Vox lux: Storia di donna, storia d’America. Di Chiara Di Tommaso


Un ritratto del XXI secolo” è l’ambizioso sottotitolo del film diretto dal giovane regista americano Brady Corbet, uno dei ventuno presentati alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia di quest’anno, in prima visione il 4 Settembre. Niente premi questa volta, “Vox Lux” in concorso per il Leone d’Oro non ha ricevuto riconoscimenti particolari, a differenza del film d’esordio del regista sempre a Venezia tre anni prima (“The childhood of a leader”, Leone del Futuro e Premio Orizzonti migliore regia 2015). Evidentemente la giuria ha trovato di meglio, ma l’originalissimo lungometraggio statunitense merita per lo meno una nostra recensione. Centodieci minuti articolati in un prologo, due atti ed un epilogo che ripercorrono diciotto anni di vita della protagonista Celeste e di storia americana e mondiale, dal 1999 al 2017.

www.wmagazine.com

Tutto ruota attorno al parallelismo tra questi due piani: da una parte la crescita e la trasformazione di una ragazzina dolce e timida in pop star indemoniata, dall’altra i primi passi del nuovo millennio, scanditi dagli atti di violenza del terrorismo, due fili che scorrono l’uno accanto all’altro, ma che spesso si toccano, s’incrociano, si confondono. La tragedia che dà il la alla storia ed anche al nuovo secolo secondo il regista è proprio un attentato, uno dei tanti che avvengono con un’inquietante frequenza in particolare nelle scuole americane. Un colpo di scena nell’aula di musica, un ragazzo disadattato, sofferente, probabilmente squilibrato torna dalle vacanze estive in classe con un mitra e fa una strage, della quale Celeste è una delle poche sopravvissute. Nonostante il trauma subito, il colpo d’arma da fuoco nel collo, la lenta e dolorosissima guarigione psicofisica, la giovanissima ragazza si ricostruisce con tutta la sua forza e fragilità, rendendo quasi inconsapevolmente quel dolore la sua arma. Ai funerali delle vittime canta di sé, di quello che ha visto e provato e la sua sincerità e sensibilità colpisce tutti. È proprio da questo pianto trasformato in melodia che nasce la sua clamorosa fama ed ha inizio la sua carriera. Alla “Genesi”, che la vede formarsi come donna e artista, fianco a fianco della sua inseparabile sorella maggiore e del suo agente, segue la “Rigenesi” e il ritmo della storia subisce un’accelerata. Celeste, ora interpretata da una meravigliosa e folle Natalie Portman, è una star affermata e amatissima della musica pop, avvolta nel glitter, nelle paillettes e nelle piume colorate ma che è stata travolta dal suo stesso successo. Il rapporto conflittuale con la figlia adolescente, quello di invidia e rancore con la sorella, l’abuso di alcol e droghe, i problemi con la legge, i pettegolezzi e le accuse dei giornalisti… fino ad arrivare al punto di ritrovarsi invischiata nelle vicende di un altro attentato, perchè compiuto da terroristi che indossavano le maschere del suo video musicale. La musica pop fonte di spensieratezza, leggerezza e che permette di fuggire dalla realtà, oltre ad essere la colonna sonora del film, con canzoni originali della cantante australiana Sia, ne è anche la seconda protagonista. Agli occhi dello spettatore diventa simbolo della superficialità e della fredda indifferenza della società contemporanea, la quale si limita a girare la testa per non vedere la sua stessa degenerazione e contro la quale il regista lancia le sue gravi accuse. Allo stesso tempo, l’unico genere musicale che “permette di non pensare” si intorbidisce mescolandosi con sangue e orrore, in uno sconvolgente connubio che spesso sembra quasi mancare di senso. Il vorticoso susseguirsi di immagini e note, spesso volutamente disarmoniche e contrapposte, costituisce quello che andrebbe più propriamente definito solo uno schizzo del ventunesimo secolo. Tracciato da una mano talentuosa, a tratti geniale, da un osservatore attento che però guarda solo da uno dei tanti possibili punti di vista e con un solo inequivocabile obiettivo di denuncia contro l’intera epoca. Denuncia che si legge attraverso il vero e profondissimo ritratto di una donna e della sua complicatissima vita, scavata fino in fondo per mostrarne tutto lo squilibrio, l’insicurezza, la pazzia, il talento, l’intelligenza e l’oscurità, che nella sua complessa evoluzione continua a sorprendere fino alla fine. Quasi quanto la Storia, altrettanto assurda, complessa e oscura, di questo nuovo nostro millennio.

Vox Zerocinquantuno n.27, ottobre 2018

(12)

Share

Lascia un commento