Ri-Creazioni III. Le collezioni museali raccontate.

 

Ri-Creazioni III. Le collezioni museali raccontate.

Ciclo di incontri promosso in collaborazione con Associazione culturale Athena Musica – Università di Bologna nell’ambito della rassegna #wunderkammer il museo delle meraviglie

2 marzo – 14 aprile 2019

Bologna, 26 febbraio 2019 – È tempo di ri-creazione al Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna: dal 2 marzo al 14 aprile 2019 va in scena la terza edizione di Ri-Creazioni. Le collezioni museali raccontate, il ciclo di incontri divulgativi e visite tematiche, in cui le collezioni museali raccontano le loro storie attraverso le voci degli studiosi. Ri-Creazioni si inserisce nel ricco programma di #wunderkammer il museo delle meraviglie, la rassegna annuale realizzata dal Museo della Musica che propone concerti, narrazioni musicali, visite guidate per scoprire i tesori musicali del museo e della biblioteca e anche per vederli “da molto vicino”.

Anche in questa nuova edizione l’iniziativa è resa possibile grazie al sodalizio rinnovato tra due importanti istituzioni culturali di Bologna con l’intento condiviso di illustrare alla comunità cittadina i beni e i valori della propria cultura musicale: il Museo della Musica dell’Istituzione Bologna Musei e l’Associazione culturale Athena Musica, con sede presso il Dipartimento delle Arti dell’Università degli Studi di Bologna, nata dalla volontà di alcuni studiosi di Estetica Musicale e di Filosofia della Musica di promuovere i metodi, gli oggetti e le prospettive di questi due indirizzi di pensiero teorico all’interno sia della ricerca musicologica che delle discipline estetiche e filosofiche.

Ri-Creazioni III rilancia il significato originario del progetto: ri-creare il volto delle collezioni museali – strumenti musicali, dipinti, spartiti, libretti d’opera, libri a stampa o manoscritti – attraverso le loro storie raccontate dalla viva voce di esperti. La ri-creazione delle collezioni museali è al tempo stesso la ricreazione, nella mente di chi ascolta, della parte dimenticata del passato che ci appartiene.

L’ingresso è gratuito fino a esaurimento posti disponibili.

Programma:

sabato 9 marzo h 17.00 I libri di Franchino Gaffurio con Paolo Vittorelli Il Museo della Musica conserva testimonianze importantissime dell’attività teorica del trattatista e compositore (e sacerdote) Franchino Gaffurio (1451-1522): tra gli altri, l’esemplare della Musica practica di Bartolomé Ramos De Pareja del 1482 che il Maestro di cappella di San Petronio Giovanni Spataro prestò a Gaffurio e riebbe pieno di glosse e scritte ai margini (cosa che fu forse all’origine del loro bellicoso rapporto). La conferenza offre una sintesi della produzione di Franchino Gaffurio, in particolare della Practica musice e del Tractatus del Ms. A 69, che conserva la versione preparatoria del libro IV della Practica. Per quanto possibile, si cercherà di ricostruire per quali vie il trattato sia pervenuto al museo, e ne costituisca un reperto di valore storico e culturale assoluto. Paolo Vittorelli (Venezia, 1978) è dottore in Musicologia, titolo conseguito presso l’Università degli Studi di Bologna, con una dissertazione sulla Practica musice di Franchino Gaffurio, pubblicata nel 2017 da SISMEL – Edizioni del Galluzzo. Ha collaborato con la Fondazione Cini e la Fondazione Levi di Venezia, e ha pubblicato sul Dizionario Biografico degli Italiani (Treccani), sulla rivista Philomusica-on line, nel Breve lessico di musica a cura di Fabrizio Della Seta (Carocci) e in Operisti pugliesi a cura Lorenzo Mattei (Edizioni del Sud).

Sabato 16 marzo h 17.00 Corni e corna. I codici si ripercuotono all’infinito con Antonio Serravezza. La conferenza mette in dialogo due libri (di Abrecht e Rousseau) e due partiture (di Rossini e Wagner), presenti nelle collezioni del Museo della Musica. Tutti contengono riferimenti al Ranzdes-vaches, la melodia cantata o suonata col corno come richiamo per gli armenti di cui si ha testimonianza nella tradizione elvetica, e che ha offerto spunti e suggestioni alla cultura europea in epoche diverse. Antonio Serravezza (Matera, 1948) ha insegnato nelle Università di Bari, della Tuscia e di Bologna. Si occupa prevalentemente di storia dell’estetica musicale. Ha pubblicato numerosi studi, tra cui una monografia su Adorno e alcune ricerche sulla cultura musicale dell’Ottocento.

domenica 24 marzo ore 17 La “brigata” bolognese e le connessioni internazionali tra cantanti con Valentina Anzani Il ritratto più celebre della quadreria, avviata intorno al 1770 dal musicografo francescano Padre Giambattista Martini, è quello a grandezza naturale che Corrado Giaquinto fece del castrato Carlo Broschi detto Farinelli nel 1755, oggi allestito nella Sala 6 del Museo della Musica. Farinelli scelse Bologna come sua patria adottiva, dove intratteneva rapporti stretti con numerosi cantanti cresciuti professionalmente in città sotto il magistero di Antonio Bernacchi. La RiCreazione prende in esame le loro effigi e le lettere che il pittore e il cantante si scambiarono tra loro o con il francescano, conservate nella collezione del museo. Ne risulta la natura tutta bolognese di una rete internazionale di sostegno professionale ed economico, ma anche di affetto reciproco, tanto determinante da aver influenzato la storia della musica nelle coeve corti europee. Valentina Anzani (Como, 1990) è assegnista di ricerca presso il Dipartimento delle Arti dell’Università degli Studi di Bologna. Le sue ricerche, tra cui la sua dissertazione dottorale su Antonio Bernacchi (1685-1756), vertono sui castrati e sui contesti produttivi del teatro d’opera. Le sue ricerche in Italia, Stati Uniti (Chicago, New York), Regno Unito (Londra, Oxford), Germania (Monaco di Baviera) sono state finanziate dall’ateneo bolognese e dall’Handel Institute (UK), il quale nel 2016 le ha conferito il premio Handel Award.

