Sfumature contemporanee dell’Arte di Strada a Bologna di Eloisa Grimaldi

Una delle ricchezze di Bologna è la sua anima artistica. Città creativa della musica UNESCO, si inserisce nel panorama internazionale con la sua offerta culturale, che contribuisce ad annoverarla nella top ten delle città italiane più visitate del 2015.[1]

Le strade brulicano di arte, soprattutto durante i T-days, quando il centro viene bloccato al traffico e le larghe arterie di via Rizzoli e via Indipendenza si aprono ai pedoni, rendendo tutta la zona un’enorme piazza. Cessa il traffico, quello che divide gli spazi con afflussi di macchine, spezzando il ritmo della passeggiata con i tempi dei semafori, invadendo le orecchie e il respiro con gli scarichi acustico-gassosi.
Nel week end si delinea invece un nuovo panorama sonoro e musicale: quello degli artisti di strada, che trasformano la “piazza pedonale” in un percorso di sensoriale e poetico tra i loro diversi mondi. Le vie ed i portici accolgono la pittura dei “madonnari” di via Indipendenza e dei tanti singoli artisti che approntano un angolo della città a loro atelier, esponendo la mostra personale e proseguendo le ricerche-performance artistiche.
A fianco: prodotti di artigianato, incensi naturali, saponi fatti in casa, le vie si riempiono di un’offerta che si auto-regola sui tempi e sui modi della strada.
Per quanto riguarda la condivisione dello spazio acustico, invece, la convivenza è stata – ed è – fonte di dibattito, il quale ha portato ad istituire un regolamento con cui gestire l’impatto sonoro.

Mimo (da cosedapazzianimation.com)
Mimo (da cosedapazzianimation.com)

Il regolamento di polizia Urbana del 10 maggio 2016 nasce da un tavolo di monitoraggio tra residenti, operatori privati del centro e un gruppo di artisti di strada e mira a permettere l’utilizzo di amplificatori in determinate zone della città. Di fatto poi però si espande fino a “normificare” luoghi, orari e permessi.
Sono state individuate 12 postazioni dove poter suonare con amplificatori: due in via Ugo Bassi, tre in via Rizzoli, una in piazza di Porta Ravegnana, una in piazza della Mercanzia, una in via dell’Archiginnasio, una in via d’Azeglio angolo piazza Maggiore e una in via Azzo Gardino. A queste si aggiungono le zone di piazza Maggiore e piazza Francia.[2]

Dunque, da regolamento, bisogna chiedere il nullaosta giornaliero presso il cortile Guido Fanti di Palazzo d’Accursio, in piazza Maggiore 6, e seguire le indicazioni della mappa, che segnala con colori diversi le aree sensibili del territorio, in cui è vietata qualsiasi attività di strada, e quelle in cui è vietata solo quella con “strumenti musicali e amplificatori”.
Inoltre introduce il divieto dell’attività dalle ore 13 alle 15 e dalle 22 alle 9 del giorno successivo e definisce che ogni artista di strada può comunque occupare una postazione per al massimo un’ora.

Sputafuoco (cosedapazzianimation.com)
Sputafuoco (cosedapazzianimation.com)

Eppure anche prima di questo regolamento mi ricordo Beppe Maniglia con il suo impianto all’incrocio tra via Rizzoli e via Indipendenza a schitarrare, suscitando il fastidio di tutti quelli che copriva con i suoi decibel. E forse proprio da qui è nata la richiesta di un intervento “dall’alto”, perché la lotta dei volumi, con lui, poteva solo avere vinti!

Guardando invece “dal basso” si vede un centro storico sempre più congestionato e incapace di assorbire l’offerta dei buskers, il paesaggio sonoro si arricchisce al limite dell’inquinamento acustico, accavallando orchestre di tamburi su quartetti di fiati, cantautori col chitarrino e rock band in erba. Gli artisti attendono il proprio turno alla postazione, si susseguono, spostandosi per il centro – secondo regolamento ogni ora – carichi di carretti e strumenti, esplorano la città per trovare il loro palco, e dalle facce questo sembra il lato meno entusiasmante del loro del lavoro.
Non va meglio a chi, nella più classica delle tradizioni, non usa amplificazioni, e forse così rispetta un modo di abitare la strada più onesto con l’ambiente e con la possibilità di coesistere con altri musicisti, anche in spazi più ristretti; nel caso del tiro alla fune dei volumi, però, anche questi artisti vanno a perdere, battuti in partenza inevitabilmente dagli amplificatori.

Emerge dal gruppo di discussione Facebook, che conta 500 artisti di strada di Bologna, un malumore diffuso rispetto al regolamento, il quale non viene rispettato né dall’amministrazione – che consente a stand ed esercizi di avere impianti musicali amplificati, i quali coprono acusticamente gli artisti di strada – né dagli artisti stessi, che si organizzano tra le maglie del regolamento trovando nuove postazioni anche se amplificati, aumentando l’organico o sforando l’ora concessa nella postazione.
Uno dei problemi rilavati è il cambiamento della natura itinerante dell’artista di strada che invece sta diventando sempre più sedentario e tende a non spostarsi più in diverse città e piazze, ma piuttosto predilige le stesse postazioni all’interno della città, bloccandone così il ricambio artistico che ne garantisce la pluralità. Questo anche perché scarseggiano le agevolazioni sui trasporti urbani ed oltre.

Artisti da strada
Artisti di strada

Il rischio nella convivenza tra artisti è quello di appellarsi alla norma e dimenticarsi di alcuni “codici etici” che si sviluppano tacitamente in ogni ambiente, anche e tanto più sulla strada. A mio avviso il pericolo è disallenare la capacità di intuizione e mediazione umana, abituarsi a comportamenti che non si basano più sulla relazione empatica tra persone, ma su un documento “ufficializzato”.
Come in altri ambiti la speranza è che prevalga un senso di appartenenza alla comunità artistica che travalichi la competizione, l’interesse individuale e che si apra piuttosto ad un nuovo dialogo, riconoscendosi come soggetti attivi di un territorio. Artisti capaci di orientare l’esistere della città e quindi di diventare attori delle proposte culturali, uscendo un attimo dalla necessità economica che a volte la strada accontenta per entrare in un’ottica ampia e coraggiosa: quella dell’Arte come soggetto propulsore di cambiamenti urbani e sociali.

Vox Zerocinquantuno n 5 dicembre 2016

1) Sondaggio della piattaforma Wimdu 2015, Bologna Today 9 ottobre 2015, http://www.bolognatoday.it.

2)www.comune.bologna.it/news/artisti-di-strada-la-giunta-individua-12-aree-dove-sar-possibile-suonare-amplificati.

 


Eloisa Grimaldi laureata in DAMS, approfondisce il campo degli Studi Interculturali con un Master, appassionata di teatro, musica, umanità e poesia, si occupa di diffusione culturale musicale, sviluppa metodi formativi tramite le arti teatrali e collabora a progetti editoriali di stampo sociale e indipendente.

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