Vox di Christina Dalcher, recensione di Elisa Benni

Alcuni fondamentali diritti vengono dati per scontati nella società in cui viviamo. Cosa succederebbe se di punto in bianco venisse revocato persino il diritto di parlare? VOX, di Christina Dalcher, prova a immaginarlo

Stati Uniti. Il Partito della Purezza ha vinto le elezioni. Sono subito presi provvedimenti per revocare ogni libertà alle donne: non gli è più permesso lavorare, leggere, scrivere. Possono solamente occuparsi della casa e dei figli, sempre sottoposte all’autorità di un uomo (marito, padre, fratello etc.). E sono costrette a portare al polso un contatore di parole che rilascia una scarica elettrica crescente se vengono pronunciate più di 100 parole al giorno. Un romanzo distopico tanto realistico quanto inquietante che racconta genesi e diffusione di un fondamentalismo. Occorrerebbe approfondire su tema e stile ma le parole sono finite. Per oggi.

Vox Zerocinquantuno n.27, ottobre 2018


In copertina foto da Ndr.de

(32)

Share

Lascia un commento