The cleaners. I cani da guardia dei social network, di Fabio Bersani

Sempre questo mese, per la rubrica cinema, poniamo all’attenzione un video documentario su uno dei reparti più bui tra le file delle grandi aziende di social network statunitense.

La pellicola passa in rassegna la vita quotidiana dei moderator impegnati davanti gli schermi con cui lavorano a Manila. “The cleaners” non tratta solo del rapporto tra i contenuti della piattaforma e i suoi utenti, ma anche dei rapporti tra i moderatori stessi e Facebook. Il documentario di Block e Riesewick ritrae gli impiegati presso le grandi aziende di social network, impegnati a monitorare per approvare o cancellare i contenuti sui social. I moderator vengono quindi mostrati come figure chiave all’interno dell’infrastruttura delle aziende della Silicon Valley. La mole di traffico dati è così ampia che gli addetti in questo poco noto settore delle aziende californiane sono più di 10.000 e arrivano a visualizzare in ogni giornata lavorativa almeno 25.000 contenuti tra foto e video.

Nel documentario si intersecano più storie, tra queste risulta forte il contrasto tra le condizioni di vita dei moderatori e quelle dei loro concittadini di Manila. I dipendenti filippini, nonostante siano sottoposti ad un lavoro dal forte carico psico-emotivo risultano essere dei privilegiati rispetto agli altri abitanti della città costretti a rovistare tra la spazzatura e vivere di espedienti per arrivare a fine giornata. Mostra anche come i moderator grazie al loro lavoro garantiscano condizioni di vita migliori alle loro famiglie e possano perseguire la via dell’indipendenza economica, vero e proprio crocevia della vita nelle Filippine.

Il vero pregio di questo documentario non è soltanto il fine, portare alla luce il lavoro oscuro del moderatore per i grandi social network al mondo, ma anche quello di arricchire la discussione già in atto nella nostra società sull’effetto che hanno i contenuti dei social sulla vita delle persone. “The cleaners” porta la riflessione su argomenti ricorrenti del nostro tempo, dal tema dell’odio sulla rete, a quello dei contenuti che possano istigare violenza nella società.

Il lungometraggio, infatti, analizza la tematica della gestione dei contenuti e della diffusione dell’odio in rete attraverso il lavoro dei moderatori e quello dei responsabili di Twitter e Facebook. Sempre su questo piano viene analizzato anche il rapporto che intercorre tra politica e informazione sui social network, nello specifico il caso di Erdogan.

Infine, la riflessione più grande del lavoro di Block e Riesewick che emerge riguarda la condizione psico-fisica derivante dal lavoro di moderatore e il rapporto distaccato che hanno le grandi aziende verso i loro dipendenti. “The cleaners” ci porta alla scoperta di un mondo sconosciuto dietro una delle realtà più usate quotidianamente dalla maggior parte di noi. Il documentario porta con sé grandi riflessioni etiche sulla gestione delle informazioni e sulla libertà di espressione nelle nostre società, sempre più schiacciate dall’odio e sempre meno capaci di offrire spazi per un dialogo inclusivo e aperto a tutti.

Vox Zerocinquantuno n.33 Maggio 2019

Foto: pbs.org


Fabio Bersani, 25 anni da San Giorgio Piacentino, laureato in scienze politiche sociali e internazionali all’università di Bologna, attualmente iscritto al corso di specialistica in comunicazione pubblica e d’impresa. Cinefilo, interessato alle dinamiche sociali e politiche presenti nei film.

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