita, alla tanto aspirata crescita economica. Per intraprenderla, concordano tutti, è necessario partire dall’istruzione. Dalla costruzione di una nuova scuola, non più erogatrice di una conoscenza astratta e immutabile, ma una scuola pratica, attiva e partecipativa che permetta ai ragazzi di non restare più ancorati al passato e alle vecchie figure professionali, ma di guardare al futuro e a prepararsi adeguatamente a quello che dovrà, per forza di cose, essere un mondo del lavoro più green.

Vox Zerocinquantuno n.35 Luglio 2019

Foto: Chiara Di Tommaso

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