Un nuovo capitolo per la scrittrice senza nome, di Elisa Benni

C’era una volta un mondo editoriale in cui un aspirante autore con un libro nel cassetto lo proponeva ad un editore che lo riteneva valido e decideva di pubblicarlo.

Oggi invece le librerie sono invase dalle ultime fatiche editoriali del chirurgo sulla cresta dellonda, del pallone doro con uninfanzia difficile, della cuoca ottantenne di una famosa famiglia della moda. Evidentemente il sogno della vita di queste persone non è sempre stato quello di scrivere libri. Allora perché farlo? Semplice: perché questi libri vendono, e vendono bene.

Ma non sempre questi personaggi famosi che danno alle stampe un loro libro hanno il tempo e il talento per scriverlo rendendolo un prodotto editoriale almeno accettabile. È in questa specifica nicchia di mercato che la casa editrice centenaria Edizioni L’Erica trova terreno fertile grazie ad un inaspettato colpo di fortuna dell’editore Enrico Fuschi che riceve la mail di una giovane donna che si propone, in virtù dei suoi talenti di scrittrice e analista della mente umana, come ghostwriter.

Nonostante una prima impressione visiva estremamente negativa, essendo la candidata la versione punk di un improbabile mix genetico fra Morticia Addams e Lisbeth Salander, il talento nel leggere le persone e soprattutto nello scrivere con uno stile e un linguaggio perfettamente assimilabili a quelli dellautore che poi sarebbe dovuto risultare in copertina, lascia intravedere ad Enrico Fuschi una miniera doro.

La candidata è la dottoressa Silvana Sarca per gli amici Vani, talentuosa, intuitiva, estimatrice delle ombre e del buio nel quale ama rifugiarsi lontana dal centro dellattenzione e da ogni essere umano, volontà spesso frustrata anche se palesata platealmente a partire dallabbigliamento estremo.

Ciò che Vani non poteva sapere quando aveva mandato la mail alleditore di Edizioni LErica era che quel lavoro lavrebbe catapultata in molteplici situazioni intricate tanto da far virare le sue avventure a volte verso il romanzo rosa, altre verso il romanzo giallo in un equilibro tutto particolare condito dal viola/nero della personalità della protagonista.

È questa la ricetta dei libri di successo di Alice Basso che dal 2015 ha stregato una pletora di lettori rendendoli fan sfegatati della ghostwriter Vani Sarca.

Vani è un personaggio intelligente, sarcastico (al limite del caustico), con una cultura enorme soprattutto sulla letteratura classica e moderna ma anche di tutte le materie specifiche sulle quali negli anni ha scritto libri per conto di qualcun altro.

A un personaggio simile, una scrittrice altrettanto talentuosa ed intelligente come Alice Basso non poteva non affiancare dei comprimari altrettanto di spessore: dalla sorella di Vani, stereotipo della bambolina bionda carina e beneducata che ha sempre ottenuto tutto quello che vuole per merito del suo essere carina, al commissario di polizia arguto e scorbutico con limpermeabile beige nella migliore tradizione poliziesca; dalla piccola Morgana, adolescente molto simile a Vani e che lha presa a modello, sveglia ma che va in confusione per una cotta alla ex cuoca Irma, versione anziana della stessa Vani.

In questo quarto libro Vani avrà nuovamente a che fare con un mistero su cui indagare che coinvolge una sua vecchia conoscenza, vedrà evolvere una situazione personale iniziata alla fine del terzo libro e un comprimario principale avrà un’epifania personale per la quale chiederà l’aiuto di Vani, ricevendone più di quanto fosse lecito aspettarsi.

In quanto quarto libro di una serie con i medesimi protagonisti, pur essendo apprezzabile come romanzo separato, certamente perde di profondità se non letto dopo gli altri 3 poiché ogni romanzo inserisce nuovi personaggi che portano ad un’evoluzione dei protagonisti preesistenti. Non cogliere appieno il percorso formativo intrapreso potrebbe togliere sapore all’esperienza di lettura pur senza sminuire in nulla la geniale e funambolica scrittura di Alice Basso che rende Vani Sarca un’eroina indimenticabile.

Vox Zerocinquantuno n.23, giugno 2018


In copertina foto dell’autrice da Il libraio

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