Sciacalli o puttane? Forse pennivendoli, di Giacomo bianco

Dopo l’ennesimo attacco lanciato contro la stampa, questa volta folle e iracondo, è chiaro ormai che il nervosismo all’interno del Movimento si sia trasformato in frustrazione. “Pennivendoli”, “sciacalli”, “puttane” sono gli epiteti con i quali i due leader Di Maio e Di Battsista hanno apostrafato la categoria giornalistica rea, a lor dire, di aver messo in moto una macchina del fango contro la parte “gialla” del governo a tutto vantaggio degli altri alleati della Lega. In poche parole: complotto! Un altro.

Dunque il sollievo per l’assoluzione della sindaca di Roma Raggi si è trasformato, fin da subito, in uno sfogo tanto violento e sconsiderato da apparire teneramente puerile e con una generalizzazione che lascia sgomenti. Nessun nome è stato fatto, nessuna querela è seguita alle accuse ma solo urla al vento, ruggiti di rabbia.

Da mesi, ormai, i 5S assistono alla crescita dirompente del potente alleato alla quale non riescono a porre un argine resistente. La frustrazione deriva non solo dai dati relativi ai consensi sulle proiezioni di voto che registrano l’impennata di Salvini, ma anche e soprattutto dal fatto di vedersi sfuggire di mano, un poco alla volta, l’occasione della vita. Dopo aver fatto di tutto per formare un esecutivo con qualsiasi “compagno” si fosse seduto al tavolo, ad accezione del signor B. che adesso tanto emulano nei suoi celebri attacchi ai giornali, cresce forte la sensazione che la loro forza e la loro ragion d’essere si manifestavano più all’opposizione che al governo, per tutta una serie di motivi.

A differenza dell’alleato che può contare su una base stabile e su un elettorato fedele che si riconosce negli ideali ben saldi del suo partito, Di Maio è ben consapevole dell’eterogeneità della schiera dei suoi sostenitori e che il loro appoggio non deriva dalla condivisione dell’ideologia del Movimento, tra l’altro assente ingiustificata fin da sempre, ma dal mantenimento delle promesse fatte in propaganda elettorale.

Inoltre lo stesso regolamento interno dei pentastellati sulla proibizione del doppio mandato mina decisamente la credibilità dell’attuale capo politico -in un periodo oltretutto che vede la forte personalizzazione dei partiti- a differenza del Capitano leghista che avrà la strada spianata per molti anni e molti altri mandati. Così mentre Di Maio e il Movimento hanno fretta, Salvini e la Lega hanno pazienza e seminano consensi “a destra e a manca”.

Per ultimo, ma non meno importante: per il Movimento non si vedono all’orizzonte altre strade percorribili se non quella battuta fino ad oggi dell’alleanza giallo-verde e alla quale stanno puntando l’all in, al contrario i leghisti hanno la possibilità del “doppio forno”. Infatti possono continuare a governare con i 5S raccogliendo altri consensi con la forza di chi sa di poter scendere dal “taxi giallo” al momento giusto per richiamare gli Italiani al voto anticipato, cosa che permettebbe loro di governare con una solida maggioranza grazie all’appoggio, esiguo ma indispensabile, degli altri alleati del centro-destra con i quali, peraltro, continuano a presentarsi per le amministrative.

Ovviamente tutto ciò non basta a giustificare un simile attacco alla stampa. Come sempre è stato e sempre sarà, i governi passano ma la libertà della critica resta. L’errore più grande che si possa fare, tuttavia, è quello di dare la democrazia per qualcosa di acquisito ad aeternum, quando invece andrebbe coltivata giorno dopo giorno. Ma il periodo che stiamo vivendo, per fortuna o purtroppo, ce lo ricorda continuamente.

Vox Zerocinquantuno n.28, novembre 2018


Giacomo Bianco, laureato in Storia del mondo antico e specializzato in Scienze storiche presso l’Università di Bologna, ha discusso la tesi di laurea in Storia del Risorgimento, tema sul quale ha dedicato e sviluppato la riflessione volta a chiarire le ombre del movimento unificatore italiano, oggetto della maggior parte degli studi successivi

In copertina foto da: Faro di Roma

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1 thought on “Sciacalli o puttane? Forse pennivendoli, di Giacomo bianco”

  1. brevissimo commento; anche se il tema è grosso- di enorme gravità politico- culturale e meriterebbe iniziative sulla comunicazione e…corsi di formazione e avviamento ad una VITA CIVILE.
    Sciacalli o puttane ? forse sciacalli puttani… e se si offendono gli sciacalli ? NOOOO e poi io rifiuto e contesto tale linguaggio . Una mia cara e stimata amica ricercatrice e studiosa del linguaggio corrente e colto … con focus sulle parolacce offensive .. che in genere per colpire un uomo, si usano tirando in ballo la madre, o la moglie o la sorella , apostrofandolo come figlio di P…oppure Cornuto.. o non mi rompere i Co o il Ca. sostiene a ragione, che tali epiteti non solo istigano all’aggressività al disprezzo della ” DONNA” ma decisamente invitano con l’evidente ginofobia e fallocrazia ALLA VIOLENZA SULLE DONNE. Su certo giornalismo o meglio. su certi giornalisti… l’analisi e il giudizio sono evidenti… ma non ci sono loro soltanto in giro … Su uomini politici…il giudizio è più grave… LA LINGUA ITALIANA HA SIGNIFICATI E CULTURA PRECISI. SE NON SI EDUCANO PER PRIMI GLI ITALIANI… SE CI CROLLANO ANCHE “I PONTI LINGUISTICI” PER CHE COSA CI RICONOSCERANNO NEL MONDO ?

    ABBIAMO UNIVERSITA’ E ACCADEMIE IN GRADO DI FORNIRE UOMINI E MEZZI DI APPRENDIMENTO DELLA NOSTRA LINGUA
    SOLLECITIAMO INVESTIMENTI .. IN TAL SENSO E NON SOLO ECONOMICI
    è proprio miserabile deprecabile, insulso, , offendere, insultare aggredire … e non essere capaci di mettere in campo capacità di dialogo con le proprie idee, per esprimere il proprio dissenso

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