Spesso…lui ha le chiavi di casa, di Chiara Di Tommaso

“La violenza di genere è un problema sociale di dimensioni endemiche ed universalmente presente in ogni paese e in ogni area del globo, tanto da essere definita addirittura come Genocidio di genere”.

Con queste parole la Polizia di Stato descrive il tema del rapporto Questo non è amore, dalla stessa pubblicato il 22 Novembre, cogliendo l’occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne che si è svolta pochi giorni dopo. Il fascicolo, realizzato per il terzo anno consecutivo, raccoglie dati e informazioni relative al fenomeno in Italia, riportando tra le altre cose le testimonianze dei poliziotti che si impegnano quotidianamente in questo campo. L’obiettivo del progetto è quello di sviluppare e diffondere una nuova e diversa cultura di genere, fornire aiuto alle donne vittime di violenza, e incoraggiare la denuncia degli atti subiti e la fiducia nelle forze dell’ordine e negli altri enti ed istituzioni che si occupano di queste dinamiche. Per questo motivo oltre ai grafici e ai numeri, nella brochure ci sono le foto di operatori e i frammenti di storie vere, così da ricordare che quando si parla di violenza non c’è nulla di astratto e di anonimo, ma ci sono volti, persone, vissuti, da entrambe le parti, ed è proprio nel rapporto tra individui che si può trovare una via di uscita dalla solitudine, dal silenzio e dalla sofferenza propri della violenza di genere.

I numeri che si leggono nel report fanno rabbrividire e sorprendono, nonostante l’abitudine alle continue notizie di cronaca nera che leggiamo suoi quotidiani. In Italia infatti avviene un episodio di violenza sulle donne ogni quindici minuti, che significa 88 reati al giorno (dati registrati nel corso del mese di marzo 2019). Le vittime e gli aggressori, al contrario di quello che si potrebbe ingenuamente pensare, appartengono a tutte le classi sociali e culturali, ad ogni fascia di età e nazionalità. Non ci sono distinzioni nemmeno tra le regioni, in quanto Sicilia e Piemonte per esempio presentano le stesse percentuali di denunce. L’aspetto che invece sembra essere la costante è il tipo di rapporto tra l’aggressore e la donna, nell’82% dei casi infatti “lui ha le chiavi di casa”, è il marito, compagno, ex fidanzato o un altro familiare. A preoccupare è anche il fatto che nel tempo il numero delle vittime di sesso femminile è in aumento, dal 68% nel 2016 al 71% nel 2019. Bisogna anche dire però che questa crescita ha anche un aspetto positivo, in quanto riflette in parte l’aumento di coscienza delle donne vittime di abusi, un maggiore numero di denunce significa un minor numero di silenzi. Questa lettura è incoraggiata dal fatto che negli ultimi anni è migliorata la legislazione che protegge le donne dalla violenza, in particolare grazie all’introduzione di Codice Rosso, avvenuta proprio quest’anno, che migliora e velocizza la disciplina penale e processuale, aggiunge il riconoscimento di quattro nuovi reati e inasprisce le pene per i casi di violenza domestica e di genere. Altro gravissimo aspetto del fenomeno è il femminicidio, neologismo che dà finalmente una definizione all’uccisione di una donna in quanto donna o perché non corrisponde ai parametri di donna che la società vorrebbe. Mentre negli ultimi dieci anni le vittime di sesso maschile si sono più che dimezzate, il numero di donne vittime di omicidi volontari rimane costante. Questa parola rimane ancora un grande assente nei codici penali e nelle leggi italiane, ma sta almeno iniziando ad essere utilizzata, e quindi riconosciuta, sul piano operativo delle indagini. Il rapporto consegnato alla Questura di Milano qualche giorno fa, sottolinea anche il ruolo che le istituzioni nazionali e locali hanno in questa battaglia, in particolare quello del Questore. Quest’ultimo infatti può utilizzare lo strumento dell’ammonimento del soggetto autore di violenza domestica, che consiste in una misura preventiva e intermedia che incoraggia le denunce negli ambiti familiari e permette anche alle stesse forze di polizia di presentarne l’istanza. Come spiega Gianpaolo Trevisi, direttore della Scuola Allievi Agenti di Peschiera, il compito dei poliziotti in questi casi va ben oltre l’ordinario, e richiede un impegno, una attenzione ed una sensibilità eccezionali, che possono fare davvero la differenza tra la vita e la morte di una donna. Per questo motivo questa difficile tematica è stata inserita nel piano di studio dei corsi di formazione della Polizia di Stato a tutti i livelli.

Le trentadue pagine di questa brochure non solo forniscono informazioni utili, risposte e incoraggiamento a chi vive in prima persona queste esperienze di maltrattamento, dolore e ingiustizia, ma sono anche occasione per chiunque per aprire gli occhi e rinfrescare la memoria su una delle piaghe più attuali e drammatiche della nostra società. Allo stesso modo la giornata internazionale contro la violenza sulle donne è stata celebrata con manifestazioni, scioperi ed eventi in tutto il mondo, ma deve essere considerata molto più di una ricorrenza. Deve essere monito, stimolo, impulso per un continuo impegno, una continua sensibilizzazione, un continuo miglioramento di leggi, verso l’abbattimento di questa endemia.

Vox Zerocinquantuno, 25 novembre 2019

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