Quasi nemici – Quando il dialogo abbatte le barriere culturali, di Alessandro Romano

Una commedia brillante capace di toccare più temi, ma soprattutto quello del rispetto e della tolleranza fra culture diverse. Arriva dalla Francia questo “Quasi nemici” (titolo originale “Le Brio”), film che uscirà nelle sale italiane l’11 ottobre e presentato all’ultima edizione del Biografilm Festival.

Un professore dalle marcate vedute destroidi, docente alla facoltà di Legge, il primo giorno di lezione davanti all’aula stracolma prende di mira una studentessa arrivata in ritardo, facendo chiara ironia e allusioni discriminatorie alle origini arabe e banlieusardes (da banlieue, termine dato alla periferia francese) della ragazza. La scena viene ripresa da alcuni studenti e finisce in rete. L’unica possibilità che rimane al professore – già protagonista in passato di episodi simili – di redimersi e non perdere il posto, sarà quella di preparare la ragazza per il prestigioso concorso annuale di retorica.
I due, dopo un incontro forzato e pieno di scetticismo reciproco, cominceranno a conoscersi, e a cogliere le diverse sfumature dei propri caratteri.

Un film divertente e profondo, pieno di battute brillanti, a tratti commovente, incentrato sul riscatto e la fiera rivendicazione delle proprie origini ma anche sulla capacità di poter ricalibrare le proprie vedute anche quando, queste, paiano troppo estreme per poter essere modificate.

A fare da contorno, le regole presentate nel “simpatico libretto” di Arthur Schopenhauer L’arte di ottenere ragione. Un breve riassunto delle varie strategie elaborate dal grande filoso tedesco per poter aggirare, con la dialettica, le argomentazioni del proprio interlocutore e riuscire a portare la ragione dalla propria parte. Un confronto intellettuale in cui l’avere la ragione è solo un aspetto secondario, l’importante è ottenerla.
Diventa così un ulteriore spettacolo scoprire insieme alla studentessa le semplici, ma estremamente acute, linee guida per poter ribaltare dibattiti e controversie, risultando vincitori mediante l’acume intellettivo ed una sagace proprietà linguistica.

Daniel Auteuil interpreta il terribile docente Pierre Mazard. L’attore, oltre ad essere un vero e proprio mostro sacro in Francia, nel corso della sua carriera ha collaborato anche con diversi registi italiani tra i quali Michele Placido, Roberto Faenza e Paolo Virzì. La giovane Neilah è invece intrepretata da Camélia Jordana, che per questa prova ottiene il premio César come miglior rivelazione femminile.

A dirigere l’opera è l’attore francese di fama internazionale Yvan Attal, che grazie a questo film riesce a instillare l’idea che il metodo più efficace per abbattere i pregiudizi culturali sia quello di affidarsi al confronto e alla conoscenza reciproca. Risiede probabilmente nel dialogo, il vero e unico antidoto alla xenofobia. Rendersi conto che scoprire una persona può portare non solo ad apprezzarla e rispettarla, ma persino a provarne affetto, e tutto questo perché, semplicemente, la si è davvero conosciuta.

Vox Zerocinquantuno n.27, ottobre 2018


Alessandro Romano ha conseguito la laurea in Sociologia presso la Facoltà di “Scienze Politiche” di Bologna. Dopo un breve periodo di lavoro in Irlanda torna in Italia e si laurea al Corso Magistrale di“Scienze del Lavoro” all’Università degli Studi di Milano con la tesi: “Mercato del Lavoro e Immigrazione: un confronto tra Italia e Spagna negli anni della crisi economica globale”

In copertina foto da mymovies.it

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