Xīnnián kuàilè di Luciano Calandro

In occasione del Chunjie, comunemente Capodanno Cinese che sancisce l’inizio dell’anno del Gallo, tante piazze italiane ed europee  hanno accolto un gran numero di cinesi.

Per un occidentale è complicato afferrare appieno il significato della festa. Bisogna innanzitutto precisare che in Cina sono simultaneamente in uso due sistemi di calendario: uno è quello gregoriano, usato per scopi ufficiali, e l’altro è il calendario tradizionale, calendario luni-solare. A differenza di quello occidentale, la scansione temporale della tradizione cinese si basa sulle fasi lunari. Per cui l’inizio dell’anno nuovo non ha una data fissa, ma bisogna aspettare la prima luna (novilunio) dell’anno nuovo. Per colmare la differenza tra i giorni che impiega la terra per compiere un giro intorno al sole e i giorni del calendario, nel sistema gregoriano viene aggiunto un giorno ogni quattro anni nell’anno bisestile. Nel calendario lunare cinese non è così semplice (contando solo 354 giorni); prima di tutto, ad alcuni mesi sono assegnati 29 giorni e ad altri 30, ed ogni due o tre anni viene aggiunto un intero mese intercalare.

Ad ogni anno è assegnato un animale, per un totale di 12 che secondo il mito furono scelti da Buddha; la leggenda vuole infatti che questi furono gli animali che risposero alla chiamata di Buddha, a cui egli assegnò un anno dopo aver diviso il tempo in cicli di dodici anni: il topo, il bue, la tigre, il coniglio, il drago, il serpente, il cavallo, la capra, la scimmia, il gallo, il cane e il maiale.

Come nel nostro Oroscopo, i nati sotto un certo segno subiscono l’influenza del loro animale.

La Cina contemporanea si è omologata alla periodizzazione tipicamente cristiana, adottando una concezione lineare del tempo.

da dreamguides Italia

Tradizionalmente però il tempo cinese rifletteva una concezione ciclica del tempo, molto cara alle società agricole. Ed è proprio al mondo agricolo che si rifà questa festività, come anche il mito della nascita.

Il mito narra di un mostro leggendario chiamato Nian (lo stesso carattere usato in cinese per indicare “anno”) che una volta all’anno era solito uscire dalla propria tana per distruggere i campi e mangiare gli essere umani. In una di queste occasioni i contadini riuscirono ad ingannarlo attirandolo nei cortili interni delle loro case dove avevano riunito pile di fuochi artificiali. Una volta dentro, il rumore assordante degli esplosivi unito al fragore di tamburi e di piatti spaventò il mostro che venne così ricacciato finché non fu catturato da un monaco taoista.

Quel giorno, il primo giorno del calendario lunare, venne eletto come primo giorno dell’anno per commemorare l’impresa.

Ritroviamo una ricostruzione di questa leggenda nella tradizionale Danza del Leone (wǔshī), una delle più famose celebrazioni della festività. La manifestazione, ancora ammirabile in tutta la Cina, presenta dei danzatori mascherati con costumi fatti a riproduzione di un leone che si muovono coordinati al ritmo di gong e tamburi eseguendo piccole acrobazie e correndo per le strade.

Allo stesso modo anche il lancio dei fuochi d’artificio si ricollega allo stesso mito.

Al di là della mitologia, storicamente la Festa della Primavera (o “Capodanno”) segnava la nuova fase del raccolto e dunque veniva celebrata come auspicio per un anno di abbondanza e prosperità. Ogni usanza è dunque finalizzata all’ottenimento della buona sorte: durante questo periodo si devono mangiare cibi portafortuna e pulire perfettamente la propria casa per spazzare via ogni scoria dell’anno passato, e ci si deve vestire di rosso, colore odiato dai demoni e perciò usato anche per fiocchi e nastri con cui decorare le case.

Ecco il perché delle lanterne rosse caratteristiche non solo della festa ma anche di qualsiasi ristorante cinese.

Le festività per il nuovo anno durano circa due settimane, iniziano il giorno della vigilia per terminare il quindicesimo giorno con la festa delle lanterne, che chiude il ciclo di festa e inaugura definitivamente l’inizio del nuovo anno.

In realtà, nei paesi dove la festa è celebrata ufficialmente, solo alcuni giorni delle due settimane vengono considerati festivi, generalmente solo i primi giorni.

Nonostante la Festa della Primavera mantenga il suo spirito tradizionale, lo sforzo di una società contadina soggetta alle forze della natura si è inevitabilmente adattata alle esigenze della modernità, conservandone i festeggiamenti.

 

Vox Zerocinquantuno n 7, febbraio 2017

SITOGRAFIA

(http://www.tuttocina.it/fdo/calend.htm#.WIjaiBvhA2w)

(http://www.tuttocina.it/fdo/chunjie.htm#.WIjcfhvhA2x)

(http://www.china-files.com/it/link/6381/spiriti-e-leggende-del-capodanno-cinese)


Luciano Calandro, Benevento. Studente della facoltà di Storia presso l’Università di Bologna.

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