Valeriano Grasso racconta la raccolta fotografica “Rovinosa Siciliana e Obiezioni”, di Chiara Pirani

Un cambio di rotta, un ritorno del colore, uno sguardo al passato, nostalgico, ma plasmato e migliorato dalle esperienze acquisite. Valeriano Grasso, studente di filosofia e insegnante di fotografia a Bologna di ritorno dalla Milano Fashion Week, dove ha collaborato con importanti stilisti, fotografando i loro abiti e i VIP alle Termemilano, ci racconta della sua nuova raccolta, ispirata alla Sicilia e pensata per mostrare a tutti quanta bellezza racchiuda.

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“Sì, Rovinosa Siciliana e Obiezioni è proprio una sorta di ritorno alle mie origini, un ritorno con uno sguardo chiaramente diverso e migliorato dall’esperienza. Si tratta di un ritorno in un duplice senso: sia dal punto di vista fotografico, ossia una ripresa dei tipici ritratti che facevo all’inizio della mia esperienza fotografica, sia dal punto di vista prettamente letterale, perché si tratta di un ritorno alla mia terra, per valorizzarne adeguatamente la bellezza.”
Valeriano, che prende parte al Festival dei Talenti promosso da Er-Go già da diversi anni, portando in giro per l’Emilia Romagna le sue creazioni fotografiche, racconta come, dopo le due raccolte “M O N O C R O M I”, presentate unicamente attraverso l’uso del bianco e nero, e prima di arrivare all’ultima Rovinosa Siciliana e Obiezioni, abbia riproposto la sinuosità delle forme del corpo, facendo di nuovo ricorso al colore, nella raccolta “di transizione” dal nome “xXx”. Pare che proprio da lì sia nata la chiave per tornare a scattare a colori e per richiamare l’importanza delle origini.

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“Anche la location è un chiaro ritorno alle origini: si tratta di luoghi che avevo già utilizzato in passato, per fare foto di questo genere, ma all’epoca con meno accortezze. I posti che ho scelto sono ovviamente legati al titolo, quindi luoghi “rovinosi”, come ruderi, case di campagna, posti abbandonati, luoghi naturali a tratti incontaminati e a tratti stuprati dall’uomo, con l’intento di mettere in risalto l’aspetto rustico, ma anche il fatto che la Sicilia venga lasciata spesso nelle mani di persone che non sanno prendersene cura come dovrebbero. In contrasto con ciò, c’è però il termine “obiezioni”, proprio per sottolineare che, nonostante la “rovinosità”, sia possibile trovare tanta bellezza, anche in luoghi abbandonati. Importante è, poi, la bellezza data dalle mie tre modelle, rigorosamente siciliane, inserite in un contesto non urbano, come va di moda, ma insolito, per creare un ritorno naturale alla bellezza della donna sicula, che non è soltanto una cornice, né il soggetto principale, ma è perfettamente armonizzata con il paesaggio, come se insieme fossero una cosa sola.”

Quest’armonia si ripercuote, in un certo senso, sugli occhi dell’osservatore, che resta inevitabilmente rapito dal gioco di colori e di luci, dal modo in cui ambiente e donna rendono il paesaggio siciliano una continua scoperta, o una riscoperta sempre più consapevole e nitida.

Corso di scrittura creativa

Interessante è anche il modo in cui la fotografia viene costruita, tentando di capire tutto il lavoro che si cela sia davanti che dietro la fotocamera.
“Per quanto riguarda la scelta dei vestiti, ho dato una sorta di canovaccio di base, costituito da due outfit, uno più sportivo e l’altro più elegante, che ho adattato ai diversi ambienti in cui ho scattato. Inoltre, tra gli scatti ce ne sono molti in coppia, in cui ho cercato, tramite contrasti o similitudini, di bilanciare il colore e applicarlo ai luoghi scelti, anche a livello di maggiore o minore <<mascolinità classica>>, quindi facendo posare da una parte una ragazza con i capelli raccolti e i pantaloni, quasi a ricordare dei tratti mascolini, dall’altra una con i capelli sciolti e la gonna, quindi <<classicamente femminile>>.”
Il tutto è, quindi, un equilibrio che si esplica nel legame con la “Sicilia-Donna”, nel rapporto forte e solido con la propria terra, talmente saldo da riuscire ad infonderlo anche in chi guarda, a prescindere dalla provenienza.

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“Questa raccolta è dettata sicuramente dal cambiamento, è come morire e rinascere, dimenticare ciò che si era in precedenza per diventare altro. Si tratta di un mutamento totale: diverso interesse, diverso occhio estetico nel campo artistico. Ho avuto già un bel riscontro sui social, ma anche prima di Natale le mie foto saranno esposte a Bologna, per poi “viaggiare” di nuovo per tutta l’Emilia Romagna, in occasione del Festival dei talenti promosso da Er-Go, ad aprile.”

Vox Zerocinquantuno, 8 ottobre 2019

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