Ragazze elettriche di Naomi Alderman, recensione di Francesca Cangini

Siamo talmente abituati al predominio fisico e alla possibilità della violenza dell’uomo sulla donna che ribaltare questa prospettiva può essere scioccante. In Ragazze elettriche la scrittrice e autrice di videogiochi Naomi Alderman immagina un mondo in cui le donne sviluppano la possibilità di emanare scosse elettriche, come meduse o anguille. Ed eliminano così secoli di predominio dell’uomo sulla donna.

Cosa potrebbe accadere? Margot può farlo, e anche Roxy e Allie. Il mondo è sottosopra perché delle ragazzine quindicenni hanno scoperto di avere questo straordinario potere e ne hanno fatto uso per difendersi dalle violenze.

Come la scintilla lungo la miccia di una bomba, l’elettricità si propaga di donna in donna. Tutti gli equilibri sono ribaltati. Gli Stati vanno in allerta, non si sa come irreggimentare il fenomeno, le stesse donne sono spaventate dalla propria forza.

Le donne scendono in strada, dimostrano la loro forza, reclamano il ruolo che gli spetta. La politica, la Chiesa, il crimine: nessun àmbito di potere rimane indenne. Allie è fuggita dalla sua casa adottiva perché con una scossa si è liberata dagli abusi subiti e dopo aver trovato ospitalità in un convento ha creato un nuovo culto: non sulla figura del Padre onnipotente ma della grande Madre. Margot segue le sue ambizioni politiche ed è pronta a tutto pur di non fallire. Roxy, nata in una famiglia di criminali, la più forte tra le donne, vuole vendicare la morte della madre.

Gli uomini si scoprono vulnerabili. Ma c’è chi non accetta il cambiamento e cerca di passare alle maniere forti: attentati e terrorismo pur di ristabilire l’ordine patriarcale. La domanda di fondo che sottende al romanzo più che alla questione di genere guarda alla natura del potere: esso è sempre frutto della violenza? Tutto ciò che chiamiamo «società» deriva dall’esercizio della forza?

Di certo alcune scene immaginate dalla Alderman non usciranno facilmente dalla mente del lettore. È un universo cupo e quasi senza redenzione, dove l’essere infimi appartiene tanto alle donne quanto agli uomini. L’unico momento di speranza è lì dove si ritrova la propria fragilità, la propria debolezza, dunque nell’assenza di potere: solo in quelle situazioni ci può essere vera comunicazione, in quello che di solito viene chiamato «amore».

Alderman ribalta ogni immaginario di dominio maschile e sottomissione femminile. Ma Ragazze elettriche è anche una corsa all’indietro nel tempo in un climax di tensione e violenza dal respiro incalzante. La domanda è: fino a che punto si potranno spingere le donne?

 

Vox Zerocinquantuno n.21, Aprile 2018

 

In copertina foto da

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