Domenica 31 marzo h 17.00 L’organo della creazione con Laurence Wuidar Dall’alba della cultura occidentale, la creazione del mondo – l’universo, l’uomo, le piante – è stata pensata attraverso la musica. «L’organo della creazione» è un demiurgo poi un Dio musico. E questo Dio giudeo-cristiano, in alcune immagini seicenteschi, suona l’organo. Attraverso testi e ritratti del museo, questa Ri-Creazione propone un percorso di immagini che disegnano le relazioni tra musica e creazione, dalla creazione del mondo con un fiat melodico alla creazione artistica concepita come piccolo mondo. Laurence Wuidar (Bruxelles, 1978) è dottore di ricerca in Musicologia (Université Libre de Bruxelles, 2007). Attualmente è docente di Storia della filosofia medievale presso lo Studio Filosofico Domenicano di Bologna e Maître Assistente nel dipartimento di Musicologia dell’Università di Ginevra. Si occupa del pensiero musicale medievale e rinascimentale nei suoi intrecci con la storia della medicina, della magia e della teologia (Fuga Satanae. Musique et démonologie à l’aube des temps modernes, Droz, 2018; L’angelo e il girasole. Conversazioni filosofico-musicali, ESD, 2010) e del simbolismo musicale patristico (L’uomo musicale nell’antico Cristianesimo. Storia di una metafora tra Oriente e Occidente, IHBR-Brepols, 2016; La simbologia musicale nei Commenti ai Salmi di Agostino, Mimesis, 2014).

Sabato 6 aprile h 17.00 L’Armonia tra mito, scienza e utopia con Eleonora Negri La conferenza ripercorre alcuni momenti salienti della storia di una delle più feconde idee musicali della cultura europea, l’idea di Armonia, attraverso la proiezione del materiale iconografico presente nei frontespizi e nelle illustrazioni delle opere presentate e conservate nelle collezioni del museo. Eleonora Negri ha insegnato Filosofia e Epistemologia della Musica presso l’Università degli Studi di Firenze, dove ha anche svolto attività di docenza in corsi di formazione e aggiornamento professionale istituiti dalla Facoltà di Lettere e Filosofia e dalla Facoltà di Medicina. Diplomata in pianoforte, organizza convegni di studio e attività concertistiche presso il Lyceum Club Internazionale di Firenze, di cui presiede la Sezione Musica.

domenica 14 aprile h 17.00 Di ballo in ballo. Musiche per danza nell’Intabolatura nova R.178 con Vania Dal Maso (spinetta rinascimentale veneziana) Un prezioso volumetto, «operetta rarissima e di grande importanza per la storia musicale», racchiude varie sorte di balli in voga nella metà del Cinquecento, pavana, saltarello, pass’e mezo nuovo e pass’e mezo antico: un punto nodale nell’evoluzione delle forme di danza essendo la prima raccolta a stampa di danze per strumento a tastiera in Italia, preceduta da una collezione manoscritta della Biblioteca Marciana di Venezia databile intorno al 1520 e dai manoscritti di Castell’Arquato. Vania Dal Maso, clavicembalista e musicologa, interprete alle tastiere antiche, è aggregata all’Accademia Filarmonica di Bologna come clavicembalista. Diplomata in Pianoforte, Clavicembalo, Musica corale e direzione di coro, è docente di Teoria e Semiografia musicale al Conservatorio di Musica di Verona. Appassionata ed attenta studiosa, impegnata in attività di ricerca sulla prassi pedagogico-musicale antica, si dedica attualmente alla musica ed agli strumenti a tastiera del secolo XV (clavisimbalum, claviciterio, clavicordo), curandone la divulgazione in concerti e conferenze.

Foto: Lorenzo Dall’Asta. Corno a due doppie valvole cilindriche. Parma, 1822 

COMUNICATO STAMPA

Istituzione Bologna Musei | Museo internazionale e biblioteca della musica

Informazioni: Museo internazionale e biblioteca della musica Strada Maggiore 34 | 40125 Bologna tel. +39 051 2757711 museomusica@comune.bologna.it www.museibologna.it/musica Facebook: Museo internazionale e biblioteca della musica

Orari di apertura Museo internazionale e biblioteca della musica: da martedì a domenica, festivi inclusi, h 10.00 – 18.30

Ufficio Stampa Istituzione Bologna Musei Elisa Maria Cerra – Silvia Tonelli tel. +39 051 6496653 / 6496620 ufficiostampabolognamusei@comune.bologna.it elisamaria.cerra@comune.bologna.it silvia.tonelli@comune.bologna.it Con la collaborazione di Guendalina Piselli – tel. +39 051 6496659 – e-mail guendalina.piselli@comune.bologna.it

Vox Zerocinquantuno n.31, marzo 2019

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