Un viaggio con e nel mondo della disabilità in compagnia di Simonetta Agnello Hornby, di Elisa Benni

In realtà lanormalità non esiste e allora non esiste la normalità. Siamo tutti diversi e tutti uguali.Questo risponde Simonetta Agnello Hornby alla domanda di Massimo Gramellini se siano normali tre persone appena viste in un filmato, 2 con la Sindrome di Down e uno con unamputazione di una gamba poco sotto linguine, nel corso della puntata de Le parole della settimana del 7 ottobre scorso su Rai Tre.

Nessuno può volare esprime esattamente il concetto che lautrice vuole esplicitare. Nessun essere umano può volare, sia esso disabile o meno. Ecco una prova che siamo tutti uguali.

Simonetta Agnello Hornby è un avvocato siciliano trapiantato in Inghilterra che, ad un certo punto della sua esistenza, ha preso in mano la penna e si è messa a scrivere. Al suo attivo contiamo svariati romanzi dal 2002 in avanti, tutti editi da Feltrinelli.

Feltrinelli editore

Nel corso della sua carriera legale ha focalizzato la propria attività sul mondo dei deboli, dedicandosi alla tutela di minori, donne maltrattate e minoranze discriminate. Diversamente, nella sua produzione letteraria ritorna alle sue origini narrando della sua Sicilia e di figure femminili.

Dal suo matrimonio con un cittadino inglese sono nati due figli, George e Nicolas. George, poco dopo la nascita della sua prima figlia, comincia ad accusare alcuni disturbi. È lui stesso che confessa alla madre che quando ha la bambina in braccio ha paura di farla cadere, non si sente sicuro. I controlli medici conseguenti portano alla peggiore delle diagnosi paventate: sclerosi multipla primaria e progressiva, incurabile.

Il mondo di George e di tutti quelli che gli sono vicini cambia da allora, fra le sfide nel privato quotidiano che portano George e la moglie a porre fine al loro matrimonio e le sfide nel mondo esterno dove ancora la disabilità non ha accesso ovunque nella stessa maniera, anzi spesso non ha accesso affatto.

Il cambiamento di punto di vista e la progressiva scoperta del mondo a portata di disabile fornisce lispirazione a George e Simonetta per una miniserie di documentari, andati in onda su Rai Tre nel 2015, intitolati Io&George, che raccontano del loro viaggio da Londra alla Sicilia.

Nel 2017, invece, vede la luce il progetto Nessuno può volare. Un libro e un documentario (realizzato da Pesci Combattenti in coproduzione con Effe Tv e andato in onda su Laeffe il 25 ottobre 2017) incentrato sulla ricerca della percezione della disabilità nella storia e nellarte. Nel documentario vengono accompagnati Simonetta e George alla scoperta delle opere darte in cui vengono rappresentati i diversi in generale e alla scoperta di come le infrastrutture inglesi ed italiane si sono aperte alle esigenze dei disabili con risvolti talvolta epici (tratteggiando personaggi dal cuore puro che come paladini affrontano mille avversità per agevolare o solamente consentire la prosecuzione del viaggio e delle esperienze connesse) e talvolta grotteschi.

Il libro, prima di affrontare questi viaggi, ci offre un’ampia premessa che parte dallinfanzia della scrittrice vissuta in Sicilia, in una famiglia dove le caratteristiche “speciali” di alcuni dei propri membri venivano trattate e vissute nella più totale normalità, e arriva alle vicende della famiglia Hornby prima, durante e dopo la terribile diagnosi.

È un libro difficilmente inquadrabile in un genere specifico. Si potrebbe parlare di romanzo autobiografico, di romanzo intimista. Probabilmente è più appropriato accostarlo ad un diario, dove si appuntano gli avvenimenti accaduti e li si commenta con le proprie considerazioni, le proprie sensazioni e le proprie riflessioni. È come entrare nella mente dellautrice e vivere assieme a lei, oltre allimmensa sofferenza di scoprire nel proprio figlio un grave problema a cui non si potrà in alcun modo porre rimedio, anche il modificarsi della prospettiva sulle cose, prospettiva che la porta a schematizzare la realtà che la circonda fra cose che George potrà fare e quelle che non potrà fare più, fra luoghi in cui potrà ancora recarsi e luoghi in cui non potrà accedere più.

Perfettamente in linea con questa narrazione in stile diario sono le parti scritte dallo stesso George che con molta schiettezza e tranquillità fa entrare il lettore in momenti anche molto difficili della sua storia e del suo quotidiano.

Non è un libro particolarmente facile, scorrevole o spassoso perché affronta argomenti seri e tristi. Non lo si può certo definire letteratura di evasione”. Ma è un libro ricco di buon senso, di poesia e di voglia di vivere. Aspetti che emergono in maniera prepotente anche dal documentario magistralmente girato, diretto e montato da Pesci Combattenti, casa di produzione indipendente.

Vox Zerocinquantuno n.18, gennaio 2018

In copertina foto da www.torinospiritualita.org

(59)

Share

Lascia un commento